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            <title>Rss Feed scuola.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di scuola.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Sat, 15 Aug 2026 06:31:25 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Sat, 15 Aug 2026 06:31:25 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 11:47:03 +0200</pubDate>
                        <title>Il Ministero e i sindacati complici hanno deciso. Dal prossimo anno scolastico verrà assunto a tempo indeterminato solo il 35% del personale ATA.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con l'ultimo incontro avvenuto il 4 agosto scorso tra il Ministero e i sindacati complici, si è deciso che dal prossimo anno scolastico verranno assunti a tempo indeterminato come personale ATA solamente il 35% di quanto previsto in organico. Poco più di un terzo quindi avrà un contratto a tempo indeterminato.<br /> Mentre dovrebbero essere in servizio a tempo indeterminato quasi 35000 unità, solo 12000 verranno assunti con questa formula, i restanti 23000 saranno assunti a tempo determinato.<br /> Il Governo continua nei fatti a creare precariato com'è ormai nella norma, con l'esito di un aggravamento della disparità economica tra chi è assunto a tempo indeterminato e chi a tempo determinato. L'anzianità di servizio, con buona pace di chi parla un giorno sì e l'altro pure di meritocrazia, perde di valore.<br /> Questo nonostante la recente condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea al Governo italiano per la mancanza di parità di trattamento economico sui lavoratori (direttiva 1999/70/CE, sentenza del 13/5/2026).<br /> Dietro ad ogni numero dell'organico vi è una persona, un cittadino, un lavoratore che da anni subisce un precariato infinito, abituato all'insicurezza costante nella vita quotidiana.<br /> Oltre a ricevere a fine mese uno stipendio che a fatica copre il minimo indispensabile per se stesso e per quello della sua famiglia, i precari della scuola e soprattutto gli ATA si trovano anno dopo anno a cambiare sede, sperando che ci sia ancora una posto dove essere chiamati. I tagli al personale ATA si fanno sentire anche in questa forma.<br /> Tagliare sugli ATA non è solo tagliare su una categoria di lavoratori della scuola.<br /> Significa danneggiare anche le famiglie e gli studenti.</p>
<p class="text-justify">Il Governo italiano, anziché assumersi le proprie responsabilità, fa cadere la colpa sulla maglia più fragile dei suoi lavoratori e investe invece a beneficio dell'industria bellica le risorse pubbliche.<br /> È ora di alzare la testa,<br /> mobilitarsi,<br /> è ora che ogni cittadino e lavoratore consapevole chieda e pretenda un welfare a beneficio di ogni singolo cittadino, a partire da chi ne ha più bisogno.<br /> La scuola non è un mercato, e non pagheremo noi il costo delle vostre guerre.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:46:14 +0200</pubDate>
                        <title>Contatto truffa. Ad agosto aumenti medi di 30 euro.</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/contatto-truffa-ad-agosto-aumenti-medi-di-30-euro-1352.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Rabbia di Docenti e ATA: USB chiama alla mobilitazione su salari e contratti.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB scuola aveva denunciato con forza il contratto truffa sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda ed Anief nel mese di Aprile, chiarendo che gli aumenti “raccontati” erano falsi perché non tenevano conto dell’IVC già erogata e partivano da compensi lordi, di conseguenza &nbsp;gli aumenti non avrebbero superato i 30/40 euro netti in media. Il cedolino di agosto ha confermato le nostre facili previsioni, generando profonda rabbia tra i lavoratori, che in queste ore minacciano disdette verso le organizzazioni sindacali firmatarie che, oltre a non raccontare la verità sull’inflazione galoppante che in tre mesi ha bruciato già il misero aumento, hanno propagandato cifre non corrispondenti alla realtà. Un contratto firmato in fretta e furia, con cifre taroccate e che, alla prova dei fatti, ha mostrato la propria inadeguatezza. L’ufficio parlamentare di bilancio, nelle sue analisi sul fronte salariale, ci dice con chiarezza che la riduzione del potere d'acquisto e la stagnazione dei salari reali è dovuto in gran parte al ruolo dei sindacati di che firmando negli anni contratti a perdere e mostrando livelli bassissimi di conflittualità hanno impoverito i lavoratori pubblici di questo paese.&nbsp;<br /> Lavoratori pubblici che nelle ultime due tornate elettorali hanno lasciato sul tavolo piu del 10% del loro potere d’acquisto, visto come le guerre e la corsa alla militarizzazione li hanno impoverito, determinando una perdita salariale ormai irrecuperabile che avrà conseguenze pesantissime sulle famiglie nei prossimi mesi, quando i venti di guerra nel mondo mostreranno con ancor più furia i loro effetti sulle tasche degli italiani.&nbsp;<br /> Ora che il “tarocco” si è palesato, così come sarà evidente nei prossimi mesi in tutti i settori del pubblico impiego, bisogna avviare una campagna di mobilitazione che rimetta al centro delle politiche governative la questione salariale e contrattuale.&nbsp;<br /> USB si farà carico di questa mobilitazione per ridare dignità ai lavoratori pubblici di questo paese.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:18:58 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola, la lotta paga: archiviato il procedimento disciplinare contro la docente dell&#039;IIS Mattei. USB Bologna: &quot;giù le mani dalla libertà di insegnamento e dalle lotte per la Palestina!&quot;</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/scuola-la-lotta-paga-archiviato-il-procedimento-disciplinare-contro-la-docente-delliis-mattei-usb-bologna-giu-le-mani-dalla-liberta-di-insegnamento-e-dalle-lotte-per-la-palestina-1021.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Crolla l'impianto accusatorio e repressivo all'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena: il Dirigente Scolastico dispone l'archiviazione formale senza alcuna sanzione. USB Bologna: &quot;Non serve un divieto esplicito per fare censura, basta la burocrazia del sospetto. Ma la mobilitazione di lavoratori e studenti ha fermato la ritorsione.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato notificato il provvedimento di archiviazione firmato dal Dirigente Scolastico dell'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena, che chiude e cancella definitivamente il procedimento disciplinare avviato nei confronti della docente dell'istituto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vicenda era esplosa a seguito di una lezione del&nbsp;10 dicembre 2025: un collegamento online di approfondimento sulla Palestina con la dott.ssa Francesca Albanese, organizzato da DocentiperGaza e inserito pienamente nella programmazione di Educazione Civica e Storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'ispezione ministeriale attivata a seguito di attacchi politici e mediatici non ha potuto rilevare alcuna scorrettezza, violazione o contenuto inappropriato. Il grottesco tentativo di punire la docente attaccandosi a cavilli burocratici, presunte e inesistenti mancanze di autorizzazioni preventive o accordi formali è crollato miseramente di fronte alla fermezza della difesa della libertà di insegnamento e dell'autonomia didattica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna prende parola con una nota di netta condanna dell'accaduto e di rivendicazione della vittoria: &quot;Lo abbiamo sempre detto, si trattava di un'attività didattica legittima, svolta in aula, inserita nella programmazione e del tutto coerente con gli obiettivi disciplinari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire da una segnalazione isolata e reazionaria si è scatenata una sproporzionata gogna esterna, politica e mediatica, finalizzata a intimidire la scuola pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la stessa ispezione non ha potuto contestare in alcun modo ciò che è stato insegnato. Di fronte al vuoto delle accuse sul piano dei contenuti, si è tentato di spostare il tiro sulle procedure formali, cercando nel cavillo amministrativo la clava disciplinare con cui colpire una lavoratrice. Questo ennesimo tentativo di repressione è stato ricacciato indietro!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sindacato denuncia con forza il clima di censura e ostilità che contorna la trattazione della questione palestinese nelle scuole e nelle università: &quot;Nelle nostre scuole si applica un doppiopesismo intollerabile: il caso della Palestina è emblematico,&quot; prosegue USB Bologna. &quot;Mentre si spalancano le porte all'indottrinamento bellicista e aziendale, affrontare la tragedia del popolo palestinese e sostenere le sue lotte di liberazione comporta un automatismo di sospetto e sanzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come insegna il pensiero critico di Michel Foucault, per censurare non serve un divieto d'imperio: basta costruire un castello di cavilli, burocrazia e 'rischi percepiti' attorno a un tema per renderlo sconsigliato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un dispositivo strisciante volto a produrre l'autocensura di docenti e dirigenti e a trasformare la scuola pubblica in un luogo silenziato e conformista.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, USB Bologna rilancia la mobilitazione a sostegno di tutti i lavoratori della scuola: &quot;Rifiutiamo l'idea che l'insegnamento debba sottostare a un'autorizzazione preventiva o a una continua tutela burocratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una scuola che sostituisce la responsabilità professionale dei docenti con la prudenza amministrativa è una scuola che rinuncia alla sua funzione formativa e politica. Non c'era nulla da sanzionare rispetto alla Docente dell'IIS Mattei perché la libertà di insegnamento non si sanziona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è una vittoria per tutti i lavoratori, gli studenti e i soggetti sociali che si sono schierati al fianco della docente in questa battaglia. Rispondere colpo su colpo agli attacchi e scendere in piazza paga: continueremo a difendere la libertà d'insegnamento, la scuola pubblica e il diritto di parlare di Palestina e di tutte le lotte di liberazione dei popoli. “Fiero chi lotta, fiero chi non si piega!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 20:09:56 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola al Sierra Maestra di OSA e Cambiare Rotta. Studenti e lavoratori uniti per &quot;Formare un Mondo Diverso&quot;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-al-sierra-maestra-di-osa-e-cambiare-rotta-studenti-e-lavoratori-uniti-per-formare-un-mondo-diverso-2018-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Scuola al Sierra Maestra di OSA e Cambiare Rotta.</p>
<p class="text-justify">Si chiudono in questi giorni le giornate del Sierra Maestra Camp di Paestum, organizzato da OSA e Cambiare Rotta, e USB Scuola ha scelto di esserci non come ospite, ma come parte viva di un percorso che condivide da tempo con questi compagni. Quello di una scuola e di un'università che rifiutano di diventare terreno di reclutamento per il complesso militare-industriale. Quello di una scuola che vuole resistere e contrattaccare rispetto alla trasformazione neoliberista realizzatasi negli ultimi trent’anni.</p>
<p class="text-justify">In questi giorni, tra i workshop, le assemblee, i momenti di formazione politica e i confronti informali sotto le tende, abbiamo lanciato ufficialmente la campagna &quot;La conoscenza non marcia&quot;, nata da un lavoro di inchiesta e di analisi che documenta, punto per punto, come università, scuola e ricerca italiane siano sempre più integrate nei meccanismi del riarmo europeo: accordi con l'industria bellica, corsi tenuti da militari, la &quot;cittadella dell'aerospazio&quot; di Torino come modello da esportare in ogni territorio.</p>
<p class="text-justify">Il momento più significativo di queste giornate è stata la tavola rotonda del 19 luglio, in cui la campagna contro la militarizzazione della scuola presentata il giorno prima con il lancio della petizione popolare si è saldata a una prospettiva più ampia: da quel confronto è nata l'alleanza studenti-lavoratori per costruire un mondo diverso. Non un semplice slogan di chiusura, ma la messa a fuoco collettiva di ciò che il campeggio intero ha provato a costruire in questi giorni: il riconoscimento che chi studia e chi lavora nella scuola condividono lo stesso nemico e la stessa battaglia, e che solo insieme, non per affinità sentimentale, ma per un interesse materiale e di classe comune, si può invertire un modello che vuole soggetti disciplinati, disponibili, arruolabili, tanto nei luoghi di lavoro quanto in classe.</p>
