IL GOVERNO CI RIPENSA ANCHE SUL "PRELIEVO" AL PERSONALE ATA... MA LI AVVISA

Nazionale -

AGGIORNAMENTO AL 24 GENNAIO: La busta paga di gennaio era attesa con trepidazione dal personale ATA che aveva avuto la minaccia di un prelievo dallo stipendio pari a quanto percepito negli ultimi 3 anni per la posizione stipendiale. La nota del 9 gennaio annunciava che non si sarebbe proceduto al prelievo (anche se il taglio della voce stipendiale rimane), ma occorre una misura legislativa di cui non abbiamo ancora traccia.

Nel cedolino di gennaio la trattenuta compare e, contemporaneamente, scompare. La cifra di 107,20 euro è riportata a debito e poi a credito. Un'assurdità! Cosa ci vuole comunicare il governo? Forse vuole sottolineare che poteva togliere il 10% di stipendio al segmento economicamente e numericamente più debole della categoria ma che è così magnanimo da non farlo? In questo modo spera che, scampato il pericolo RESTITUZIONE, i lavoratori passeranno sopra al taglio della voce stipendiale da ora in avanti? O ci avvisa che la partita è ancora aperta e che finché non emaneranno il provvedimento legislativo hanno sempre la possibilità di metterci le mani in tasca?

Nel frattempo si apprende che lo Stato butta via 545 miliardi in mancate entrate fiscali, mentre il super commissario alla spending review Cottarelli si prepara ad emanare le "sentenze" di decine di migliaia di nuovi tagli nella scuola.

Anche per l'USB la partita è ancora aperta. Presto arriveranno le nostre risposte ai tanti quesiti ancora in sospeso.

 

9 Gennaio 2014

Con la nota del Miur del 9 gennaio, il governo ferma il prelievo forzoso anche al personale ATA. La nota però conferma che i compensi per le posizioni stipendiali cessano dal 1 settembre 2013. A questo punto, i compensi per le mansioni aggiuntive, come saranno retribuiti? Con il fondo d’Istituto ormai ridotto all’osso? Nel frattempo, le dichiarazioni del sottosegretario Galletti confermano le indiscrezioni giornalistiche che parlavano di ulteriori tagli ai fondi scolastici per circa 300 milioni per coprire i mancati proventi del “furto” sugli scatti.

In pratica, Saccomanni dice di essere un mero esecutore e ordina alla Carrozza di tagliare ancora, se non vuole fare brutte figure con i lavoratori della scuola.

Ricapitolando:

1) nel 2012 e 2013 i fondi per il salario accessorio sono stati decurtati per pagare gli scatti d’anzianità;

2) il governo prima paga gli scatti con i soldi che ci ha tolto dal salario accessorio, poi minaccia di riprenderseli;

3) il governo non si riprende più i soldi, ma vuole in cambio che rinunciamo ad un altro pezzo di salario accessorio.

E si stupisce se ce la prendiamo a male?

Da un lato rileviamo il commissariamento del ministro dell’istruzione che esegue a bacchetta tutto ciò che dice il ministro dell’economia che le spara davvero grosse.

Dall’altro abbiamo Fabrizio Saccomanni che, anziché fare la voce grossa con la Carrozza, deve spiegare agli italiani cosa ne ha fatto dei fondi tolti al salario accessorio e alle attività delle scuole, destinati a pagare gli scatti.

FARE LA CRESTA CON I SOLDI DELLA SPESA NON E’ DECOROSO NEANCHE PER UN MINISTRO MILIONARIO COME SACCOMANNI!

Nel dramma troviamo un solo aspetto positivo: il governo ha calato la maschera. I lavoratori della scuola hanno ora ben chiaro che da Letta e complici possono solo aspettarsi riduzioni salariali e negazione dei diritti. I partiti che lo sostengono, Renzi in testa, propongono la restaurazione di contratti di lavoro ottocenteschi (alla faccia del nuovo che avanza). La spending review “dell’esattore” del Fondo Monetario, Cottarelli, mira al contratto unico per tutto il pubblico impiego, quello a stipendio zero.

 

Di seguito pubblichiamo un comunicato sulla vicenda del prelievo al personale ATA. In allegato trovate la nota del 7 gennaio e quella del 9 gennaio.

