Assegnazioni provvisorie: avevamo ragione anche su questo. Adesso attendiamo l’abolizione della 107!

Nazionale -

Apprendiamo dal comunicato Miur la notizia della sottoscrizione di un'intesa sulle assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni che terrà conto di quanto da noi rivendicato e chiesto in piazza negli ultimi due anni!

Come USB Scuola ha sempre rivendicato, sarà possibile chiedere e ottenere l’assegnazione provvisoria su posti di sostegno anche per gli insegnanti abilitati non specializzati. Vengono posti due vincoli: che si abbia almeno un anno di esperienza su posto di sostegno o che si stia frequentando il corso di specializzazione.

La buona scuola nel 2015 aveva determinato l'esodo di migliaia di docenti dal sud al nord Italia e il vincolo nella mobilità annuale presentava restrizioni che ne impedivano il ritorno anche temporaneo in caso di necessità di riavvicinamento ai propri familiari e in situazioni anche di difficoltà personale grave. Abbiamo denunciato dal 2016 da un lato la mancata volontà del Ministero di riconoscere il diritto alla mobilità sul territorio nazionale e dall'altro la totale inerzia di Cgil Cisl e Uil. Nei territori come quello siciliano in cui eravamo presenti al fianco dei lavoratori in lotta in piazza siamo riusciti a strappare contratti integrativi regionali che hanno derogato alcune restrizioni. Le lotte dei lavoratori pagano sempre e oggi il Miur è costretto a ratificare le deroghe siciliane per tutto il territorio nazionale.

Speriamo che il nuovo ministro non si senta soddisfatto da questi piccoli passi avanti, noi siamo qui a vigilare e a rivendicare l’abolizione totale e definitiva della 107 e attendiamo che il ministro ci convochi e non si limiti a ricevere i sindacati firmatari di contratto. Come stabilito dal nuovo contratto, infatti, la contrattazione integrativa è ristretta ai soli sindacati che hanno firmato l’inaccettabile CCNL a prescindere dalla rappresentatività. USB sta portando avanti azioni di lotta contro questo scempio, ma anche un ricorso perché riteniamo che questa limitazione sia non solo antidemocratica, ma anticostituzionale, violando la libertà dei lavoratori di scegliere l’organizzazione sindacale che ritengono li rappresenti al meglio.

Che i sindacati concertativi abbiano firmato senza batter ciglio non ci sorprende: nuovo governo, nuovo padrone. Ma non dimentichiamo, e non lo faranno le lavoratrici e i lavoratori della scuola, che non hanno e mosso un dito contro le storture, le iniquità, le ingiustizie che sono nate con e dalla legge 107 che, anzi, hanno platealmente appoggiato in ogni sua forma e declinazione. Non un minuto di sciopero è stato proclamato infatti contro le deleghe, contro gli abusi della chiamata diretta, contro lo sfruttamento dell’Alternanza Scuola-lavoro.

La conquista di questa intesa è una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori che non hanno mai smesso di fare conflitto in piazza, è una vittoria che rivendichiamo come Unione Sindacale di Base Scuola, ma soprattutto è una vittoria che non ci fa desistere dal continuare a pretendere organici adeguati per una mobilità definitiva e per l'assunzione di tutti i precari. Questa è l’ultima conferma di quanto diciamo da anni: i posti ci sono, al nord come al sud, per tutti! Infatti verranno assicurati i posti per gli insegnanti precari specializzati, sia per le immissioni in ruolo che per le supplenze, e i rimanenti verranno dati in assegnazione provvisoria. Il grande numero di deroghe che ogni anno vengono assegnate è ormai un dato di fatto che va stabilizzato così da consentire una reale continuità didattica agli alunni in situazione di disabilità e il rientro nelle province di origine di tanti, troppi insegnanti che non riescono a tornare in pianta stabile laddove hanno sempre vissuto e lavorato.

 Continueremo a chiedere l'adeguamento dell'organico di diritto all'organico di fatto e affinché tutto questo avvenga sappiamo che il banco di prova di questo governo sarà ancora una volta la legge di stabilità del prossimo inverno perché per i vincoli soggetti al pareggio di bilancio in costituzione non potranno mutare il quadro nel suo insieme fino a quando non si romperanno quei vincoli di soggezione alla austerity voluta dalla UE.