USB alla Commissione Istruzione del Senato sugli scatti di anzianità: “Il Decreto “toppa” per impedire il prelievo forzoso dagli stipendi è il “minimo sindacale” che questo Governo deve fare”.

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“ Cancellare il blocco dei contratti e dei salari dei dipendenti pubblici è la vera soluzione”

USB alla Commissione Istruzione del Senato sugli scatti di anzianità:

Il Decreto “toppa” per impedire il prelievo forzoso dagli stipendi è il “minimo sindacale” che questo Governo deve fare”.

 

in allegato tutti gli Atti

USB è stata convocata per una audizione alla Commissione Istruzione del Senato, su: “DL n. 3/2014, recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola”. USB ha definito il Decreto “una toppa” ad una situazione che avrebbe visto il Governo soccombere in un contenzioso per il quale nessuna forza politica o sociale avrebbe potuto evitare di intervenire contro il doppio prelievo degli scatti di anzianità.

L'Accordo siglato nel 2010 dalle altre organizzazioni sindacali prevedeva, infatti, che le risorse necessarie per il ripristino degli scatti di anzianità fossero reperite dal fondo dei “risparmi” (il 30% dei tagli subiti dalla scuola) e dal Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (in gran parte si tratta del salario accessorio- straordinari per i lavoratori). Per questo la querelle sul prelievo forzoso degli scatti “ indebiti” aveva dell'assurdo: i lavoratori avrebbero pagato due volte il taglio degli scatti di anzianità.


La condizione salariale del personale della scuola ci dice che gli scatti di anzianità sono l'ultimo elemento di stabilità e sicurezza di un minimo, anche se insufficiente, adeguamento delle paghe.

Il valore reale degli stipendi è ad un tracollo tale che è difficile anche calcolarne la portata. Sappiamo che già con la cancellazione della scala mobile (un vero automatismo di adeguamento delle paghe al costo della vita) i salari sono caduti di un 25% alla vigilia della bastonata targata Gelmini. Da allora, blocco dei contratti, spending review, ma anche accordi indecenti firmati dai alcuni sindacati hanno provocato l'impoverimento generale dei lavoratori. La Corte dei Conti, la Ragioneria di Stato nei loro rapporti annuali parlano di un costo totale del lavoro nella Scuola decurtato del 4% solo nel 2011, il più alto in tutta la PA, dovuto sia al taglio dei posti di lavoro sia agli effetti del blocco del contratto.

In questo – 4% totale, c'è però per i Dirigenti Scolastici l'aumento delle retribuzioni fisse (grazie al rinnovo del loro contratto nazionale) e un +29% dell'accessorio.

Va ricordato, ad esempio, che gli scatti di anzianità sono stati l'oggetto di un Accordo siglato nel 2011 che definimmo un ricatto stile “Marchionne”, oggi diremmo alla Elettrolux: per una manciata di assunzioni (indispensabili) tagliava di colpo una fascia stipendiale (uno scatto) ai neoassunti provocando un taglio netto della paga dal 2 al 6%. In quel momento, migliaia di precari ricorrevano ai Tribunali sulla base di una Sentenza Europea, per il loro diritto ad essere stabilizzati dopo tre anni di servizio, e proprio per il riconoscimento dei loro scatti di anzianità.

É un cattivo presagio, il fatto che oggi il Ministro, nell'illustrare a questa Commissione gli istituti retributivi dei lavoratori della scuola, non menzioni affatto questo atto, avvenuto solo 2 anni fa, in sede di un accordo “temporaneo”, e poi addirittura, forse per un lapsus freudiano, dimenticare un'altra fascia stipendiale portando per tutti i lavoratori il primo scatto a 8 anni di servizio, anziché 2 (vedi Dossier allegato).


La “variazione” delle retribuzioni già avviene in tante e illegittime modalità: dalle ferie non pagate ai precari, a straordinari non retribuiti per attività integrative ma anche per le attività istituzionali quali gli esami di maturità, con i ritardi nei pagamenti degli stipendi, nell'incentivazione dei fondi pensione mentre si è allungata l'età pensionabile delle donne (oltre l'85% nella scuola). Il “combinato disposto” tra età pensionabile a 65 anni e blocco degli scatti di anzianità, quanto il “congelamento” dei colleghi di “quota 96”, o l'indifferenza ragionieristica nei confronti dei colleghi inidonei spostati come pacchi, danno il segno dell'inumanità e la beffa nei confronti delle centinaia di migliaia di lavoratori che hanno dato la loro vita alla Scuola.


Ossessionati dal Fiscal Compact e dal pareggio di bilancio, tutti a caccia di soldi anche per gli scatti.

Al “fondo dei risparmi” della Gelmini si attinge per ogni esigenza ma qualcuno sa a quanto ammonta il 30% dei risparmi ottenuti?

Era 8 miliardi di euro l'obiettivo di “ risparmio”, dove sono finiti i 2,4 miliardi che sarebbero dovuti tornare alla Scuola?

