ELEZIONI RSU: BOCCIAMO CHI NEGA IL CONFRONTO DEMOCRATICO- CHIEDIAMO ALLE RSU UNA DIMOSTRAZIONE DI LIBERTA' NELLA SCUOLA

Nazionale -

Non tutti sanno che per partecipare alle elezioni RSU del marzo 2015 le Organizzazioni Sindacali devono aver sottoscritto l’Accordo Collettivo Quadro del 7 agosto 1998. In pratica, per partecipare alle elezioni e chiedere il consenso dei lavoratori, alle OO.SS. si chiede di rispettare le regole prescritte dall’accordo. L’USB, ha sottoscritto l’accordo fin dal 1998 (quando si chiamava ancora RdB) e ne ha rispettato il contenuto.

Con la firma dell’Accordo del 98 si permette di partecipare alle elezioni, ma si nega la possibilità all’USB di fare propaganda elettorale nelle scuole. La normativa sulla rappresentanza sindacale nel Pubblico Impiego riserva il diritto all’assemblea in orario di servizio solo ad alcune sigle sindacali, impedendo ai lavoratori di sentire altre voci e idee sindacali. Già questo appare un anacronistico sopruso a qualsiasi lavoratore con senso democratico, in quanto rappresenta una enorme limitazione della libertà di espressione. Il fatto però che il diritto a tenere assemblee venga precluso anche durante una campagna elettorale e ad un’organizzazione che ha firmato l’accordo sulle regole di tale competizione rappresenta una vergogna per l’intero paese.

In diverse città abbiamo comunque raggiunto un radicamento tale da ottenere la “concessione” a tenere assemblee in orario di servizio. Dopo poco, di fronte alla partecipazione crescente dei lavoratori, sono intervenuti i sindacati depositari del “privilegio” dell’assemblea, come a Reggio Emilia dove, con una lettera, hanno minacciato i dirigenti di denuncia se avessero continuato a permettere la partecipazione dei lavoratori alle assemblee USB (e i dirigenti si sono ben volentieri adeguati, visto che gli siamo orgogliosamente invisi). I lavoratori della scuola hanno 10 ore di assemblea l’anno, ma secondo i sindacati complici possono usarle solo per le assemblee che dicono loro. Tra l’altro l’operazione non sortì gli effetti sperati: nessuno ha più avuto il permesso di partecipare alle nostre assemblee, ma i colleghi hanno continuato a disertare le inutili assemblee di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

A Bologna è stato lo stesso Ambito Territoriale che, per contrastare e sanzionare l’azione di denuncia e di vertenza svolta dall’USB, a ottobre ha emanato una nota ai dirigenti nella quale si vietava la partecipazione alle nostre assemblee (tra l’altro citando la normativa sbagliata, senza che alcun dirigente se ne accorgesse).

Il danno maggiore è per i lavoratori, ai quali si nega la possibilità di scegliere con quali O.S. confrontarsi.

Sappiamo bene che molti delegati RSU dei sindacati che usano e sostengono queste norme liberticide sono invece dei sinceri difensori dei principi democratici. A questi colleghi chiediamo di dare un segnale forte anche alle proprie organizzazioni sindacali, promuovendo assemblee sindacali nelle quali invitare i rappresentanti USB, permettendo così ai lavoratori di confrontarsi democraticamente con chiunque vogliano.

 

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