Carta docente decurtata a 400 euro o meno, insegnanti sempre più poveri ed umiliati. Attenzione ad abusare della pazienza di lavoratrici e lavoratori

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Dopo mesi di attesa è arrivata la brutta notizia che tanti docenti attendevano, una decurtazione di 100 euro, forse anche maggiore, della carta docente, naturale conseguenza dell’estensione della carta al personale precario, ma a senza un incremento di stanziamenti. La giusta estensione di un diritto, che migliaia di docenti precari hanno ottenuto a suon di ricorsi vincenti, diventa nelle mani del Ministro Valditara lo strumento per togliere a tutti, impoverendo ulteriormente un corpo docente duramente colpito da un rinnovo contrattuale con cui governo e sindacati venduti hanno sancito che la scuola italiana in termini stipendiali è il fanalino di coda dei dipendenti pubblici di questo paese.

Ancora più surreale che sindacati come Gilda ed Anief, sempre più governativi, esaltino la possibilità per i docenti di avvalersi del comodato d’uso di tablet e pc nelle loro scuole, con le segreterie che dovranno gestire questo ulteriore carico di lavoro, mentre i lavoratrici le lavoratori saranno costretti a “pietire” un pc al proprio dirigente scolastico, dopo aver pagato con la loro decurtazione il comodato d’uso. Come della possibilità di usare la carta per “acquistare servizi di trasporto” che, con l’inflazione sempre galoppante e la speculazione dei vettori sui viaggi nei periodi festivi ma anche degli aumenti sempre spropositati degli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locale, non è altro che la certificazione ufficiale di quanto gli stipendi dei lavoratori della scuola siano miseri. Ma invece di intervenire sui salari con una contrattazione seria e concreta, si usano queste misure “contentino”, unite all’attivazione dell’assicurazione sanitaria, di cui non sono ancora chiare le coperture, ma che ancora mettono in risalto come il personale della scuola sia parte di quella grande fascia di lavoratori che è costretto a rinunciare alle cure per le difficoltà economiche. Un altro regalo ai privati, che insieme ai tanti tagli, stanno devastando la sanità pubblica e la salute dei cittadini.

Il Ministro Valditara in questi anni si è contraddistinto per  la schedatura degli studenti palestinesi, i numerosi provvedimenti disciplinari nei confronti dei docenti impegnati contro il genocidio in Palestina, le controriforme quali il 4+2 dei tecnici/professionali e le nuove indicazioni nazionali della scuola primaria che da un lato accelerano il processo di aziendalizzazione della scuola statale e dall’altro rafforzano il controllo politico del ministero attraverso un processo di gerarchizzazione del sistema di istruzione pubblico.

I 100 euro in meno non cambieranno la vita di nessuno. L’assicurazione sanitaria non cambierà le difficoltà di accesso alle cure.

Sono l'ennesimo simbolo di un atteggiamento di sufficienza, di una scarsa considerazione di un’intera categoria di lavoratori pubblici. Chi come noi dentro le scuole ci vive, sa che prima o poi questo accumulo di malessere e di frustrazione, diventerà qualcosa di diverso. Noi continuiamo a lavorare per questo.