<p class="text-justify">Non a caso, è tornata al centro del dibattito una domanda che è insieme storica e attualissima: quale funzione liberatrice ha oggi il sapere? Non è retorica. È la domanda che ci siamo posti discutendo di scuola, perché la stessa istruzione che dovrebbe emancipare può, se lasciata nelle mani sbagliate, diventare strumento di riproduzione delle gerarchie esistenti, di classe e classiste, prima ancora che militari.</p>
<p class="text-justify">Ed è qui che il confronto di questi giorni ha toccato un nervo scoperto, spesso rimosso persino dalla sinistra cosiddetta democratica e riformista: il cosiddetto &quot;scuolocentrismo&quot;, cioè l'idea per cui basterebbe la &quot;democratizzazione&quot; della scuola, vale a dire la sua natura di massa, per democratizzare automaticamente la società intera. È stato, per decenni, l'alibi che ha permesso a una certa sinistra riformista di non affrontare il tema della struttura di classe della società, delegando alla scuola un compito di redenzione che la scuola, da sola, non può assolvere. Non può esistere una scuola giusta dentro una società classista; e non si può pensare la scuola come soggetto capace di correggere le disuguaglianze che riproduce, senza intervenire sui rapporti sociali nel mondo del lavoro da cui quelle disuguaglianze nascono. La questione della scuola è, appunto, politica: il modello di scuola è il modello di società.</p>
<p class="text-justify">I dati confermano quanto questo non sia un esercizio astratto. L'Italia ha uno dei divari più alti d'Europa nella trasmissione del titolo di studio tra generazioni: nella fascia 25-34 anni, il 63% di chi ha un genitore laureato consegue a sua volta la laurea, contro appena il 15% di chi ha genitori diplomati. E la selezione avviene già prima, nella scelta della scuola secondaria: il 70% degli studenti dei licei si iscrive all'università, contro il 15% di chi proviene da percorsi tecnici o professionali. L'ascensore sociale, semplicemente, non funziona e la scelta del percorso scolastico a 13 anni pesa sull'intera traiettoria di vita di un giovane.</p>
<p class="text-justify">Su questo terreno già diseguale agiscono le stesse forze neoliberali che abbiamo denunciato per la militarizzazione: la spinta alla mercificazione di scuola e università, la subordinazione costante dell'istruzione alle logiche dell'accumulazione di capitale. La questione della scuola non è più, dunque, materia di sterile pedagogismo o tecnicismo, né semplice questione gestionale: è una questione che riguarda il futuro stesso della società.</p>
<p class="text-justify">Non è stata una parentesi militante isolata. È stato un momento di costruzione: perché la battaglia contro la militarizzazione della scuola, contro la sua mercificazione e contro la disuguaglianza che riproduce, non si vince con un intervento saltuario o intellettuale, ma con un'organizzazione che tenga insieme studenti e lavoratori della conoscenza, che condivida analisi, strumenti e capacità di intervento nei singoli territori. Il campeggio è servito esattamente a questo: a passare dalla denuncia alla pratica organizzata, mettendo in rete le esperienze di chi, nelle scuole e negli atenei, già oggi si oppone a protocolli d'intesa con Leonardo, a stage in caserma, a corsi di orientamento che sono reclutamento travestito da opportunità.</p>
<p class="text-justify">USB Scuola porta a casa da questi giorni non solo la conferma di un'alleanza politica con Cambiare Rotta e OSA, ma un metodo, e ora anche una prospettiva più ampia da cui ripartire in ogni territorio: la convinzione che solo un blocco sociale che unisca chi studia e chi lavora nella scuola può davvero invertire la rotta di un modello che vuole soggetti disciplinati, disponibili, arruolabili, nel lavoro come nella vita.</p>
<p class="text-justify">La cornice di questi giorni, non a caso, porta il nome di una montagna da cui partì una lotta di liberazione. E chiudiamo con le parole di chi quella lotta la pensò prima ancora di combatterla, José Martí: essere colti è l'unico modo per essere liberi.</p>
<p class="text-justify">Da Paestum, la nostra lotta continua!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:39:44 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola: sportello assegnazioni provvisorie e utilizzazioni</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-sportello-assegnazioni-provvisorie-e-utilizzazioni-1046.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>È imminente l’avvio delle procedure per le assegnazioni provvisorie e utilizzazioni per i docenti e il personale ATA di ruolo, che molto probabilmente andranno a coincidere almeno parzialmente con la scelta delle 150 preferenze dei docenti precari, creando inevitabilmente problemi sulla piattaforma Polis – Istanze Online, mai strutturata per gestire l’afflusso di tanti lavoratori della scuola contemporaneamente.</p>
<p>Avranno la possibilità di chiedere assegnazione provvisorie i docenti di ruolo che abbiano superato il vincolo triennale o che, ottenuta l’abilitazione abbiano necessità di riavvicinarsi al comune e alla provincia di residenza del coniuge (sono equiparati al coniuge le parti dell’unione civile o i conviventi di fatto), ai figli o ai genitori ultrasessantacinquenni, ad assistito con L. 104 art. 3 comma 3 (condizione di gravità) o per ragioni legate alla L. 104 personale.</p>
<p>Siamo in attesa della definizione delle deroghe per i docenti neoassunti che abbiano conseguito l’abilitazione. Oltre alla deroga per L. 104 personale o familiare e per i figli di età inferiore ai 14 anni, come per le operazioni di mobilità già avvenute, dovrebbe essere inserita la deroga per ricongiungimento ai genitori ultrasessantacinquenni, ma il ministero della Funzione Pubblica sta ancora vagliando il provvedimento, mantenendo in attesa lavoratrici e lavoratori che necessitano di spostarsi dal comune di servizio per un anno scolastico.</p>
<p>Intanto avviamo le prenotazioni per lo sportello di supporto agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola, che potranno avvalersi delle consulenze compilando il modulo <a href="https://form.jotform.com/221672559049059" target="_blank" rel="noreferrer">https://form.jotform.com/221672559049059</a></p>
<p>USB Scuola ribadisce la necessità di abolire immediatamente ogni vincolo di permanenza territoriale legato ad immissioni in ruolo e trasferimenti, che non rappresentano in alcun modo un “merito” o una garanzia di “qualità dell’insegnamento”, ma un accanimento contro le lavoratrici e i lavoratori della Scuola Pubblica Statale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:19:58 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL ISTRUZIONE E RICERCA 2025-2027: FIRMATA LA PARTE ECONOMICA. MA QUALE RISULTATO STORICO? È UNO STORICO SCIPPO! IN AULE-FORNO, CON LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA!</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/ccnl-istruzione-e-ricerca-2025-2027-firmata-la-parte-economica-ma-quale-risultato-storico-e-uno-storico-scippo-in-aule-forno-con-le-briciole-in-busta-paga-1621.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore è stata sottoscritta definitivamente la parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, che riguarda, nella scuola, oltre un milione e 200mila lavoratori tra docenti e personale ATA. Il governo Meloni e i sindacati firmatari esultano parlando di &quot;risultato storico&quot;. Noi pensiamo che le cose non stiano così.</p>
<p><strong>SCUOLE COME FORNI</strong></p>
<p>Prima ancora di parlare di cifre, è necessario dire in quale contesto si è concluso questo anno scolastico. Docenti, personale ATA e studenti hanno affrontato la chiusura dell’esami di Stato, scrutini e collegi dei docenti in condizioni che definire inaccettabili è un eufemismo. Per non parlare della scuola dell’infanzia, le cui lezioni terminano il 30 giugno, in ambienti del tutto insalubri per gli insegnanti, il personale ATA e i bambini più piccoli. Con temperature esterne che sfiorano i 40 gradi, le aule si trasformano in bagni turchi. Alcuni studenti sono collassati. Secondo i dati ufficiali del MIM, solo il 7,42% degli edifici scolastici è dotato di impianti di climatizzazione adeguati: il 90% delle scuole italiane affronta il caldo senza aria condizionata.</p>
<p>La normativa è chiara: la scuola è un luogo di lavoro e deve rispettare le tutele previste dal D.Lgs. 81/2008. Eppure si tace e si sopporta. L'Italia ha climatizzato musei, palazzi storici e ministeri. Come luoghi pubblici dello Stato senza condizionamento d'aria ci sono rimaste solo le scuole e le carceri. Valditara festeggia il contratto come conquista storica e permette che docenti, ATA e studenti lavorino in condizioni di stress termico che configurano una violazione sistematica delle norme di sicurezza.</p>
<p><strong>LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA</strong></p>
<p>I numeri: a regime dal 1° gennaio 2027, gli incrementi medi mensili *lordi* sono 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati *lordi* stimati sono 855 euro per i docenti e 633 per gli ATA. Al netto delle ritenute fiscali — che erodono circa un terzo — si arriva a *circa 50 euro netti di aumento mensile* e *circa 600 euro netti di arretrati*: le briciole di tre anni di lavoro senza adeguamento reale. Per di più, gli incrementi sono scaglionati in tre tranche annuali: l'aumento va a regime solo nel 2027.</p>
<p><strong>L'INFLAZIONE CHE BRUCIA TUTTO</strong></p>
<p>Ci viene raccontato che questi aumenti sarebbero &quot;in linea con l'inflazione&quot;. I dati ISTAT smentiscono questa narrazione: inflazione NIC al +3,0% a giugno 2026, in risalita rispetto al +2,7% di aprile, con un picco al +3,2% a maggio. In tre mesi — dalla preintesa alla firma definitiva — i prezzi hanno già bruciato ulteriore potere d'acquisto. A pesare soprattutto la componente energetica, con gli energetici non regolamentati al +12,9%, e i rincari su cereali e ortaggi. Rispetto al 2019, secondo l'ISTAT, i lavoratori italiani hanno già perso l'8,6% del potere d'acquisto. Cinquanta euro netti al mese non recuperano nulla di tutto questo: certificano che la perdita è definitiva e accettata.</p>
<p><strong>NESSUNA OPPOSIZIONE, NESSUNA LOTTA</strong></p>
<p>La firma è arrivata con l'unanimità di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative: nessuna opposizione, nessuna rottura, nessuna mobilitazione reale. Tutti dentro il paradigma della compatibilità. Persino la FLC CGIL, pur avendo firmato, ammette di voler recuperare l'&quot;11% del maltolto&quot; del CCNL 2022-2024: se lo riconosce chi ha messo la firma, non c'è nulla da festeggiare.</p>
<p><strong>LA NOSTRA POSIZIONE</strong></p>
<p>USB Scuola rivendica: aumenti ancorati all'inflazione reale, non all'IPCA depurata; un piano straordinario di adeguamento degli edifici scolastici con risorse pubbliche vere; stabilizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari; finanziamento pubblico dell'istruzione sottratto alle logiche di austerità e alle missioni di guerra.</p>
<p>Chi vuole festeggiare lo faccia. Noi riteniamo che più di un milione di lavoratrici e lavoratori non abbiano niente da festeggiare, e continueremo a organizzare il conflitto dentro le scuole.</p>
<p>USB Scuola</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 11:24:23 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola: Assemblea online su supplenze e immissioni in ruolo A.S. 2026/27</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-assemblea-online-su-supplenze-e-immissioni-in-ruolo-as-2026-27-1130.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Scuola organizza una assemblea in modalità telematica rivolta al personale docente per il giorno <strong>6 luglio</strong> dalle ore <strong>17 alle 19</strong> per discutere di:</p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Supplenze 2026/27</strong>: nuova modalità di funzionamento dell’algoritmo, nuove sanzioni per rinuncia o abbandono, continuità su sostegno, supplenze finalizzate al ruolo da I fascia sostegno, prenotazione delle consulenze</p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Immissioni in ruolo 2026/27</strong>: ripartizione posti, avvio fase 1 e 2 da parte degli USR, contingente immissione in ruolo.</p>
<p>Sarà possibile partecipare all’assemblea dal sito <a href="/index.html">scuola.usb.it</a>, dal canale youtube <a href="https://www.youtube.com/@usb.scuola" target="_blank" rel="noreferrer">USB Scuola</a> o dalla pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/usbpiscuola" target="_blank" rel="noreferrer">USB Scuola</a> e interagire attraverso i sistemi di messaggistica.</p>
