Performance? Meritocrazia? Selettività? LA SCUOLA DICE NO!

Bologna -

Emanata la bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su “Misurazione, valutazione e trasparenza della performance individuale del personale docente”.

La legge Brunetta la 150/2009, stava naufragando miseramente, per l’impossibilità di attuarla, come confermato da numerose sentenze, prima del rinnovo dei contratti (bloccati fino al 2013), e Tremonti non ne voleva proprio sapere di elargire qualche briciola per salvare il suo collega ministro, ma ecco che il 4 febbraio Cisl, Uil e UGL vanno in soccorso di Brunetta e siglano un accordo che rinvia all’ARAN il compito di pensare ad un procedimento per applicare le fasce di merito ai dipendenti pubblici, in attesa dei rinnovi contrattuali. E anche dall'ARAN arrivano bozze di accordi che dovrebbero sancire il tutto.

Cisl, Uil e UGL si sono così palesate definitivamente complici, ma sostengono di averci salvato perché, in attesa dei nuovi contratti, verranno elargiti premi ai più meritevoli, finanziati con i risparmi dovuti ai tagli, ma non si toccherà lo stipendio dei non meritevoli. Non ci sentiamo però di ringraziarli, visto che senza il loro intervento la legge Brunetta non sarebbe partita e basta. Inoltre, l’applicazione, pur parziale delle fasce, attiverà una serie di meccanismi penalizzanti per il futuro.

Due giorni prima, il 2 febbraio, è stata emanata la bozza di DPCM su “Misurazione, valutazione e trasparenza della performance individuale del personale docente”.

Lo strumento per attuare quella parte del D.lgs.150/2009 relativo alle fasce di merito, che non si sapeva come introdurre all’interno delle scuole

Vediamo di analizzarlo:

  • il fulcro, messo in bella evidenza, è la definizione di una “fascia” d’insegnanti (che non potrà superare il 75%, articolata al suo interno secondo criteri meritocratici) a cui saranno assegnati dei premi economici. Questo passaggio ben evidenziato è il classico specchietto per le allodole.

La pericolosità, che mal si cela dietro parole apparentemente neutrali, trapela però da tutto il resto.

  • La “benevola” premiazione dei meritevoli, per far passare e accettare l’introduzione di graduatorie d’insegnanti, che diventeranno uno strumento di gestione del personale da parte della dirigenza, sarà finta perché ammonterà a pochi spiccioli, visto che non ne devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico delle istituzioni e dovranno essere reperite fra le risorse destinate alla contrattazione collettiva integrativa.

  • La meritocrazia è collegata al “soddisfacimento dell’interesse dei destinatari della scuola”, sarà inevitabilmente una farsa in cui ogni scuola e quindi ogni dirigenza, si farà i suoi criteri a proprio uso e consumo. Non si parla neanche più di educazione e istruzione ma di “performance” dell’insegnante, come se la ricca e articolata azione dell’educare, con la miriade di variabili che la arricchiscono e la caratterizzano, si possa ridurre ad una “performance” da misurare.

  • E’ anche previsto il “ciclo di gestione della performance”: definizione e assegnazione degli obiettivi da raggiungere, monitoraggio in corso d’esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi, misurazione e valutazione della performance. Le singole istituzioni, adotteranno metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare, perché chiaramente non esistono metodi e strumenti “universalmente riconosciuti” e quindi ognuno si faccia i suoi!


Ma il bello è che fra i “Principi generali” si sostiene che questa misurazione e valutazione sono volte al miglioramento e alla crescita delle competenze professionali… ma da quando “misurazione e selezione” comportano “crescita e arricchimento”?

Per crescere professionalmente, serve potenziare le possibilità di apprendimento e arricchimento degli insegnanti stessi, serve aumentare e potenziare gli strumenti messi a loro disposizione, offrire opportunità di aggiornamento o di perfezionamento. Perché non si pensa a premiare mettendo a disposizione risorse e incentivi per chi decide di ampliare le proprie competenze? Perché evidentemente il fine e la logica non sono il miglioramento e l’accrescimento di tutto il corpo docente ma, com’è più volte ripetuto, “l’utilizzo di sistemi premianti selettivi, secondo logiche meritocratiche”.


MERITOCRAZIA E SELEZIONE, ecco il fine di tutto.


Basta tornare indietro di quasi un secolo, per ritrovare chi faceva uso e abuso di queste due parole. Ma giungiamo alle tristi conclusioni, non sarà frutto di valutazione solo la “performance” dell’insegnante ma lo saranno anche i “comportamenti professionali e relazionali”.

Quest’ultimo passaggio si commenta da sé e forse chiarisce meglio anche tutto il resto. Dulcis in fundo, nel nome della trasparenza, tutto ciò dev’essere visibile sul sito della scuola… che tutti sappiano, dai genitori ai bambini ecc. quali sono gli insegnanti bravi e meritevoli e quali quelli di “scarto” (per i quali non si propone nulla per affrontare la loro presunta inadeguatezza).

Ovviamente, per assicurare la gogna, non dimenticano di ricordare agli stessi dirigenti, che “in caso di mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione, è preclusa l’erogazione delle retribuzioni di risultato ai dirigenti”. Non è difficile capire che la meritocrazia diventerà un pericoloso strumento di gestione del personale da parte della dirigenza e questo diventa ancor più chiaro se si pensa che non solo inciderà sugli stipendi, ma anche sulle progressioni di carriera e l’attribuzione degli incarichi all’interno delle scuole e, cosa ancor più grave, dividerà tutta la categoria, indebolendo fortemente ognuno di noi.

Tante sono le questioni aperte: ad esempio cosa succederà al 25% dei colleghi che non rientreranno nella fascia dei meritevoli?


E’ necessario rifiutare qualsiasi logica volta a dividerci, mediante il miraggio di premi per pochissimi e carbone per i tanti. Solo uniti e compatti possiamo difenderci e, in questo modo, difendere la scuola pubblica. La valutazione meritocratica è un altro passo verso la privatizzazione della scuola.

 

in allegato:

Intesa Governo e Sindacati collaborazionisti del 4 febbraio 2011

Bozza di DPCM sulla meritocrazia nella scuola del 2 febbraio 2011

volantino USB-Scuola