I RICCHI VOGLIONO LA GUERRA, I GIOVANI VOGLIONO IL FUTURO! IL 24 OTTOBRE A PIOMBINO DIBATTITO CONTRO IL RITORNO DELLA LEVA MILITARE. PREPARIAMOCI A DISERTARE E A LOTTARE!
Sabato 24 ottobre alle ore 16:30 a Piombino presso la Sala di Quartiere di Salivoli (Lungomare Marconi 280) organizziamo un momento di dibattito e confronto tra diverse realtà giovanili e studentesche verso lo sciopero generale del 30 ottobre e la mobilitazione internazionale del 20 novembre contro la leva militare.
Il 2026 ha riservato ai diciottenni tedeschi una novità in grigioverde: vige infatti per loro a partire da quest’anno l’obbligo di sottoporsi a una visita medica e di compilare un questionario psico-attitudinale per verificare il loro interesse per il servizio militare. L’obbligo vige per ora solo per i maschi, mentre per le ragazze la pratica è facoltativa. Chi si sottrae rischia una multa e delle sanzioni amministrative. La misura si muove nel solco delle politiche del piano Rearm Europe: investimenti da centinaia di miliardi di euro in carri armati, aerei da combattimento, droni, pezzi di artiglieria ecc. Tutto a scapito di sanità, istruzione, trasporti pubblici, case popolari, aumento dei salari. E già questo… Ma poi, non scordiamocelo, tutti questi ritrovati tecnologici, serve che qualcuno li usi. E che venga addestrato, motivato e indottrinato a farlo. Se mancassero i volontari in numero sufficiente, qualcuno ha già pensato e deciso che si può sempre ricorrere alla vecchia coscrizione obbligatoria.
In Germania l’asticella è già stata fissata: 260.000 è il numero di soldati che dovranno essere in servizio attivo entro il 2035, quasi 80.000 in più di oggi. Per ora. Non sembra però che i giovani tedeschi siano particolarmente entusiasti e desiderosi di indossare la divisa: la martellante campagna di arruolamento ha portato finora al magro risultato di poco più di 500 nuove reclute nei primi nove mesi del 2026. Tanto da spingere il governo tedesco a valutare il ripristino della leva obbligatoria vera e propria già a metà 2027. Nel mentre, ad aprile 2026 è stata approvata una norma che vieta ai cittadini maschi tra i 17 e i 45 anni di lasciare il paese per più di 3 mesi senza una formale autorizzazione dell’esercito. Un passo (di marcia) dopo l’altro… verso la guerra?
Del resto il gran cancelliere Merz l’aveva già detto un anno fa: “Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno più in pace. Dobbiamo fare molto di più per la nostra sicurezza.” Gli faceva eco due mesi dopo il generale francese Fabien Mandon: “Se il nostro Paese vacilla perché non è pronto a perdere i suoi figli... o a soffrire economicamente perché la priorità deve essere la produzione militare, allora siamo davvero a rischio.”
… i giovani diserteranno!
E l’Italia? Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha più volte dichiarato la sua intenzione di presentare un disegno di legge in Parlamento per creare una riserva militare che possa raggiungere i 40.000 effettivi tra qualche anno. Per cominciare. Dopotutto facciamo parte dell’UE e della NATO, mica si può stare a guardare! E la leva? Nel nostro paese è sospesa dal 2005. Sospesa appunto, non abolita. Basterebbe un semplice voto parlamentare per riattivarla. Forse che le superiori di 4 anni tanto sponsorizzate da questo governo servono a lasciare spazio per un bell’anno in caserma?
Ad ogni modo, gli studenti tedeschi hanno dato origine nell’ultimo anno a un movimento di protesta che ha coinvolto decine di migliaia di giovani in tantissime città della Germania: uno “Sciopero scolastico contro la leva” che punta ad essere sempre più forte ed esteso, con l’obiettivo di imporre al governo tedesco di fare dietrofront sul ripristino della leva obbligatoria. L’appello del movimento alla gioventù di tutta Europa è espresso chiaramente da uno slogan che è già stato potentemente raccolto dalle mobilitazioni degli studenti e delle studentesse in Francia di queste settimane: “I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro” E dunque scioperare e protestare contro il ritorno della leva militare, di qualunque tipo essa sia. Ribellarsi oggi, per non ritrovarsi arruolati a forza domani.
Verso lo sciopero generale del 30 ottobre e la mobilitazione internazionale del 20 novembre contro la leva
Crediamo sia finito il tempo di aspettare e di sperare di salvarsi il culo da soli mentre là fuori il mondo brucia e i tamburi di guerra risuonano sempre più minacciosi e vicini. Se dev’essere guerra, scegliamoci almeno i nemici giusti: i governi che vogliono mandarci al fronte a sparare ad altri giovani o ad altri poveracci come noi. Non moriremo e non uccideremo in nome della civiltà che ha distrutto ogni valore diverso dal denaro e che ha coperto e finanziato il genocidio israeliano a Gaza.
Nella solidità di questa convinzione, promuoviamo un primo momento di formazione, discussione e di incontro tra varie realtà studentesche e giovanili del territorio e non. Per iniziare a costruire un’alleanza tra studenti e insegnanti volta a sabotare l’ingranaggio della guerra in cui vorrebbero stritolare ancora una volta i corpi e le menti della gioventù.
Da ultimo, ma non per ordine di importanza, rilanciamo la campagna nazionale "La Conoscenza non Marcia. Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione". Per firmare la petizione, basta cliccare qui: https://laconoscenzanonmarcia.com/