<p><strong>Sono attive da subito le prenotazioni delle consulenze per la scelta delle 150 preferenze (dal 16 al 29 luglio)</strong></p>
<p>Per prenotare è sufficiente compilare la richiesta</p>
<p><p>150 preferenze: <a href="https://form.jotform.com/251881823916364" target="_blank" rel="noreferrer">form.jotform.com/251881823916364</a></p></p>
<p>Le consulenze sono gratuite e riservate agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:51:13 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola: Avvio prenotazioni sportello 150 preferenze</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-avvio-prenotazioni-sportello-150-preferenze-1603.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 16 al 29 luglio si aprirà l’istanza per la scelta delle 150 preferenze per le supplenze da GPS.</p>
<p>La circolare sulle supplenze per il 2026/27 prevede delle novità sia sul funzionamento del cosiddetto algoritmo, sia sulle sanzioni per rinuncia e/o abbandono del servizio, fortemente inasprite.</p>
<p>USB Scuola avvia le prenotazioni per il supporto agli iscritti e a chi si iscrive.</p>
<p>Per prenotare la consulenza compila il form e verrai ricontattato dalla sede territoriale di riferimento:</p>
<p><u><p><a href="https://form.jotform.com/251881823916364" target="_blank" rel="noreferrer">form.jotform.com/251881823916364</a></p></u></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:06:10 +0200</pubDate>
                        <title>Accordo Sindacale su Riunioni e Collegi online. Un ulteriore passo verso il silenzio.</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/accordo-sindacale-su-riunioni-e-collegi-on-line-un-ulteriore-passo-verso-il-silenzio-0817.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">È paradossale, ma non troppo, che il nodo centrale dell'accordo stipulato tra sindacati concertativi e MIM, che rende possibile le riunioni a distanza degli organi collegiali anche quando prevedano una deliberazione, sia quello di garantire segretezza e trasparenza del voto. Non che questo non sia un elemento importante, ma appare una semplice quanto scontata precondizione.<br /> Il punto centrale sarebbe dovuto essere ben altro e cioè quanta partecipazione e quanto confronto garantiscano realmente riunioni collegiali a distanza.<br /> Appare del tutto irresponsabile la soddisfazione delle OO.SS. firmatarie l'accordo che evidenziano addirittura il &quot;risparmio di tempo e costi&quot; da parte dei docenti. Con questo accordo il rischio reale è l'ulteriore riduzione del livello della partecipazione e della discussione. Nella scuola è in atto da tempo uno svuotamento della democrazia all'interno delle riunioni degli ordini collegiali e complessivamente della vita degli istituti. Già oggi il confronto e persino l'effettiva libertà del voto vengono costantemente negati da comportamenti autoritari e finanche minacciosi di molti dirigenti scolastici, le adesioni alle proposte dei DS avvengono spesso senza neanche una votazione formale e nel silenzio più totale. Altro che chiacchiere sulla Scuola come &quot;comunità educante&quot;, come recitano tanti documenti! I processi di aziendalizzazione e quelli paralleli di gestione autoritaria da parte dei DS stanno da anni disegnando un modello di Scuola ben differente da quello di Scuola della Repubblica, che dovrebbe garantire i diritti dei lavoratori e l'eguaglianza dei percorsi formativi per gli studenti.<br /> In questo contesto l'attivazione della possibilità di svolgere le riunioni collegiali online, le svuoterà ulteriormente di quegli anticorpi democratici che solo il confronto e la partecipazione possono sviluppare. E sfidiamo tutti a dimostrare che le possibilità di confronto e di partecipazione siano le medesime tra le riunioni in presenza e quelle online.<br /> Temiamo che in molti, troppi, casi, queste riunioni degli ordini collegiali saranno nient'altro che la ratifica formale di quanto già deciso dal dirigente e dal suo staff. Non ci stupisce la firma su quest'accorto dei sindacati concertativi, divisi solo tra quelli che aderiscono convintamente a questo modello di Scuola e quelli che lo accettano per inerzia e disinteresse. Da anni questo atteggiamento contribuisce ad alimentare la passività di lavoratrici e lavoratori della scuola. USB sostiene da tempo che questo crinale non si possa assecondare, e che occorra ridare centralità di discussione didattica, culturale e di indirizzo alle riunioni degli organi collegiali, troppo spesso appesantite da una enorme quanto inutile quantità di punti all'ordine del giorno.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:40:27 +0200</pubDate>
                        <title>CHE COSA STA SUCCEDENDO IN EMILIA ROMAGNA?  USB Scuola: Caccia alle streghe, censura, ispezioni. La libertà di insegnamento è sotto attacco!</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/che-cosa-sta-succedendo-in-emilia-romagna-usb-scuola-caccia-alle-streghe-censura-ispezioni-la-liberta-di-insegnamento-e-sotto-attacco-1048-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In Emilia Romagna continuano le indagini ispettive, la presenza costante e le forme di pressione da parte dell'ufficio scolastico regionale. Una simile solerzia nell'orientare le delibere di collegi docenti e consigli di classe non si era fin qui mai vista in un numero di casi così alto.&nbsp;<br /> Ci preoccupa notevolmente questo clima di caccia alle streghe che vede l'Ufficio di via de' Castagnoli attivarsi con comunicati pubblici minacciosi dati in pasto ai media con una velocità che mal si abbina a un buon approfondimento, con un piglio investigativo che ha sempre come oggetto il lavoro dei docenti e, strano a dirsi, mai quello dei dirigenti scolastici. Il recente caso del Liceo Monti di Cesena, verso il quale l'USR comunica di aver avviato indagine ispettiva, è solo l'ultimo episodio di una lunga catena di atti simili, mossi verso i docenti e le docenti delle scuole emiliano romagnole.&nbsp;<br /> Capita che in un solo anno scolastico l'USR Emilia sia intervenuto innumerevoli volte, forse un caso particolarmente interessante sul piano statistico rispetto agli altri uffici scolastici.&nbsp;<br /> A ottobre l'USR Emilia è intervenuto per spingere il dirigente scolastico dell'Istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna a revocare le delibere dei consigli di classe che avevano approvato l'incontro promosso da AssopacePalestina con i Refusenik (studenti israeliani renitenti alla leva militare).&nbsp;<br /> Nella stessa scuola a dicembre l'USR ha spinto il dirigente a revocare la delibera del collegio docenti sul periodo unico di valutazione approvato a inizio anno. Sempre a dicembre, l'USR è intervenuto sul webinar con Francesca Albanese con quello che, da molti media e sindacati, è stato definito come un nemmeno troppo celato intento di sottoporre a censura le iniziative sulla Palestina. Il caso dell'istituto &nbsp;Mattei di San Lazzaro ha avuto come esito dell’ispezione: &quot;Nessuna irregolarità nei contenuti&quot;. Il tutto doveva concludersi con un nulla di fatto e delle pubbliche scuse alla docente ingiustamente oggetto di accertamento ispettivo in quanto il webinar era “del tutto coerente con la programmazione di educazione civica della scuola e con la programmazione disciplinare della docente coinvolta”. E invece la contestazione formale alla docente è ancora in attesa di esito con una nota di carattere procedurale che ha proprio il sapore della ricerca del cavillo che possa fare perdurare per quasi dieci mesi l'attesa come forma di intimidazione esemplare.&nbsp;<br /> Sembra di essere precipitati nell'era del Grande disciplinamento, in cui la libertà di insegnamento dei consigli di classe sul piano didattico-educativo è sempre attenzionata dall'USR in Emilia Romagna. Ma si tratta sempre, chissà perché, di temi o decisioni che non sono gradite a viale Trastevere.&nbsp;<br /> Anche le recenti &quot;comunicazioni pubbliche&quot; dell'USR Emilia Romagna del 6 e del 12 giugno dovrebbero spingerci tutti, lavoratori e lavoratrici, a interrogarci. A Modena oggetto dell'indagine è una scuola primaria e dell’infanzia rea di avere organizzato un incontro pubblico a cui era invitato Wael Al Dahdouh giornalista di Al Jazeera testimone del genocidio, nonostante lo sterminio della sua famiglia, &nbsp;e il suo traduttore. A Cesena oggetto di indagine ispettiva sono i consigli di classe che hanno assegnato delle tesine per l'esame di Stato, in linea con l'attuale ordinanza ministeriale voluta proprio dal ministro Valditara, per recuperare un sei in condotta attribuito ad alcuni studenti nello scrutinio finale. Oggetto della visita ispettiva che l'USR Emilia Romagna dichiara di avviare sembrerebbe essere la traccia dell'elaborato critico proposto agli studenti.&nbsp;<br /> Ora, ci sembra che in Emilia Romagna stia avvenendo qualcosa di anomalo con questa serie di azioni ispettive e di comunicazioni pubbliche che, anche quando le ispezioni arrivano a un nulla di fatto, sembrano voler continuare solo a tenere in piedi un clima di sospetto, di sfiducia verso il lavoro dei docenti, di terrore e intimidazione.&nbsp;<br /> Qual è il progetto? Si sta cercando di instillare nei docenti la sensazione di essere dipendenti del governo e non della Repubblica italiana antifascista nata dalla Resistenza? &nbsp;<br /> Ci aspettiamo che il ministro risponda su questa strana anomalia. Come USB rigettiamo questo clima repressivo, abbiamo sempre manifestato massima solidarietà ai docenti e alle docenti colpiti da simili provvedimenti e come sempre siamo pronti a difenderli per contrastare ogni istanza di censura e di intimidazione.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:53:25 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola: sportello scioglimento riserve GPS</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-sportello-scioglimento-riserve-gps-0958-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 15 giugno al 2 luglio sarà possibile sciogliere le riserve delle GPS 2027-29.</p>
<p>Potrà sciogliere la riserva per l’inserimento in I fascia chi ha conseguito il titolo di abilitazione o specializzazione sul sostegno entro il 30 giugno e chi ha inserito la riserva sul titolo di servizio, per ottenere i 12 punti non ancora maturati al momento della compilazione della domanda di aggiornamento.</p>
<p>USB Scuola attiva lo sportello dedicato al supporto, destinato agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola.</p>
<p>Per prenotare un appuntamento basta compilare il modulo a questo link:</p>
<p><a href="https://form.jotform.com/261585366768070" target="_blank" rel="noreferrer">https://form.jotform.com/261585366768070</a></p>
<p>Per iscriversi a USB Scuola: <a href="https://scuola.usb.it/iscriviti-online.html?settore=SCUOLA" target="_blank">https://scuola.usb.it/iscriviti-online.html?settore=SCUOLA</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:01:13 +0200</pubDate>
