IL GOVERNO ITALIANO PARLA DI PUBBLICO IMPIEGO E SCUOLA NELLA LETTERA INVIATA ALL'U.E.

Nazionale -

 

 

 

 

 

 

La lettera alla UE del Presidente del Consiglio Berlusconi per il pubblico impiego e scuola prevede

 

la “...piena attuazione della Riforma Brunetta...” (che significa taglio degli stipendi con la decurtazione del salario accessorio per il 75% dei dipendenti) e che

...Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori:

a. la mobilità obbligatoria del personale;

b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale (e possibilità di licenziamento);

c. il superamento delle dotazioni organiche....”, cioè la cancellazione delle “piante organiche” e di ogni relativo elemento oggettivo di valutazione delle funzioni e dei carichi di lavoro e quindi del personale necessario.

L'insieme di queste misure portano ad una sola conclusione: futuri licenziamenti anche nel pubblico impiego.

Altro che stabilizzazione dei precari!

Per quanto riguarda la scuola si prevede che "L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo);"

TRADUCIAMO:

ristrutturazione=ridimensionamento=chiusura;

più ore di lavoro per i docenti di ruolo: da 18 a 24?; da 24 a 30?

Quindi, quando l'anno scorso ci opponemmo (senza i se , i ma o addirittura la complicità dei sindacati collaborazionisti) ai quiz dell'INVALSI, avevamo ragione!

 

E pensare che qualcuno ci considerò "allarmisti".
Chi cercò di discutere di INVALSI nel collegio docenti, subì le scelte illegali dei dirigenti scolastici. Nonostante questo, il movimento spontaneo No INVALSI fu forte e partecipato sia a su tutto il territorio nazionale.

Come l'anno scorso, riteniamo che i docenti debbano rifiutarsi di collaborare.
Bisogna portare il nostro dissenso nelle scuole, prendere posizione nei collegi docenti e votare contro l'introduzione dei test nel POF, non collaborare alla somministrazione e correzione.

Organizziamo fin d'ora assemblee tra tutti i docenti (non ci interessa se abbiano o meno tessere di sindacato o quale essa sia) per fermare il progetto della scuola a punti e privatizzata; dobbiamo coordinare le lotte nelle scuole, non possiamo agire in ordine sparso.

 

a cura di USB SCUOLA viale Castro Pretorio 116 - ROMA scuola@usb.itsito www.scuola.usb.it

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