Come vengono calcolati i “risparmi” successivi?

Si quantifica l'aumento del carico di lavoro dopo il taglio - dal 2008 al 2013 - di 157.867 posti di lavoro, 180 mila pensionamenti a fronte gli oltre 163 mila studenti in più nelle nostre scuole?

Si contano i “risparmi” ottenuti dalla mancata messa in sicurezza delle scuole? L'ultimo Decreto Scuola proroga al 2015 la messa a norma dell'antincendio ed è stata fatta richiesta al Ministero dell'Interno di modificare i parametri di sicurezza per il numero degli studenti nelle classi in funzione della Riforma Gelmini!

Il taglio al salario accessorio in gran parte nel MOF (fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa) negli ultimi dieci anni ammonta ad oltre il 70% e, sempre in un combinato disposto di norme che ne condizionano le finalità di spesa (fondi dedicati: corsi di recupero, aree a rischio, scuola lavoro, compensi ai DSGA ecc.. ) o norme che tagliano altri compensi specifici come gli esoneri per i vicari (vice-presidi di presidi che sono diventati dirigenti) o per le gite scolastiche, questo fondo è diventato la rappresentazione materiale del fallimento dell'Autonomia Scolastica.

Il MOF viene di norma, in maggior quota, utilizzato per attività organizzative per garantire il minimo funzionamento della scuola. Le ore di straordinario, ad esempio, per i Collaboratori Scolastici sono arrivate al limite fisico per il personale e soprattutto per il servizio e la sicurezza del personale e degli studenti.

Spazi di contrattazione e di gestione democratica sempre più stretti hanno mostrato la vera faccia del modello aziendalistico applicato alla Scuola. Il caso del potere dei Dirigenti di nomina dei propri “vice” a fronte di un pagamento con il salario accessorio da parte dei soli lavoratori, è uno dei segni del carattere della vita che si svolge nelle scuole. Un “far west”, dove il MIUR in primis non rispetta le numerose e pesanti Sentenze di condanna da parte di diversi ed importanti Corti e Tribunali, l'ultima che ci risulta è del TAR del Lazio in merito alla Riforma della scuola tecnica superiore statale.

Di fronte alla crisi, autoritarismo, clientelismo, discriminazione tornano nell'elemento genetico più profondo della nostra società: la scuola.

La spending review è in atto nella Scuola dal 2008, solo per prendere una data simbolica. Il debito pubblico non diminuisce come dovrebbe, anzi se vediamo gli ultimi 25 anni di sacrifici appare fin troppo evidente che la situazione generale peggiora con il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Si è applicato il modello di gestione privata alla PA, i costi del lavoro a questo punto si equivalgono al ribasso. A differenza del privato, però, quando la PA fallisce non solo manda a casa i lavoratori ma nega i diritti costituzionali di uguaglianza, libertà e dignità della collettività e del singolo. A cosa, a chi sono serviti, dunque, tutti questi sacrifici?

 

La soluzione per il pagamento degli scatti secondo noi è semplice ed evidente:

  1. abrogare la “ norma cedolino” del DL 78/2010 che blocca retribuzioni (compresi gli scatti di anzianità) e rinnovo dei contratti fino al 2013 e la proroga al 2014 stabilita con il DPR 122/2013 per tutto il Pubblico Impiego;

  2. ampliamento del Decreto con un articolo che preveda il pagamento delle progressioni economiche e di tutti gli arretrati, per il personale ATA;

  3. ampliare il Decreto in oggetto anche per le annualità 2013 e 2014, ripristinare tutti gli scatti di anzianità per tutti compresi i precari e ripristinare tutte le fasce stipendiali a prima del 2011, utilizzando anche TUTTO il residuo Fondo MOF;

  4. pagamento di tutti i debiti dello Stato nei confronti delle Scuole; secondo la Ragioneria della Stato (Rapporto Annuale 2012) ammonta ad oltre 1,4 miliardi di euro e per questo oltre il 30% delle scuole è a rischio “fallimento”. Con questi soldi si potrebbero realizzare le attività “aggiuntive”. Non vorremmo dover ricorre anche noi alla Corte Europea per una ennesima infrazione, come hanno fatto i creditori privati;

  5. verifica e recupero dei Fondi Europei non spesi o “distratti”, destinando alla Scuola una parte dei 6,5 miliardi che il Premier Letta ha dichiarato di aver “recuperato” sui fondi del passato settennio.

Se questo Governo vuole avere un minimo di credibilità, deve iniziare ad ricreare un nesso tra le parole che usa riferendosi alla Scuola e i fatti che produce: ad ora nessun atto legislativo compiuto mostra nella concretezza le dichiarazioni di voler “cambiare rotta”.

 

DOPO LO SCIOPERO GENERALE DEL 18 OTTOBRE USB, CONTRO LA SPENDING REVIEW, PROMUOVE PER IL 14 MARZO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA.

Roma, 5 febbraio 2014