                        <title>TAVOLA ROTONDA: INDICAZIONI NAZIONALI E TRASFORMAZIONE DELLA SCUOLA. UNA VICENDA ESEMPLARE</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/tavola-rotonda-indicazioni-nazionali-e-trasformazione-della-scuola-una-vicenda-esemplare-1006-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta sferrando l’ennesimo attacco ai danni della scuola pubblica italiana, attraverso le nuove linee guida e le indicazioni nazionali, tentando di imporre l’egemonia culturale della reazione. Queste indicazioni sono state già oggetto di protesta: il 7 maggio con lo sciopero della scuola e del mondo della formazione (sulla Riforma dei Tecnici, altro decisivo pezzo di trasformazione classista dell’istituzione) che ha visto in piazza studenti medi, universitari e lavoratori, e con altre iniziative come la preziosa raccolta firme dei professori universitari che ha contribuito a porre l’attenzione su questo tema. Proprio a partire da tale appello, proponiamo una <strong>tavola rotonda pubblica l’11 giugno alle 18.30</strong> - con studenti, ricercatori, docenti delle scuole superiori, docenti universitari firmatari – con il doppio obiettivo di conoscere le indicazioni e di organizzare per l’anno prossimo un’opposizione che metta insieme chi giornalmente attraversa scuole e università, in una battaglia comune a difesa del pensiero critico e della formazione pubblica.&nbsp;<br /> Occorre reagire al tentativo di ridimensionamento di autori fondamentali per la storia della filosofia che, per quanto non vincoli immediatamente l’insegnamento, ha un effetto sotterraneo rispetto alla ridefinizione del canone filosofico che va nella direzione di una neutralizzazione della portata critica della filosofia occidentale. Spicca la marginalizzazione di autori quali Marx, Spinoza, il ridimensionamento dell’idealismo tedesco, l’amputazione di Kant. A essere sistematicamente colpiti sono gli autori che hanno ispirato e influenzato generazioni di progressisti nel nostro paese, rendendo la storia della filosofia un laboratorio di competenze sterilizzato rispetto al conflitto e alla messa in questione dell’esistente. Salta all’occhio anche un tentativo ideologico di valorizzazione del pensiero italiano ottocentesco di natura più paesana che nazionale<br /> La misura si trova in continuità con le linee guida per il primo ciclo, che unite alle indicazioni nazionali sulla storia delle scuole superiori, offrono una lente eurocentrica sulla storia dell’umanità dalla culla all’adolescenza. Nelle indicazioni per il triennio, infatti, si raggiunge un livello di revisionismo capace di chiamare la Rivoluzione Russa un “colpo di Stato” e di condannare gli orrori della Rivoluzione Francese mentre si esalta la gloriosa Rivoluzione Americana.&nbsp;<br /> Tale lavoro “culturale” del ministero, peraltro, si inserisce in un modello di scuola pubblica asservito agli interessi del mercato e delle imprese, con cui il governo si pone in totale continuità con le amministrazioni precedenti rispetto alle riforme neoliberali: la riforma dei tecnici e professionali, la conferma della centralità del PCTO che spesso collabora con la militarizzazione, la ratifica dell’autonomia scolastica, la didattica per competenze, e così via discorrendo. Producendo una scuola in cui, tra sottofinanziamento e “progetti”, diventa sostanzialmente impossibile fare lezione ed accrescere la propria cultura. Inoltre, affidandosi al privato la scuola ne segue fedelmente la crisi, e con esso va alla guerra. La scuola di classe piace a Valditara, dunque, ma il suo classismo va contornato di elementi folkloristici, revisionisti e apertamente reazionari, a maggior ragione con l’avvicinarsi delle nuove elezioni nazionali.&nbsp;<br /> Il metodo Valditara, inoltre, è lo specchio del contenuto della sua riforma: autoritario e calato dall'alto senza un reale coinvolgimento dei soggetti interessati, coloro che la scuola la vivono come insegnanti e come studenti. Le commissioni blindate, rigorosamente a nomina ministeriale, hanno impedito ogni reale coinvolgimento del mondo della scuola, ignorando i pareri contrari del CSPI, dei pedagogisti, dei docenti e dei movimenti studenteschi – nella scuola del “merito” la democrazia si riduce a un formalismo burocratico che gira a vuoto.&nbsp;</p>
<p>Parleremo di questi e altri temi nella nostra Tavola Rotonda.<br /> Sarà possibile partecipare alla riunione e intervenire su Zoom al link:<br /> <a href="https://zoom.us/j/98010341961?pwd=17saBip60TyNI2zumf43GwwtqcVSpO.1" target="_blank" rel="noreferrer">https://zoom.us/j/98010341961?pwd=17saBip60TyNI2zumf43GwwtqcVSpO.1</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:41:07 +0200</pubDate>
                        <title>Sempre meno collaboratori scolastici, la scuola alla deriva</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/sempre-meno-collaboratori-scolastici-la-scuola-alla-deriva-0951.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che USB Scuola denuncia la carenza di personale ATA nelle scuole. Un trend iniziato durante il ministero Gelmini che fra il 2008 ed il 2012 con la legge 133/2008 ha ridotto il personale non docente della scuola di ben 45.000 unità e continuato in questi anni con la sistematica riduzione degli organici ATA.<br /> Oggi, la legge di bilancio del 2024 decreta il taglio di ulteriori 2174 collaboratori scolastici. &nbsp;Ancora una volta a pagare il prezzo dei mancati investimenti sulla scuola sono i collaboratori scolastici che vedono aumentare esponenzialmente i carichi di lavoro senza registrare un aumento adeguato di salario. Ultimi nella scala dei livelli stipendiali (gli aumenti medi &nbsp;contrattuali per il 2025/27 sono stati fra gli 85 e i 110 euro lordi), con salari che sono nettamente insufficienti a coprire le spese di una famiglia media, non essendo adeguati all'aumento dell'inflazione e di conseguenza del costo della vita.<br /> Ma non saranno solo i lavoratori a pagare il prezzo di questa ulteriore riduzione di personale, pagheranno anche studenti e famiglie. Meno collaboratori scolastici vuol dire scuole meno sicure e minor vigilanza, proprio nel ciclo scolastico più delicato, in un momento di grandi fragilità educativa e di crescita per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Una figura non giudicante come per decenni è stata quella del &quot;bidello&quot; a volte può fare la differenza nel rapporto delicato con i giovani.<br /> Scuole meno pulite e di conseguenza meno accoglienti. Numerose inchieste hanno sottolineato proprio in questi giorni la fatiscenza degli edifici scolastici, i numerosi crolli, gli interventi iniziati e mai finiti, la gestione di appalti dati poi a sub appalti e cosi via come se i fondi per le ristrutturazioni delle scuole altro non fossero che una mucca da mungere. In questa situazione strutturale se si va a ridurre ancora il personale per le pulizie la conseguenza sarà quella di avere scuole ai limiti del decoro, violando così anche il diritto degli studenti a vivere in ambienti puliti, dignitosi e, perché no, anche belli.<br /> Ultimo, ma non ultimo per importanza, la violazione dei diritti all'assistenza degli alunni con disabilità. La figura di operatore scolastico che doveva garantire una assistenza più qualificata si è rivelata un grande bluff, una graduatoria morta da cui non si attinge personale in più per garantire il minimo agli alunni in difficoltà. Un problema già molto sentito nelle scuole superiori, che spesso hanno una assistenza ridotta all'osso, e nelle quali una riduzione del personale dovrebbe mettere in allarme anche le famiglie.<br /> USB scuola chiede:<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Un nuovo decreto che riveda la legge di bilancio.<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Un piano assunzionale per il personale ATA che veda unificato l'organico di fatto con l'organico di diritto.<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il rispetto dei parametri &nbsp;per la stabilizzazione dei precari come afferma la sentenza della Corte di giustizia europea, eliminando quell'abuso dei contratti precari che è stato fino ad ora fatto nei confronti dei lavoratori precari.<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Aumenti salariali dignitosi che portino gli stipendi almeno a 1500 euro di base.<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Buoni pasto a fronte di un allungamento degli orari di apertura delle scuole tutti gli ordini e gradi.<br /> Costruiamo un percorso di lotta per rivendicare i nostri diritti!<br /> Solo uniti si vince!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 27 May 2026 18:27:05 +0200</pubDate>
                        <title>SCIOPERO DEGLI SCRUTINI: LA GUIDA</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/sciopero-degli-scrutini-la-guida-1835.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Scuola ha proclamato lo sciopero degli scrutini nelle scuole secondarie di II grado, uno sciopero breve, limitato ai primi due giorni di scrutinio calendarizzati nelle singole scuole ed escludendo le classi quinte, nel rispetto della legge 146 e dell’accordo del 2 dicembre 2020 che limitano e riducono gli spazi di conflitto nelle scuole.</p>
<p>La riforma degli istituti tecnici, le linee guida per i licei e la riforma dell’attribuzione delle ore di sostegno non consentono di restare immobili e non continuare a dimostrare il nostro sdegno e la nostra assoluta contrarietà a queste azioni di “riforma” che stanno, pezzo dopo pezzo, smantellando tutto il sistema scolastico e l’impianto di inclusione, conoscenze e saperi che i nostri studenti e le nostre studentesse hanno il diritto di costruire durante il percorso di studi e che comporteranno un taglio di posti di lavoro significativo, tamponato per il 2026/27 in extremis dal governo per cercare di placare le proteste, ma prevedibile dal 2027/28 se la riforma entrerà a pieno regime.</p>
<p>Abbiamo manifestato nelle piazze insieme agli studenti il 7 e il 18 maggio, contro queste riforme, contro l’aziendalizzazione delle scuole e la FSL, ex PCTO, ex ASL, ma sempre sfruttamento e riduzione del tempo di scuola, studio e apprendimento, contro la militarizzazione delle scuole e la sottrazione delle risorse alla scuola per finanziare il mercato bellico.</p>
<p>Proseguiamo le azioni di lotta fino all’ultimo giorno di quest’anno scolastico, preparandoci ad un anno scolastico 2026/27 di prosecuzione dei percorsi di lotta e di protesta.</p>
<p>Alleghiamo la guida per esercitare il diritto di sciopero breve degli scrutini in favore di tutte e tutti i docenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 27 May 2026 08:07:28 +0200</pubDate>
                        <title>Le scuole bruciano in estate: 30 gradi e oltre nelle aule</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/le-scuole-bruciano-0814.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In inverno esiste un limite minimo di temperatura sotto il quale le scuole non possono e non devono funzionare. In estate, invece, questo limite semplicemente non esiste. Come se il caldo estremo non fosse un problema reale, come se le aule potessero trasformarsi senza conseguenze in spazi da 30 gradi e oltre.</p>
<p class="text-justify">È ora di dirlo chiaramente: chi continua a sostenere che “si può fare lezione normalmente” in queste condizioni lo fa da posizioni completamente scollegate dalla realtà. Parlano spesso da uffici climatizzati, lontani anni luce dalle aule in cui si prova a resistere al caldo, alla stanchezza, alla mancanza d’aria.</p>
<p class="text-justify">Non si può aspettare che qualcuno si senta male per riconoscere che esiste un problema. Questa logica è inaccettabile: si normalizza l’emergenza fino al punto in cui diventa danno concreto sulle persone. Ma una scuola che funziona solo quando nessuno crolla fisicamente non è una scuola: è un luogo che scarica il rischio su chi lo vive ogni giorno.</p>
<p class="text-justify">L’apprendimento a 28, 29, 30 gradi non è “difficile”: è compromesso, svuotato, ridotto a simulazione. Parlare di attenzione, concentrazione, qualità didattica in queste condizioni è una mistificazione. Si sta in classe, ma non si lavora davvero. Si sopravvive.</p>
<p class="text-justify">La domanda è politica, non tecnica: fino a quando si intende andare avanti così? Qual è la soglia oltre la quale si decide che il caldo rende inagibile una scuola? O si pensa davvero di poter semplicemente “resistere” mentre le estati diventano sempre più lunghe e più roventi?</p>
<p class="text-justify">Servono strumenti immediati, anche simbolici, per rompere questa ipocrisia. Serve poter scrivere senza ambiguità sul registro: “attività didattica non svolta per condizioni termiche insostenibili”. Oppure: “lezione svolta all’esterno per mancanza di condizioni minime di vivibilità”. O ancora: “trasferimento temporaneo in spazi climatizzati per garantire la sopravvivenza delle condizioni di lavoro”.</p>
<p class="text-justify">Perché di questo si tratta: condizioni di vivibilità e di lavoro, non comfort.</p>
<p class="text-justify">Mentre nelle aule italiane milioni di studentesse e studenti soffrono realmente già a Giugno, e con loro tutto il personale scolastico, l’imminenza della fine delle lezioni apre il solito dibattito sul calendario. La notizia, quest’anno, è la sperimentazione in Emilia-Romagna per finanziare attività ludiche ed educative in 42 comuni dal 1 settembre fino alla ripartenza delle lezioni. Per quanto non si tratti formalmente di un allungamento delle lezioni, è evidente la direzione: normalizzare una scuola che invada sempre più i mesi estivi, spingendo verso giugno inoltrato, luglio, agosto.</p>
<p class="text-justify">Chi reclama una chiusura estiva più corta si appoggia su un dato vero (l’Italia è il paese europeo con la maggiore durata di vacanze estive, 97 giorni di media, fonte Eurydice) ma ne ignora almeno 3:<br /> 1. Insieme alla Danimarca, il nostro paese è, oggi, quello col maggior numero di giorni di lezione, 200 medi, e il quarto per numero medio di ore, 917, dopo Danimarca, Olanda e Lussemburgo (fonte: Eurydice): estendere <em>tout court </em>la scuola a Giugno e Luglio costituirebbe una vera e propria anomalia, ingiustificata dal punto di vista didattico;</p>
<p class="text-justify">2. Laddove il calendario è frammentato da un numero maggiore di pause, come in Francia, l’offerta di attività alternative gratuite o a prezzi accessibili è incomparabilmente superiore alla nostra. Ciononostante, le pause scolastiche sono, anche lì, spesso momenti di deprivazione per le figlie e i figli delle classi popolari, e ci si interroga sui reali effetti pedagogici di queste interruzioni;</p>
