arRabbiATA: sciopero del personale ATA durnte gli scrutini

Nazionale -

arRabbiATA: SENZA DI NOI COME FATE?

 

 GIUGNO SCIOPERO DEL PERSONALE ATA per L'INTERA GIORNATA DURANTE GLI SCRUTINI

 

9-10 giugno Marche e Puglia;

10-11 giugno Veneto;

16-17 giugno Liguria e Provincia di Bolzano;

14-15 giugno tutte le altre Regioni, la Provincia di Trento e le scuole all'estero;

 

 

Arrivano altri 15 000 tagli. In questo modo l’organico ATA è stato ridotto in 3 anni di quasi il 20%, dopo che negli anni ’90 ne avevamo già perso un buon 25%.

 

Il lavoro nelle scuole non diminuisce, i carichi di lavoro sono diventati insostenibili e non è più possibile garantire la sicurezza. I sindacati collaborazionisti, infatti, non hanno mai voluto fissare alcun limite al carico di lavoro, col risultato che si potrebbe arrivare ad avere un solo collaboratore a svolgere tutto il lavoro di una scuola. Cala la qualità del servizio e aumentano infortuni sul lavoro, lo stress e la repressione da parte di dirigenti e dsga. Intanto il salario è sempre più magro grazie ai contratti firmati negli ultimi 15 anni. Nei prossimi 3 anni verrà ulteriormente diminuito: la Corte di Conti chiede finanziarie da 40 miliardi l’anno, mentre CGIL, CISL e UIL si stanno accordano con Confindustria per un nuovo devastante patto sociale che ci priverà di diritti e stipendio.

 

Senza il personale ATA le scuole non possono aprire, ma si continua a tagliare; in alcune regioni i precari sono quasi il 50% del totale e dopo anni di diritti negati viene cancellato perfino un futuro. Il progetto è chiaro: lavorare il doppio e guadagnare sempre meno. Ma noi non ci stiamo ed è ora di far sentire la nostra rabbia. Nei giorni immediatamente successivi al termine delle lezioni, in quasi tutte le scuole si svolgeranno gli scrutini. Se scioperano gli ATA (sfruttando il proprio diritto di non comunicarlo anticipatamente alle segreterie) si blocca tutto. Facciamo sentire tutto il nostro peso e la nostra importanza.

 

Per il ritorno agli organici 2008;

l'assunzione di tutti i precari;

limiti certi ai carichi di lavoro;

aumenti reali in busta paga

almeno il 20% di salario sottratto dal ’93 ad oggi.