CCNL ISTRUZIONE E RICERCA 2025-2027: FIRMATA LA PARTE ECONOMICA. MA QUALE RISULTATO STORICO? È UNO STORICO SCIPPO! IN AULE-FORNO, CON LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA!
In queste ore è stata sottoscritta definitivamente la parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, che riguarda, nella scuola, oltre un milione e 200mila lavoratori tra docenti e personale ATA. Il governo Meloni e i sindacati firmatari esultano parlando di "risultato storico". Noi pensiamo che le cose non stiano così.
SCUOLE COME FORNI
Prima ancora di parlare di cifre, è necessario dire in quale contesto si è concluso questo anno scolastico. Docenti, personale ATA e studenti hanno affrontato la chiusura dell’esami di Stato, scrutini e collegi dei docenti in condizioni che definire inaccettabili è un eufemismo. Per non parlare della scuola dell’infanzia, le cui lezioni terminano il 30 giugno, in ambienti del tutto insalubri per gli insegnanti, il personale ATA e i bambini più piccoli. Con temperature esterne che sfiorano i 40 gradi, le aule si trasformano in bagni turchi. Alcuni studenti sono collassati. Secondo i dati ufficiali del MIM, solo il 7,42% degli edifici scolastici è dotato di impianti di climatizzazione adeguati: il 90% delle scuole italiane affronta il caldo senza aria condizionata.
La normativa è chiara: la scuola è un luogo di lavoro e deve rispettare le tutele previste dal D.Lgs. 81/2008. Eppure si tace e si sopporta. L'Italia ha climatizzato musei, palazzi storici e ministeri. Come luoghi pubblici dello Stato senza condizionamento d'aria ci sono rimaste solo le scuole e le carceri. Valditara festeggia il contratto come conquista storica e permette che docenti, ATA e studenti lavorino in condizioni di stress termico che configurano una violazione sistematica delle norme di sicurezza.
LE BRICIOLE IN BUSTA PAGA
I numeri: a regime dal 1° gennaio 2027, gli incrementi medi mensili *lordi* sono 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati *lordi* stimati sono 855 euro per i docenti e 633 per gli ATA. Al netto delle ritenute fiscali — che erodono circa un terzo — si arriva a *circa 50 euro netti di aumento mensile* e *circa 600 euro netti di arretrati*: le briciole di tre anni di lavoro senza adeguamento reale. Per di più, gli incrementi sono scaglionati in tre tranche annuali: l'aumento va a regime solo nel 2027.
L'INFLAZIONE CHE BRUCIA TUTTO
Ci viene raccontato che questi aumenti sarebbero "in linea con l'inflazione". I dati ISTAT smentiscono questa narrazione: inflazione NIC al +3,0% a giugno 2026, in risalita rispetto al +2,7% di aprile, con un picco al +3,2% a maggio. In tre mesi — dalla preintesa alla firma definitiva — i prezzi hanno già bruciato ulteriore potere d'acquisto. A pesare soprattutto la componente energetica, con gli energetici non regolamentati al +12,9%, e i rincari su cereali e ortaggi. Rispetto al 2019, secondo l'ISTAT, i lavoratori italiani hanno già perso l'8,6% del potere d'acquisto. Cinquanta euro netti al mese non recuperano nulla di tutto questo: certificano che la perdita è definitiva e accettata.
NESSUNA OPPOSIZIONE, NESSUNA LOTTA
La firma è arrivata con l'unanimità di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative: nessuna opposizione, nessuna rottura, nessuna mobilitazione reale. Tutti dentro il paradigma della compatibilità. Persino la FLC CGIL, pur avendo firmato, ammette di voler recuperare l'"11% del maltolto" del CCNL 2022-2024: se lo riconosce chi ha messo la firma, non c'è nulla da festeggiare.
LA NOSTRA POSIZIONE
USB Scuola rivendica: aumenti ancorati all'inflazione reale, non all'IPCA depurata; un piano straordinario di adeguamento degli edifici scolastici con risorse pubbliche vere; stabilizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari; finanziamento pubblico dell'istruzione sottratto alle logiche di austerità e alle missioni di guerra.
Chi vuole festeggiare lo faccia. Noi riteniamo che più di un milione di lavoratrici e lavoratori non abbiano niente da festeggiare, e continueremo a organizzare il conflitto dentro le scuole.
USB Scuola