<p class="text-justify">3. Chi pensa che si possa stare comodamente per diverse ore in una scuola italiana a Luglio ignora, o vuole ignorare, che solo il 6,5% degli edifici scolastici italiani è climatizzato, e che molto spesso sono altamente inefficienti dal punto di vista climatico e, condizionatori o meno, diventano forni.</p>
<p class="text-justify">I ministri dell’Istruzione, Valditara ma non solo, hanno avuto gioco facile a ricordare l’ovvio, cioé che d’estate nelle scuole fa troppo caldo per passarci del tempo. Lo fanno solo perché altrimenti dovrebbero mettere mano al portafoglio per un enorme quanto necessario investimento edilizio, dal momento che già a Maggio le condizioni, in gran parte del paese, non sono accettabili.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo Governo ed Enti locali tacciono, perché il problema dell’organizzazione familiare durante la chiusura estiva è reale e drammatico, ma non c’è mai stato un serio investimento di welfare per offrire alle famiglie alternative climaticamente ed economicamente sostenibili. Assistiamo, quindi, ad ogni inizio estate, al triste balletto tra chi non riesce a vedere altra soluzione che quella, falsa, delle scuole aperte, e chi dice che non é praticabile perché fa troppo caldo.</p>
<p class="text-justify">Passa l’estate, si svuotano i portafogli, si ricomincia a Settembre in aule ancora bollenti.</p>
<p class="text-justify">Per noi la questione è semplice.</p>
<p class="text-justify">Occorre, a prescindere dal calendario, migliorare l’efficienza climatica di tutti gli edifici scolastici: isolamento termico, ventilazione meccanica controllata, ombreggiamento, climatizzazione.</p>
<p class="text-justify">Poi serve che si affronti una volta e per tutte il problema di offrire un supporto a tutte quelle famiglie che non hanno sostegni parentali o mezzi economici per pagare oltre due mesi di “campi estivi”; e serve anche che lo sforzo sia accompagnato da una riflessione educativa, perché chiamare “campo estivo” sei ore di sudore in una palestra è un insulto all’intelligenza.</p>
<p class="text-justify">Solo alla fine, se si vuole, una volta risolte le questioni materiali, possiamo chiederci se il nostro modello di calendario sia valido o necessiti di modifiche. Ad ogni modo dev’essere chiaro che qui non si parla di disagio passeggero. Si parla di scuole che non garantiscono più condizioni minime di sicurezza e vivibilità né a chi studia né a chi lavora. E una scuola così non è neutra: è una scuola che scarica il peso della crisi climatica su chi ha meno voce, meno potere e meno strumenti per sottrarsi.</p>
<p class="text-justify">Non è più accettabile!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 11:09:42 +0200</pubDate>
                        <title>Riforma dei tecnici: indetto lo sciopero breve degli scrutini in tutte le scuole superiori, fermiamo la distruzione pubblica con la solidarietà tra lavoratrici e lavoratori</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/riforma-dei-tecnici-indetto-lo-sciopero-breve-degli-scrutini-in-tutte-le-scuole-superiori-fermiamo-la-distruzione-pubblica-con-la-solidarieta-tra-lavoratrici-e-lavoratori-1118.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Scuola ha indetto lo sciopero breve degli scrutini, relativo all’ora di svolgimento degli stessi per i primi due giorni in base al calendario della singola scuola.<br /> L’infame legge antisciopero e l’accordo Aran sottoscritto nel dicembre 2020 da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief, ci impediscono di realizzare il blocco completo degli scrutini, strumento di lotta fondamentale che ci è stato strappato con il consenso dei sindacati collaborazionisti di questo Paese.<br /> Ma noi <strong>non rinunciamo a dare battaglia</strong> e quindi proviamo a bloccare i singoli scrutini per due giorni, per dare un segnale di opposizione chiara del corpo docenti alla riforma degli istituti tecnici, ma nell’ottica di un’alleanza che riguarda tutta la scuola secondaria di secondo grado, attaccata nella sua funzione dalle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei e dai progetti di riduzione di tutti i percorsi di studio della secondaria a quattro anni.<br /> Dopo lo sciopero del 7 maggio non ci fermiamo e rilanciamo, invitando tutti i lavoratori e le lavoratrici a dare battaglia nelle proprie scuole contro il progetto di distruzione pubblica iniziato con l’autonomia scolastica e che vede in Valditara solo l’esecutore finale.<br /> È una lunga lotta quella che tutta la scuola deve intraprendere, ed uno dei compiti non secondari è quello di portare la disponibilità alla mobilitazione di questo anno scolastico dentro le battaglie che dal 1 settembre dovranno attraversare le scuole di ogni ordine e grado.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 17:18:42 +0200</pubDate>
                        <title>Fuori dalla storia, dentro la propaganda. Le nuove indicazioni nazionali per la filosofia ai licei: un progetto di impoverimento culturale e distruzione della coscienza critica e di classe.</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/fuori-dalla-storia-dentro-la-propaganda-le-nuove-indicazioni-nazionali-per-la-filosofia-ai-licei-un-progetto-di-impoverimento-culturale-e-distruzione-della-coscienza-critica-e-di-classe-1747.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le nuove indicazioni nazionali per i Licei confermano ciò che temevamo: non si tratta di una riforma con obiettivi pedagogici, ma di un'operazione ideologica. Lo diciamo come lavoratrici e lavoratori di USB Scuola e come studentesse e studenti di OSA, con la stessa chiarezza con cui lo affermano ormai oltre sessanta docenti universitari che hanno firmato un appello di denuncia pubblica contro queste scelte.<br /> Cosa prevedono, in concreto, le nuove linee guida per la filosofia? L'esclusione per usare un eufemismo temeraria di filosofi come Spinoza, Leibniz, Marx. La riduzione di Kant alla sola idea di critica, svuotando il criticismo dei suoi fondamentali contenuti morali e storico-politici. La sparizione di Fichte e Schelling, con la conseguente amputazione dell'intera filosofia classica tedesca. La possibilità di studiare uno solo tra Hobbes, Locke e Rousseau, tre pilastri del pensiero politico moderno, come se fossero intercambiabili, irrilevanti nella loro specificità.<br /> Non si tratta di dimenticanze. Si tratta di scelte. E le scelte hanno sempre un senso e un obiettivo.<br /> Quello che viene eliminato o marginalizzato non è casuale: è sistematicamente il pensiero critico, razionalista, materialista, quello che insegna a leggere i conflitti sociali, le strutture di potere, le contraddizioni del presente. Viene invece promossa una didattica tematica che, sotto l'apparenza di una modernizzazione, dissolve il metodo storico-critico, sradica i saperi dal loro contesto, neutralizza la filosofia come strumento di comprensione del reale.<br /> Come USB Scuola e OSA denunciamo che questo non avviene nel vuoto: si inscrive in un quadro più ampio di riforme che hanno smantellato e trasformato la scuola pubblica statale in un luogo di formazione di forza lavoro per un mercato dominato dal sistema post-fordista. La stessa logica che spinge l'alternanza scuola-lavoro, che riduce il sapere a competenze spendibili, che subordina la conoscenza alle esigenze del mercato, agisce anche qui, solo con vesti culturali diverse. La «polpetta avvelenata», come la chiamano i professori firmatari dell'appello, è confezionata bene: arriva con il linguaggio della modernizzazione e dell'innovazione, ma il suo effetto è una regressione profonda.<br /> Sono le studentesse e gli studenti a pagare il prezzo più alto, perché gli viene consegnata una filosofia decapitata, privata degli strumenti per pensare il capitalismo, la storia, il potere, la crisi. Non è un caso. Una generazione che non conosce Marx, che non studia le categorie del pensiero critico, che non ha accesso alla profondità della tradizione filosofica moderna, è una generazione più facilmente governabile, meno capace di resistere, meno attrezzata a immaginare alternative.<br /> Chiediamo il ritiro immediato di queste indicazioni e l'apertura di un confronto reale, con docenti, ricercatori, studentesse e studenti, sui contenuti e i metodi dell'insegnamento filosofico. La scuola pubblica statale non è un laboratorio per progetti di egemonia culturale. È un bene comune, e noi lo continueremo a difendere.</p>
<p class="text-justify">Lo scorso 7 maggio USB Scuola e OSA, con Cambiare Rotta e altre sigle sindacali e studentesche, hanno promosso con successo uno sciopero del mondo della formazione che aveva fra i suoi motivi di convocazione il rifiuto delle nuove Indicazioni Nazionali e, più in generale, della cosiddetta scuola del capitale umano. La scuola di Valditara è la continuazione dell scuola-azienda costruita negli ultimi anni con la caratterizzazione reazionaria e regressiva tipica di questo Governo.</p>
<p class="text-justify">Rafforziamo l’alleanza studenti-lavoratori, per una Nuova scuola pubblica statale che torni a emancipare e a costruire sapere critico. Facciamolo a partire dallo sciopero generale del 18 maggio!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 May 2026 15:47:50 +0200</pubDate>
                        <title>Sportello elenchi regionali per il ruolo</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/sportello-elenchi-regionali-per-il-ruolo-1601.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte le procedure di inserimento negli elenchi aggiuntivi per il ruolo.</p>
<p>Possono accedere i docenti che</p>
<p>1. abbiano superato, conseguendo almeno il punteggio minimo, le prove scritte e orali (e pratiche laddove previsto) dei concorsi le cui GM siano state pubblicate entro il 31/08/2025 (con deroga, entro il 10/12/2025):&nbsp;</p>
<p>concorso ordinario <strong>n. 498 e n. 499 del 21 aprile 2020</strong>, incluse le classi di concorso di cui al decreto dipartimentale n. 826 dell’11 giugno 2021 (<strong>concorso ordinario 2020 + STEM 1</strong>);<br /> concorso straordinario bandito con Decreto Direttoriale <strong>n. 510 del 23 aprile 2020</strong>;<br /> procedure concorsuali bandite con il decreto direttoriale <strong>n. 252 del 31 gennaio 2022</strong>&nbsp;(<strong>STEM 2</strong>);<br /> procedura concorsuale bandita con il decreto direttoriale <strong>n. 1330 del 4 agosto 2023</strong>&nbsp;(<strong>ed. motoria primaria</strong>);<br /> procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali<strong> n. 2575 e n. 2576 del 6 dicembre 2023</strong> (<strong>PNRR1</strong>);<br /> procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali <strong>n. 3059 e n. 3060 del 10 dicembre 2024</strong> (<strong>PNRR2</strong>)</p>
<p>2. <strong>non abbiano un contratto a tempo indeterminato o di supplenza finalizzata al ruol</strong>o.</p>
<p>Gli elenchi verranno utilizzati in caso di posti vacanti residui dopo lo scorrimento delle graduatorie utili per il ruolo (GaE ancora con consistenza di aspiranti, GM ancora con consistenza di aspiranti, GPS Prima Fascia Sostegno)</p>
<p>La domanda può essere presentata per <strong>una sola regione</strong> fino al <strong>25 maggio 2026 </strong>attraverso la sezione dedicata nella&nbsp;Piattaforma Concorsi e Procedure Selettive di INPA.</p>
<p>Per ricevere supporto nella compilazione della domanda compila il form al link</p>
<p><a href="https://form.jotform.com/261183732628359" target="_blank" rel="noreferrer">https://form.jotform.com/261183732628359</a></p>
<p>Le consulenze sono gratuite e riservate agli iscritti e a chi si iscrive a USB Scuola</p>
<p>Per iscriverti&nbsp;</p>
<p><a href="https://scuola.usb.it/iscriviti-online.html?settore=SCUOLA" target="_blank">https://scuola.usb.it/iscriviti-online.html?settore=SCUOLA</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 May 2026 14:05:15 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero della scuola del 7 maggio riuscito, la scuola non molla e rilancia, fermiamo la distruzione pubblica, ci opporremo ancora alla guerra </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Più di 60 piazze in Italia, alta partecipazione ai cortei e scuole chiuse. Dopo le giornate del 22&nbsp;settembre&nbsp;e del 3&nbsp;ottobre&nbsp;la scuola rilancia compatta la critica alla trasformazione neoliberista e alla cultura di guerra che attraversa il sistema di istruzione pubblica. Lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, dicono No alla riforma dei tecnici che crea le nuove scuole di avviamento al lavoro, con studenti condannati ad un mondo del lavoro precario e precarizzante. Ma le piazze compatte hanno voluto esprimere la propria condanna per un modello di scuola reazionaria e conservatrice, che con le prove invalsi standardizza la valutazione e i saperi, che con le indicazioni della scuola primaria e dei licei propone una nuova cultura del ventennio che esalta lo spirito nazionale e le logiche del mercato. In maniera forte quelle stesse piazze hanno denunciato i tagli al sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità, la precarizzazione costante con più di 350.000 precari che anche quest’anno hanno garantito il funzionamento della scuola ma per i quali la prospettiva del ruolo è lontanissima. Tutta la scuola statale diventa funzionale alle logiche di guerra che attraversano il mondo, gli studenti e le studentesse devono acquisire competenze e strategie funzionali al loro diventare esercito del mercato del lavoro sempre più prono alla guerra.</p>