 

 

La Befana del Governo porta il CARBONE AL PERSONALE DELLA SCUOLA: BRUTTI, SPORCHI, CATTIVI, TROPPI

Nell’anno di grazia 2014, il Governo Letta ha messo nella calza della Befana il CARBONE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA sferrando due duri colpi nei confronti dei già bassi salari dei lavoratori della scuola:

1. il recupero degli scatti stipendiali maturati nel 2011 e 2012, con prelievo forzoso di € 150,00 mensili sugli stipendi:

2. il blocco dei compensi per le cosiddette “posizioni economiche” del personale ATA, anche qui con conseguente richiesta di restituzione di quelli già percepiti dal 2011 ad oggi.

È facile far cassa con gli stipendi dei lavoratori della scuola perchè è il comparto più numeroso del Pubblico Impiego! La solita politica: togliere ai tanti già poveri e non toccare le ricchissime pensioni d’oro dei lor signori!

Mentre i precedenti governi nascondevano questi trucchi definendole “riforme”, quello attuale non si vergogna affatto di togliere direttamente dalle tasche dei lavoratori il minimo vitale, come previsto dall’art. 36 Costituzione, sottraendo somme erogate sulla base di accordi sottoscritti.

Di fronte allo sdegno collettivo, il governo è stato costretto a fare marcia indietro, prima sul recupero degli scatti di stipendio (provvedimento ritirato, per ora, solo a parole e a spese della scuola) poi sul compenso per le posizioni economiche del personale ATA. Era questo un gesto costruito per fregare i più "poveri" del mondo della scuola: collaboratori scolastici (bidelli) e assistenti ammin.vi e tecnici, lavoratori bistrattati per il ritmo di lavoro, sempre più stressante e livelli stipendiali da miseria (1.000 euro mensili i coll. Scol., 1.200 un assistente!).

Il 7 gennaio la circolare del Miur comunicava il blocco ed il recupero delle somme già erogate al personale ATA dal 2011 ad oggi per la 1^ e la 2^ “posizione economica”, con la falsa interpretazione di una norma del 2010 che ha bloccato i contratti, dove si dice che i compensi al personale non possono superare quelli del 2010!! Ed allora l’accordo successivo del 12/5/2011 firmato dai sindacati concertativi è stato un BLUFF?! Ed inoltre, le 1^ e la 2^ “posizione economica” non sono escluse in quanto “conseguimento di funzioni diverse” per ulteriori e più complesse mansioni?

Ma cosa sono le posizioni economiche del personale ATA?

Da parecchi anni le poche risorse messe a disposizione per il rinnovo dei contratti finiscono nel salario accessorio anziché nello stipendio base uguale per tutti, per cui bisogna lavorare molto meglio e di più per avere uno stipendio di sopravvivenza. Inoltre, un’altra corrente di pensiero, sostiene che bisogna premiare i meritevoli e non appiattire i lavoratori in livelli tutti uguali! In questa logica dell'Amministrazione, pienamente condivisa e sostenuta dai sindacati concertativi che sottoscrivono i contratti, per gli ATA è stata individuata una specie di carriera interna alle qualifiche con l'istituzione di “posizioni economiche” (1^ per i collaboratori e 2^ per gli assistenti). In sostanza un compenso aggiuntivo al personale a tempo indeterminato, previo superamento di prove selettive e formazione specifica, pari a 1.200,00 euro annui lordi per gli assistenti della 1^ posizione, 1.800,00 per la 2^, e 600,00 per i collaboratori scolastici, in cambio di ulteriori e più complesse mansioni, in aggiunta ai compiti previsti dai profili professionali. Inoltre va evidenziato che il personale che usufruisce di tali compensi non può avere alcun Incarico specifico retribuito con il Fondo d’Istituto, dovendo quindi rinunciare, per contratto, a tale opportunità! OLTRE AL DANNO LA BEFFA: i poveri disgraziati che avevano ottenuto la posizione economica sarebbero stati doppiamente "fregati", perchè da un lato avrebbero prestato ulteriori mansioni gratis (visto che ora avrebbero dovuto restituire tutto, da un minimo di 1800 euro (i bidelli), fino a 5600 euro gli assistenti!!), dall’altro sono stati esclusi dai compensi spettanti per gli incarichi specifici.

 

Evidentemente non siamo molto diversi dalla Grecia, utilizzata come spauracchio per mettere tutti a tacere!

E' ora di reagire, di far sentire il nostro sdegno di lavoratori e di impedire al Governo di continuare a far cassa a spese del personale della scuola e della scuola pubblica, di tutti e per tutti.

 

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