I LAVORATORI DELLA SCUOLA DICONO BASTA: IL 20 NOVEMBRE SCIOPEREREMO INSIEME A TUTTI I LAVORATORI PUBBLICI PER UN SALARIO DIGNITOSO E PER UNA SCUOLA DAVVERO PUBBLICA

A meno di una settimana dallo sciopero che coinvolgerà oltre 3 milioni di lavoratori pubblici, nonché tantissimi lavoratori delle aziende municipalizzate o di settori esternalizzati, si susseguono assemblee, volantinaggi e altre iniziative anche nelle scuole.

La proposta del governo di stanziare poco più di 5 euro medi lordi mensili per rinnovare un contratto fermo da 6 anni ha indignato una categoria che da mesi sta contrastando l’applicazione della “buona scuola” punto su punto e che vede invece varare solo misure in favore delle classi più ricche e degli speculatori.

Non c’è istituto nel quale non vi sia una crescente conflittualità, tra le pretese manageriali dei presidi e i continui attacchi alla qualità dell’istruzione (dalla riduzione delle ore di sostegno alla mancata nomina dei supplenti, ai carichi di lavoro assurdi imposti ad organici ATA ormai ridotti all’osso). Le bugie del governo vengono a galla, i fondi per le scuole sono sempre meno e i precari vengono assunti come tappabuchi, quando non spediti dalla parte opposta del paese, costretti a lasciare casa e affetti.

Le vertenze dei singoli segmenti della categoria e delle singole scuole devono ora tornare nelle piazze a dare visibilità alla nostra rabbia.

I sindacati complici, dopo aver tentato di cavalcare e ammorbidire con poca voglia il movimento contro la “buona scuola”, hanno seminato i germi della rassegnazione, ma l’effetto principale delle mobilitazioni della scorsa primavera è proprio un aumento forte della coscienza e della combattività dei lavoratori. Serve ora dare gambe a questa combattività e abbiamo chiaro come sia necessario uscire dagli angusti limiti di un singolo settore, per unirsi ad una lotta generale, in difesa di tutti servizi pubblici. Per questo abbiamo scelto di mobilitarci insieme a tutti gli altri lavoratori pubblici, dando così anche il via ad un percorso, lungo e difficile, ma inevitabile, di difesa e riconquista del welfare.

Dall’istruzione, alla sanità alle pensioni, le politiche dell’Unione Europea puntano a privatizzare e limitare ogni esperienza di stato sociale, dopo aver lanciato campagne micidiali contro la cultura stessa del diritto del lavoro (vedi jobs act) e della democrazia (vedi l’attacco al diritto di sciopero e di manifestazione).

Il 20 novembre sarà solo un inizio, ma un inizio fondamentale che, con le manifestazioni di Milano, Roma e Napoli, darà la prima grande spinta in questo percorso di riconquista dei diritti che non può più essere sottoposto alle sterili chiacchiere su debito pubblico, austerità e fallimentari politiche economiche basate sulla negazione dei diritti dei lavoratori.

 

In allegato trovate la circolare dello sciopero emanata dal MIUR e un volantino che invitiamo a diffondere in ogni scuola.