<p>Oggi&nbsp;sono arrivati importanti segnali, l'attacco ai tecnici sta provocando una reazione diffusa ed esperienze di organizzazione a Rete che testimoniano volontà di partecipazione.</p>
<p>Siamo convinti che tutti i piani vadano coniugati e che dalle scuole anche le prossime scadenze saranno vissute nel nome della solidarietà internazionale, della cultura della pace, dello scambio intergenerazionale di valori e pratiche di resistenza e rilancio</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:42:59 +0200</pubDate>
                        <title>Riforma dei tecnici. Dentro la scuola neoliberale dell’autonomia scolastica non ci si salva da soli. Il 7 maggio è sciopero della scuola!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Abbiamo accolto con sincero favore la proclamazione da parte della Flc Cgil dello sciopero del 7 Maggio già indetto da Cobas Scuola ed USB P.I., anche perché agiamo e ci confrontiamo in tutti quegli ambiti di discussione e ragionamento &quot;dal basso&quot; che invocano &nbsp;sempre &quot;unitarietà&quot; delle date e delle lotte (compresa quella studentesca, ben presente il 7 maggio).<br /> Ci lascia invece a dir poco perplessi la sola indizione per gli istituti tecnici, che passa dall'idea che in quel pezzo di scuola possa esserci una percentuale più significativa di adesioni rispetto ad una indizione su tutti gli ordini e gradi. È chiaro però che la Flc Cgil, dopo anni di sostanziale &quot;accompagnamento critico&quot; del processo di smantellamento della scuola pubblica statale portato avanti dal sistema neoliberale, che in Italia ha avuto la sua realizzazione con la tanto amata autonomia scolastica, oggi provi a svuotare quella narrazione critica che sta attraversando il Paese, provando a decontestualizzare la riforma dai tecnici dal quadro di trasformazione complessiva dell’istruzione pubblica. Questo è il rischioso effetto di una indizione parziale.<br /> C'è un secondo macigno che pesa su questa fase: la Flc Cgil prova a nascondere la firma velocissima su un rinnovo contrattuale con inadeguati aumenti stipendiali in pieno decollo dell’inflazione.<br /> Il tutto &nbsp;con una mossa parziale, in cui separando la riforma dei tecnici dal contesto di una scuola statale sempre più gerarchica e di classe, in cui si tagliano organici e processi di inclusione, si costruiscono segmenti di istruzione in cui si ritorna all’avviamento al lavoro e si riduce la cultura liceale (nuove indicazioni), si finisce per perdere di vista il nesso tra questa ulteriore trasformazione e l'impianto complessivo della scuola neoliberale.</p>
<p class="text-justify">Crediamo, mantenendo la volontà di rispondere a quel mandato che viene da un parte della categoria di non frammentare la lotta, che queste cose vadano portate al dibattito e alla discussione, perché più che la riuscita della data del 7, sulla quale ognuno deve produrre il massimo sforzo di partecipazione, determineranno il prosieguo della partita (che cosa facciamo dopo il 7 maggio?) che è la partita contro un modello scolastico nato con la autonomia scolastica e che oggi è il nemico da affrontare, anche quando al posto di Valditara dovesse esserci una figura di tecnocrate alla Bianchi o perfino un soggetto proveniente dal mondo culturale che oggi critica &nbsp;giustamente la scuola di classe di Valditara.<br /> Anche con Christian Raimo o Tomaso Montanari, o si smonta la scuola di classe e dell’autonomia scolastica, dell’alternanza scuola lavoro, della militarizzazione, dei salari bassi, o continueremo a non invertire la rotta.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:05:22 +0200</pubDate>
                        <title>7 maggio Sciopero della Scuola. Contro la leva, la guerra e la scuola di Valditara: una sola riforma classista, dai tecnici alle nuove linee guida dei licei</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 7 maggio lavoratrici e lavoratori della scuola incroceranno le braccia insieme a studentesse e studenti, con manifestazioni territoriali in decine di città. L'appuntamento a Roma è alle ore 9:00 al MIM in viale Trastevere.</p>
<p class="text-justify">Lo sciopero, proclamato anche per il 6 maggio per garantire la massima copertura al personale, chiama al boicottaggio delle prove INVALSI e raccoglie l'invito alla mobilitazione dell'assemblea internazionale giovanile We do not enlist.<br /> Scioperiamo contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese, contro le nuove linee guida dei licei e contro un rinnovo contrattuale che propone salari vergognosi mentre l'inflazione cresce, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo.<br /> La scuola di Valditara non è la nostra. Le sue politiche reazionarie, classiste, repressive e di militarizzazione sono nemiche di studenti e lavoratori. Riprendiamoci spazi di democrazia e di organizzazione politica e sociale a partire dalle scuole, lottiamo per una scuola statale al servizio di chi la fa e la vive. Cancelliamo quasi quarant'anni di controriforme.<br /> Né &quot;capitale umano&quot; né manodopera ideologizzata!<br /> Scioperiamo perché la scuola non deve essere ridotta a produttrice di &quot;capitale umano&quot; da immettere sul mercato del lavoro secondo le logiche della competitività e del profitto. Rifiutiamo la retorica delle competenze, strumento ideologico con cui si svuotano i saperi critici e si addestrano menti flessibili, adattabili, sfruttabili. Rifiutiamo ancora una volta la formazione scuola-lavoro, sfruttamento di lavoro minorile travestito da esperienza formativa, che è già costata la vita a troppi giovani.<br /> In questo quadro si innesta la riforma degli istituti tecnici e professionali. I nuovi percorsi 4+2 e i nuovi quadri orari piegano i programmi alle esigenze produttive dei territori, erodono la formazione generale e critica, e avviano gli studenti delle classi popolari – quelli che storicamente frequentano i tecnici e i professionali – a diventare manodopera qualificata su misura per il distretto industriale di turno. Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere.<br /> Le nuove Indicazioni per i Licei: l'altra faccia dello stesso progetto classista.<br /> Mentre i tecnici e i professionali vengono consegnati alle imprese, il 22 aprile il ministero ha pubblicato il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: l'altra metà del disegno. Non un'operazione separata, ma il complemento ideologico della stessa controriforma. Ai figli delle classi popolari avviati nei &quot;licei agrari&quot;, &quot;chimici&quot; o &quot;tessili&quot; – la trovata semantica con cui Valditara annuncia di voler smantellare la distinzione formale tra licei e tecnici – si vuole consegnare la formazione professionalizzante; ai licei tradizionali, frequentati in gran parte dalla borghesia e dai ceti medi, si destina invece la costruzione di una &quot;coscienza&quot; identitaria dichiaratamente eurocentrica e nazionalista.<br /> La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente, la soppressione della geostoria, la ridefinizione dell'inclusione come &quot;architrave della cultura occidentale moderna&quot;: non sono scelte didattiche neutre, ma una precisa operazione politica. Si riscrive il canone in chiave identitaria, si restringe lo sguardo storico proprio mentre si chiede ai nostri ragazzi di diventare carne da cannone in guerre globali, si svuotano gli strumenti critici per leggere il presente – il colonialismo, le migrazioni, il genocidio in corso – riducendoli a marginalità rispetto a un nucleo &quot;euro-occidentale&quot; presentato come depositario universale di diritti e civiltà. È la stessa narrazione bellicista che giustifica l'aumento delle spese militari e la riduzione del welfare, trasferita dentro i programmi scolastici. L'irruzione dell'intelligenza artificiale &quot;in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act&quot;, senza alcuna formazione strutturata per il personale e senza investimenti reali, completa il quadro: parole d'ordine modernizzanti su un impianto culturalmente regressivo.<br /> E come già accaduto per le Indicazioni del primo ciclo, la &quot;consultazione&quot; è una farsa: il questionario predisposto dal ministero non prevede neanche l'opzione del parere negativo. La fase di ascolto è una messa in scena, come lo è la riforma stessa.<br /> Tecnici e licei, dunque, non sono due capitoli distinti: sono il dritto e il rovescio dello stesso progetto. Una scuola che separa, che gerarchizza, che addestra i figli del lavoro al lavoro precario e i figli delle élite a una &quot;missione di civiltà&quot; funzionale alla retorica di guerra. Va respinta tutta intera.<br /> Inclusione, salari, contratto<br /> Scioperiamo per la scuola che include e non separa, capace di rispondere ai tagli agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024 – scelte di cinica contabilità fatte sulla pelle di studenti, famiglie e lavoratori, mentre i soldi pubblici vengono trasferiti all'industria militare. Rivendichiamo la stabilizzazione dei precari, l'internalizzazione degli educatori delle cooperative sociali, salari adeguati all'inflazione, un contratto degno.<br /> Contro la leva, contro la guerra!<br /> Davanti al rischio di escalation della guerra in Iran e alle sue ricadute globali, mentre il genocidio del popolo palestinese continua nel silenzio complice dei governi occidentali e delle complicità con lo Stato di Israele, dobbiamo riconnettere scuola e società reale. La scuola rischia di essere risucchiata nella spirale folle innescata dagli USA di Trump, con il silenzio-assenso degli altri governi occidentali, e di essere ridotta a funzione del processo di militarizzazione.<br /> In molti paesi europei si è già reintrodotta o ci si avvia a reintrodurre la leva militare obbligatoria. Anche contro la leva dobbiamo scioperare: gli studenti non sono carne da cannone, non sono forza lavoro disponibile, non sono risorse umane da ottimizzare per l'economia di guerra. Il progetto di reintroduzione della coscrizione non è separabile dall'escalation bellica, dall'aumento delle spese per gli armamenti a scapito del welfare, dalla narrazione che vuole trasformare le nostre scuole in anticamere delle caserme.<br /> Non a caso il 7 maggio sarà anche il giorno dello sciopero dei lavoratori portuali di USB contro la privatizzazione e la militarizzazione dei porti: una convergenza che riconnette i protagonisti delle mobilitazioni dello scorso autunno e dà forza a un progetto alternativo.<br /> Il 7 maggio si sciopera. Studenti e lavoratori uniti, contro la guerra, contro la leva, contro la scuola classista di Valditara – tecnici e licei. Per una nuova scuola pubblica, statale, democratica e antifascista.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:23:10 +0200</pubDate>
                        <title>Suicidio di una studentessa a Catania: quello che e&#039; accaduto a Claudia non è né una fatalità, né un caso limite, né un caso privato</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il bullismo non è un problema scolastico. Il bullismo è un problema che riguarda anche la scuola come riguarda tantissimi aspetti e luoghi di questa societa' di stampo neoliberalista.<br /> <br /> Il bullismo, in tutte le sue sfaccettature, dalle scuole alle fabbriche, dai luoghi pubblici ai condomini, si nutre di vittime e di complici, di denunce e di omissioni.<br /> <br /> Quindi, quello che è accaduto a Catania, a Claudia non è né una fatalità, né un caso limite, né un caso privato.<br /> <br /> Claudia, una studentessa che frequentava il quarto ginnasio presso il Liceo Cutelli, si è tolta la vita buttandosi dal 7° piano della sua abitazione perché - come denunciano le studentesse e gli studenti scesi&nbsp;oggi&nbsp;in piazza - &quot;vittima di bullismo e di mancanza di ascolto...e non è morta solo per un suo dolore privato, ma per un sistema che ogni giorno le ha tolto l’aria. Il sistema scolastico ritiene che i nostri problemi siano fatti individuali, personali, da affrontare singolarmente con uno psicologo privato, a pagamento. Ha fatto propria la logica che ci vuole tutti vincenti, dritti, anche se tu ti stai spezzando dentro. I problemi e le debolezze sono considerati come una vergona che ti devi tenere dentro&quot;.<br /> <br /> Invece di ascoltare, di avviare l'educazione sessuo-affettiva, di rendere la scuola pubblica inclusiva, aperta al territorio, la scuola del merito di Valditara avanza progetti che mirano solo al controllo disciplinare, al credere-obbedire-studiare, a fare della scuola un'azienda e &quot;un luogo dove devi annullare te stesso perché altrimenti diventa una fabbrica che produce infelicità&quot;.<br /> <br /> La scuola è anche un luogo dove dovrebbe essere attivo il &quot;Contesto Normativo e Scolastico (2025-2026)&quot; che obbliga le scuole a prevenire e monitorare atti di bullismo; segnalare episodi ai referenti bullismo/cyberbullismo della scuola (docenti, dirigenti, personale ATA), e l'omissione può comportare sanzioni per il personale scolastico.<br /> <br /> La scuola pubblica non è un'azienda, non è una caserma.<br /> <br /> Occorre invece ascolto diretto, avvio dell' educazione sessuo-affettiva.<br /> <br /> Rendere la scuola pubblica inclusiva e aperta al territorio.<br /> <br /> USB Scuola Catania</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 18:07:15 +0200</pubDate>
                        <title>Convegno CESTES Proteo del 5 maggio 2026 - La crisi della società e le fondamenta della scuola: oltre l’emergenza, verso il futuro</title>
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                        <description>L’istruzione non è un ingranaggio, ma il motore di una società consapevole.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno scolastico ha riaperto un dibattito fondamentale: qual è il ruolo della scuola nel nostro modello di sviluppo? In un’epoca segnata da incertezza e da un profondo disagio delle nuove generazioni, emerge con forza l’urgenza di rifondare l’istituzione scolastica.<br /> <strong>Il Centro Studi CESTES e USB Scuola </strong>propongono una giornata di formazione e riflessione per analizzare il legame indissolubile tra sistema d’istruzione e società. Non si tratta solo di trasmettere saperi, ma di <strong>trasformare la scuola in un presidio di coesione sociale e in un laboratorio di pace e solidarietà tra i popoli.</strong><br /> Vogliamo superare le enunciazioni formali per recuperare il valore trasformativo della pedagogia progressista, offrendo alle discipline gli strumenti necessari per interpretare la complessità del presente.<br /> Il seminario vedrà il confronto tra la riflessione pedagogica nazionale e prestigiose esperienze internazionali. Dialogheremo con:<br /> ·&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Luciano Vasapollo</strong> sulla necessità di un'economia sostenibile;<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Miguel Benasayag</strong> e <strong>Christian Laval</strong> sulle sfide filosofiche e sociologiche della formazione moderna;<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;Lorenzo Varaldo e Rossella Latempa per una prospettiva interna alle comunità educanti.<br /> Programma<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;08.30: Accoglienza online<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;09.00: Introduzione a cura di USB Scuola e Cestes Proteo<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;09.20: Relazione di Luciano Vasapollo (PAMI)<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;09.50: Dialogo con Miguel Benasayag (Filosofo e Saggista)<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;10.20: Dialogo con Christian Laval (Univ. Paris Nanterre)<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;11.10: Intervento di Lorenzo Varaldo (Dirigente Scolastico)<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;11.40: Intervento di Rossella Latempa (Docente e Studiosa)<br /> ·&nbsp;&nbsp; &nbsp;12.10: Dibattito e conclusioni<br /> L'iniziativa è aperta a tutto il personale scolastico. Partecipare significa contribuire attivamente alla costruzione di una scuola capace di offrire prospettive concrete e di senso alle nuove generazioni.<br /> Il corso, gratuito, si articola in 5 ore di convegno ed è riconosciuto ai fini del Piano Nazionale di Formazione.</p>
<p><u>Per partecipare al corso è possibile fruire dei permessi per l'aggiornamento (art. 36 del CCNL 2019/2021).</u><br /> <br /> Le iscrizioni si raccolgono sul form: <strong><p><a href="https://form.jotform.com/260983274438063" target="_blank" rel="noreferrer">form.jotform.com/260983274438063</a></p></strong> o&nbsp;<br /> su <strong>SOFIA</strong>. Codice del corso: <strong>157290</strong></p>
<p><br /> Per informazioni<br /> Mail: <strong>formazione.cestes@gmail.com</strong><br /> Tel: <strong>393/6515389</strong></p>
<p><br /> Il link per seguire il convegno verrà inviato dopo l’iscrizione.</p>
<p><br /> <u><em><strong>La scuola che vogliamo è una scuola che libera, che include e che interpreta il mondo per cambiarlo.</strong></em></u></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:41:29 +0200</pubDate>
                        <title>7 maggio Sciopero della Scuola. Contro ogni progetto di leva militare, contro la cultura della guerra. Studenti e lavoratori uniti contro la riforma classista dei tecnici, i tagli all’inclusione e la militarizzazione delle scuole</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Il 7 maggio le lavoratrici e i lavoratori della scuola, insieme alle studentesse e agli studenti, incroceranno le braccia e sciopereranno con manifestazioni territoriali in decine di città</strong>, chiamando nuovamente al boicottaggio delle prove INVALSI (lo sciopero è indetto anche per il giorno 6 al fine di dare massima copertura ai lavoratori e alle lavoratrici) e raccogliendo l'invito alla mobilitazione dell'assemblea internazionale giovanile &quot;We do not enlist&quot;.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Sciopereremo insieme perché abbiamo <strong>un unico progetto: una scuola diversa da quella che il sistema capitalista in crisi ci sta imponendo</strong>. Rifiutiamo la scuola messa al servizio della guerra e dei privati e vogliamo costruire una risposta collettiva all'altezza della fase storica. Sciopereremo contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese e contro un rinnovo contrattuale che offre salari vergognosi in una fase in cui l'inflazione è destinata a crescere, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo.</p>
<p class="text-justify">La scuola di Valditara non è la nostra. Le sue politiche reazionarie, classiste, repressive e di militarizzazione sono nemiche di studenti e lavoratori: liberiamocene, riappropriamoci di spazi di democrazia e di organizzazione sociale e politica a partire dalle scuole, lottiamo per una nuova scuola statale al servizio di chi la fa e la vive. Cancelliamo quasi 40 anni di controriforme, opponiamoci a quella distruzione della scuola che è finalmente tema diffuso anche grazie a film, saggi, dibattiti che hanno contribuito a rimettere in moto la riflessione collettiva.</p>
<p class="text-justify">Il 7 maggio scioperiamo perché <strong>la scuola non deve essere ridotta a produttrice di &quot;capitale umano&quot; da immettere sul mercato del lavoro</strong> secondo le logiche della competitività e del profitto. Rifiutiamo con forza la retorica delle competenze, strumento ideologico con cui si svuotano i saperi critici e si addestrano menti flessibili, adattabili, sfruttabili. Rifiutiamo ancora una volta la formazione scuola-lavoro, sfruttamento di lavoro minorile e non certo esperienza formativa, che è già costata la vita a troppi giovani e che troppi altri instrada nella logica del servizio al profitto.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">È in questo quadro già desolante che si sta innestando la <strong>riforma degli istituti tecnici e dei professionali</strong>. I nuovi percorsi 4+2 e i nuovi quadri orari dei tecnici consegnano la formazione tecnica e professionale direttamente nelle mani delle imprese: i programmi si piegano alle esigenze produttive dei territori, la formazione generale e critica viene ulteriormente erosa, e gli studenti delle classi popolari – quelli che storicamente frequentano i tecnici e i professionali – vengono avviati a diventare manodopera qualificata su misura per il distretto industriale di turno. Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere, che riserva la cultura umanistica e scientifica a chi può permettersi altri percorsi e destina gli altri a essere ingranaggi efficienti della filiera produttiva. Anche questa riforma va respinta.</p>
<p class="text-justify">Scioperiamo <strong>per la scuola che include e non separa</strong>, capace di rispondere con forza ai tagli agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024, perché nella scuola di tutti e tutte non c’è posto per chi vuole “razionalizzare” sulle spalle degli ultimi.</p>
<p class="text-justify">In queste ore drammatiche dobbiamo però fare un passo in più: di fronte al <strong>rischio di escalation della guerra in Iran</strong> e le sue ricadute sul resto del mondo, con il <strong>genocidio del popolo palestinese</strong> che continua nel silenzio generale e grazie alle complicità nei confronti dello stato di Israele e del sionismo, dobbiamo saper riconnettere scuola e società reale.&nbsp;<br /> <strong>La scuola rischia di essere risucchiata nella spirale folle innescata dagli USA di Trump, con il silenzio-assenso degli altri governi occidentali.&nbsp;</strong><br /> Per i governi europei e occidentali, essa deve essere funzionale al processo di militarizzazione della nostra società. In molti paesi si è già reintrodotta o ci si avvia a reintrodurre la leva militare obbligatoria. Anche contro la leva dobbiamo scioperare: gli studenti non sono carne da cannone, non sono forza lavoro disponibile, non sono risorse umane da ottimizzare per l'economia di guerra. Il progetto di reintroduzione della coscrizione non è separabile dall'escalation bellica in atto in Europa, dall'aumento delle spese per gli armamenti a scapito di quella in welfare, dalla narrazione bellicista che vuole trasformare le nostre scuole in anticamere delle caserme. Farlo lo stesso giorno dello sciopero dei lavoratori portuali di USB, della loro protesta per la sicurezza dei porti e contro la loro privatizzazione e militarizzazione, significa riconnettere i grandi protagonisti delle mobilitàzioni dello scorso autunno, dare forza a un progetto alternativo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Qualche sindacato ormai di regime ha proposto di introdurre la DAD per l'ultimo mese di scuola</strong>, come conseguenza della crisi energetica a cui ci hanno portato con questi anni e mesi di guerra: una proposta &nbsp;che lo sdegno che si è manifestato ha bloccato sul nascere, ma disastrosa nella sua logica e un gravissimo precedente. La scuola non deve e non può pagare le guerre e le crisi che non sono nostre, ma di queste classi dirigenti.</p>
<p class="text-justify">Infine non si possono dimenticare i <strong>salari da sempre inadeguati</strong>, e oggi ancora meno, dei lavoratori della scuola, docenti e ATA, italiani. Il <strong>rinnovo contrattuale</strong> che ci viene proposto in questa fase è un'ulteriore beffa: aumenti che non tengono il passo con un'inflazione destinata a crescere ulteriormente, trascinata dai costi energetici e dalle dinamiche di guerra che le classi dirigenti europee hanno scelto di alimentare.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Scuola e OSA rivendicano la loro alleanza come scelta strategica</strong>, non come gesto simbolico. L'unità tra lavoratori della scuola e studenti è la forza del nostro progetto, perché la scuola è attraversata dalle stesse contraddizioni che attraversano tutta la società: sfruttamento, precarietà, militarizzazione, subalternità al capitale. Resistere insieme, dentro e fuori le aule, è l'unica risposta all'altezza del nostro presente.</p>
<p class="text-justify"><strong>La scuola non è una caserma, non è un'azienda: è un luogo dii conoscenza, di costruzione di senso, di incontro ed eventualmente scontro per determinarne le finalità e gli obiettivi.<br /> Studenti e lavoratori della scuola non si arruolano ma lottano uniti per una nuova scuola, per formare un mondo nuovo!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 18:29:26 +0200</pubDate>
                        <title>USB Scuola convoca un’assemblea nazionale online per giovedì 16 aprile alle ore 17.30 per affrontare con urgenza il tema della riforma degli istituti tecnici, introdotta dal DM 29 del 19 febbraio 2026</title>
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                        <description>Si tratta di un provvedimento che sta suscitando allarme crescente tra lavoratrici e lavoratori.
Una riforma che indebolisce la scuola pubblica statale.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo di fronte a un semplice riordino ordinamentale. La riforma degli istituti tecnici rappresenta un vero e proprio ridimensionamento strutturale della formazione tecnica pubblica: meno ore, accorpamenti forzati di discipline fondamentali, tagli al monte ore del quinto anno, perdita di qualità didattica e laboratoriale. Una trasformazione che colpisce in primo luogo studentesse e studenti, comprimendo gli spazi di apprendimento e impoverendo i saperi.<br /> Il disegno complessivo è chiaro e va chiamato con il suo nome: una scuola a due velocità, classista e selettiva. Mentre i licei conservano intatto il loro impianto, gli istituti tecnici vengono progressivamente svuotati e trasformati in percorsi subordinati, con minori accessi all’università e una spinta sempre più decisa verso gli ITS e la logica della formazione al servizio immediato del mercato. La prospettiva della riduzione da cinque a quattro anni consolida questo modello, mettendo in discussione il ruolo della scuola pubblica come strumento di emancipazione, uguaglianza e formazione critica.</p>
<p>L’assemblea del 16 aprile sarà l’occasione per analizzare nel dettaglio le ricadute reali della riforma sulle scuole. Tra le criticità più urgenti, l’assenza di linee guida definitive che rende impossibile una seria programmazione del PTOF e dei curricoli; la creazione della macro-area “Scienze sperimentali” che riduce ore e specificità laboratoriale di fisica, chimica, biologia e scienze della Terra; la mancanza di tabelle ministeriali sulle classi di concorso, con gravi ripercussioni sulla stabilità degli organici; l’assoluta mancanza di tempo, risorse e figure per riorientare famiglie e studenti rispetto alle iscrizioni già effettuate per il 2026/27.<br /> Una riforma calata dall’alto, senza sperimentazione, senza confronto reale con le scuole, senza ascolto delle rappresentanze sindacali.</p>
<p>Di fronte a questo quadro, USB Scuola non si limita alla denuncia. Nell’assemblea del 16 aprile presenteremo e discuteremo una proposta concreta: l’adozione nei Collegi dei Docenti di una delibera formale per chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito il rinvio di almeno un anno dell’applicazione della riforma. Un atto che traduce il dissenso in intervento istituzionale, che chiede alle scuole di farsi soggetti attivi, che apre un confronto reale là dove le decisioni vengono calate senza partecipazione.<br /> La delibera chiede che non si proceda all’applicazione della riforma a partire dall’a.s. 2026/27 e che il testo venga trasmesso all’USR, al MIM, al Consiglio di Istituto, alle RSU e alle reti scolastiche territoriali. Invitiamo docenti, RSU e Collegi dei Docenti di tutta Italia ad adottarla e a farne strumento di mobilitazione nelle proprie scuole.</p>
<p>La battaglia sulla riforma degli istituti tecnici non è separabile da una resistenza più ampia da continuare a costruire dentro le scuole. La stessa logica che piega la scuola alle esigenze del mercato e della filiera produttiva è quella che vuole trasformare le giovani generazioni in forza lavoro disciplinata e in carne da cannone. Per questo USB, insieme a OSA e Cambiare Rotta, chiama a raccolta il mondo della scuola, dell’università e del lavoro per la mobilitazione nazionale dell’8 maggio contro la leva militare.<br /> Costruiamo insieme, a partire dall’assemblea del 16 aprile, un percorso che unisca la difesa della scuola pubblica statale all’opposizione a ogni logica di guerra.</p>
<p>Diciamo no alla riforma.</p>
<p>Difendiamo la scuola pubblica statale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:01:46 +0200</pubDate>
                        <title>Dalla parte degli ultimi della scuola: collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnìci. Assemblea online 13 aprile</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/dalla-parte-degli-ultimi-della-scuola-collaboratori-scolastici-assistenti-amministrativi-e-tecnici-assemblea-online-13-aprile-1903.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><p></p><iframe allow=";" allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/rQhcK7jZ38Q" width="640"></iframe><p></p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Scuola indice per il <strong>13 aprile </strong>dalle <strong>ore 17 alle ore 19</strong> un’<strong>assemblea sindacale in diretta streaming</strong>, fuori orario di servizio e pertanto senza diritto alla fruizione di permessi, destinata al personale ATA interessato per discutere dei seguenti argomenti:</p>
<p>Gli ulteriori tagli organici;</p>
<p>L’aumento delle mansioni;</p>
<p>Richieste di servizi non contrattualizzati.</p>
<p>Per</p>
<p>Un salario adeguato al costo della vita,</p>
<p>Organici idonei al lavoro da svolgere,</p>
<p>Buoni pasto,</p>
<p>lanciamo una mobilitazione nazionale per riprenderci i nostri diritti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’assemblea interverranno:</p>
<p>Luigi Del Prete – Esecutivo nazionale USB Scuola</p>
<p>Flavia Manzi – Esecutivo nazionale USB Scuola</p>
<p>Stella Fiore – Coordinamento nazionale USB Scuola</p>
<p>Catena Marinaro – Coordinamento nazionale USB Scuola</p>
<p>Arturo Quercia – Coordinamento nazionale USB Scuola</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invitiamo i colleghi a seguire l'incontro sul sito <a href="http://scuola.usb.it" target="_blank"><u>scuola.usb.it</u></a>, sul canale Youtube <u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rQhcK7jZ38Q" target="_blank" rel="noreferrer">USB Scuola</a></u> e sulla pagina Facebook <u><a href="https://www.facebook.com/usbpiscuola" target="_blank" rel="noreferrer">USB Scuola</a></u>, dove sarà possibile interagire tramite messaggi.</p>
<p>L’assemblea è a libero accesso sui canali sopra indicati, non verranno inviati link per il collegamento.</p>
<p>L’assemblea è fuori dall’orario di servizio, per cui non verranno rilasciati attestati di presenza.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:15:11 +0100</pubDate>
                        <title>Da Palermo parte la battaglia contro i tagli all’inclusione, in pochi mesi tutta l&#039;Italia sarà coinvolta</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/da-palermo-parte-la-battaglia-contro-i-tagli-allinclusione-in-pochi-mesi-tutta-litalia-sara-coinvolta-0918.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>L’USB chiama tutti alla mobilitazione, fermiamo lo scempio</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il provveditorato di Palermo, con una nota inviata a tutte le scuole della Provincia il 6 marzo, comunica &quot;l’avvio a decorrere dalla data del 30 settembre 2025, nel territorio di Palermo e provincia, dell’attività di sperimentazione di cui all’articolo 33, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, attuate nel rispetto del regolamento adottato ai sensi dell'articolo 32 del medesimo decreto, ai sensi dell’art. 19-quater c. 1 del Decreto-Legge 27/12/2024 n. 202”.</p>
<p>Un taglio massiccio delle ore di sostegno in organico di diritto e dei servizi di assistenza agli alunni disabili, con pesanti ricadute sul normale funzionamento delle scuole e sul sistema di funzionamento del meccanismo di inclusione nel sistema di istruzione pubblica statale. Attraverso una impostazione prettamente burocratica, che si limita a considerare esclusivamente le certificazioni INPS, si bypassa il sistema integrato scuole/ASP che da anni ha garantito la piena inclusione degli alunni disabili e un’attenta valutazione dei bisogni degli studenti/esse, determinando un drastico taglio delle ore di sostegno agli alunni con disabilità, con conseguente riduzione dei servizi garantiti con assistenti all’autonomia, educatori e assistenti igienico-sanitari.</p>
<p>Dal 1° marzo la sperimentazione è partita in tantissime altre città: l’inclusione per il Ministro Valditara, per gli zelanti funzionari degli uffici periferici e i silenti dirigenti scolastici, è un costo da ridurre facendo ricadere su famiglie, lavoratori e scuole gli effetti devastanti dei tagli.</p>
<p>Senza alcuna informazione preventiva alle scuole, senza alcun confronto con l’universo dell’inclusione, quella che è una vera “contro-riforma” delle attività di sostegno piomba per ora a Palermo come provincia simbolo della sperimentazione, per arrivare dal 2027 in tutte le province italiane, con il suo portato pesantissimo di riduzione degli organici e taglio dei servizi per l’inclusione.</p>
<p>Non possiamo restare in silenzio, lanciamo come USB Scuola un presidio all’<strong>AT di Palermo</strong> il giorno <strong>1° aprile alle 16 </strong>chiamando a raccolta docenti, famiglie ed operatori delle scuole, per fermare una sperimentazione folle che riporta la scuola pubblica statale indietro di cinquant’anni.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:24:52 +0100</pubDate>
                        <title>Per una scuola sicura servono investimenti, non metal detector!</title>
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		                        		https://scuola.usb.it/leggi-notizia/per-una-scuola-sicura-servono-investimenti-non-metal-detector-1233-2.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo con sgomento quanto avvenuto oggi a Trescore, in provincia di Bergamo, dove una docente è stata vittima di un grave episodio di violenza da parte di uno studente. A lei va la nostra piena solidarietà, insieme alla vicinanza a tutta la comunità scolastica coinvolta.</p>
<p>Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che interroga profondamente il ruolo della scuola nella società e le condizioni in cui lavoratori e lavoratrici dell’istruzione sono chiamati a operare ogni giorno. La sicurezza di chi vive la scuola - docenti, personale ATA, studenti e studentesse - non può essere ridotta a una questione di ordine pubblico né affrontata con misure esclusivamente securitarie.</p>
<p>Respingiamo con forza la retorica del “metal detector” come soluzione. Si tratta di uno specchietto per le allodole, utile forse a costruire consenso immediato, ma del tutto inefficace nel prevenire le cause profonde del disagio e della violenza che sempre più spesso emergono anche nei contesti scolastici.</p>
<p>Quella violenza è il riflesso di una società che abbandona i giovani e le periferie, che lascia sole le scuole, soprattutto quelle più fragili, e che svuota progressivamente il ruolo educativo dell’istruzione pubblica. I docenti sono sempre più delegittimati, privati di autorevolezza sociale, spesso bersaglio di attacchi e dileggio, anche da parte delle famiglie.</p>
<p>Questo governo, in continuità con quelli precedenti, continua a investire sulla repressione e su misure securitarie, mentre parallelamente taglia risorse fondamentali: personale docente e ATA di ruolo insufficiente, riduzione del tempo scuola e del monte ore di discipline trasversali e specializzanti, carenza cronica di psicologi scolastici, azzeramento o drastico ridimensionamento dei progetti di educazione all’affettività e alle emozioni, abbandono delle scuole di periferia.</p>
<p>Non si costruisce sicurezza senza investimenti reali nella scuola e nel sociale. Non si previene la violenza senza restituire centralità all’educazione, senza sostenere i territori più difficili, senza rafforzare le comunità educanti.</p>
<p>USB Scuola ribadisce con forza che la sicurezza non si garantisce con strumenti di controllo, ma con politiche strutturali: più risorse, più personale, più supporto psicologico, più tempo scuola, più attenzione alle relazioni e al benessere.<br /> Senza un’inversione radicale di rotta, episodi come quello di oggi non saranno eccezioni, ma rischiano di diventare tragica normalità.</p>
<p>Continueremo a batterci per una scuola pubblica che sia luogo di crescita, sicurezza reale e dignità per tutte e tutti.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:48:11 +0100</pubDate>
                        <title>Striscioni fascisti al Liceo Cecioni di Livorno: la scuola pubblica statale non è terreno per squadristi.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata di&nbsp;oggi, lunedì&nbsp;23 marzo 2026, al Liceo Statale &quot;Francesco Cecioni&quot; di Livorno sono stati rinvenuti striscioni con espliciti richiami di matrice fascista, firmati con la sigla &quot;Cecioni fascist crew&quot; e affissi sulle scale antincendio prospicienti il PalaCecioni.<br /> USB Scuola Toscana esprime la propria ferma condanna per questo atto intimidatorio, che non è un episodio isolato né una bravata adolescenziale: è una provocazione politica deliberata, che si inserisce in un clima nazionale sempre più segnato dalla normalizzazione della violenza fascista e dalla retorica dell'odio.<br /> La scuola pubblica statale è uno spazio costituzionalmente fondato sui principi di democrazia, uguaglianza e antifascismo. Chi affiggeva quegli striscioni sapeva bene cosa stava facendo: tentare di occupare simbolicamente uno spazio collettivo con i segni di un'ideologia che questo Paese ha sconfitto con la Resistenza e ripudiato con la Costituzione.<br /> Esprimiamo solidarietà alle studentesse e agli studenti, al personale docente e ATA del Cecioni, e salutiamo positivamente la risposta immediata della comunità scolastica, che ha scelto di riunirsi per confrontarsi sull'accaduto. Questo è l'antifascismo che si pratica ogni giorno: non retorica di circostanza, ma presenza, parola, organizzazione e resistenza, anche contro un Governo che ha proseguito la politica neoliberista di tagli, disinvestimenti e trasformazione aziendalista della scuola statale.<br /> Chiediamo che vengano adottati tutti i provvedimenti del caso. Chiediamo inoltre che le istituzioni scolastiche e territoriali non abbassino la guardia: episodi come questi non vanno minimizzati né lasciati cadere nel silenzio.<br /> Il fascismo non è un'opinione. È un crimine. E nelle scuole pubbliche italiane non passa.<br /> USB Scuola Toscana</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 15:47:31 +0100</pubDate>
                        <title>SALTA IL CONVEGNO PRO SÍ AL REFERENDUM CON LE SCUOLE: STUDENTI E DOCENTI SMASCHERANO LA PROPAGANDA DI GOVERNO! </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Avevamo denunciato la vergognosa iniziativa sul referendum programmata per oggi a Castel Capuano, spacciata per attività formativa sulle differenti posizioni giuridiche mentre a intervenire erano solo relatori per il Sì. Iniziativa alla quale erano stati inviati gli studenti del Morante e del Mazzini dalle loro solerti dirigenze. Ma nonostante repressione, controllo e fake news la scuola ha ancora gli anticorpi per smascherare le menzogne. E così studenti e docenti sono intervenuti, denunciando la vergognosa propaganda e facendo saltare il convegno. La scuola è e resta luogo di formazione e non di indottrinamento mascherato. Un governo in difficoltà le sta tentando tutte ma il risultato è che sempre più persone aprono gli occhi sulla vera posta in gioco del referendum - accelerare la torsione autoritaria nel Paese - per cui i tentativi goffi di recuperare, con la complicità, come in questo caso, dei dirigenti scolastici, si trasformano in un boomerang. USB saluta con entusiasmo la decisa risposta della comunità scolastica partecipante, è e resta al fianco di chiunque, nella scuola, resiste e non piega la testa all'indottrinamento. Il 14 tutte e tutti in Piazza a Roma per il NO sociale al Governo Meloni. Il 22 e 23 Marzo votiamo un forte e deciso NO alla riforma, al Governo e alle sue politiche affamatorie e bellicose!</p>]]></content:encoded>
			
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