L’accordo tra sindacati e MIM su organi collegiali online apre la porta a caos, ricorsi e comprime la democrazia

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la nota prot. 3803 del 30 giugno 2026, ha trasmesso alle scuole il documento tecnico per lo svolgimento a distanza degli Organi Collegiali deliberativi. L’obiettivo dichiarato è garantire la validità giuridica delle delibere, la sicurezza e la privacy dei dati. La realtà, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti: i requisiti prescritti sono del tutto inarrivabili per le dotazioni tecnologiche ed economiche delle nostre scuole.
La democrazia scolastica non si fa sullo schermo, le riunioni da remoto depotenziano la discussione, azzerano il confronto democratico e riducono l'organo collegiale a una mera passerella burocratica. Gli unici a beneficiare di questo modello sono i Dirigenti Scolastici che vogliono scavalcare le prerogative dei lavoratori, imponendo regole e prassi didattiche senza un reale confronto vis-à-vis con il corpo docente.
Peraltro il documento tecnico propone requisiti farsa che produrrebbero delibere collegiali a rischio annullamento per assenza di trasparenza e privacy, scrutini oggetto di ricorsi continui da parte delle famiglie e rischio di stallo burocratico nelle scuole. Il documento ministeriale mette, infatti, a nudo l'insostenibile contraddizione tra le pretese normative e la realtà operativa degli istituti. Qualsiasi deliberazione presa a distanza oggi rischia di essere impugnata e annullata. Le piattaforme in uso (Meet, Zoom, Teams) non garantiscono gli standard minimi ineludibili:
·    Identificazione e ruoli: I sistemi attuali non assicurano l'identificazione certa e univoca tramite identità digitale certificata, né consentono la distinzione tecnica tra i ruoli di presidente, segretario e componente.
·    Segretezza del voto azzerata: Nelle votazioni su persone, l'anonimato deve essere effettivo, non reversibile ed escludere ogni correlazione tra votante e voto (anche per i gestori esterni delle piattaforme). Log e timestamp dovrebbero garantire l'impossibilità di risalire al voto: un miraggio per i moduli digitali comunemente usati.
·    Integrità e conservazione dei dati: Le sessioni dovrebbero garantire l'immodificabilità dei risultati, tracciature dettagliate, disconnessioni automatiche per inattività ed esportazione immediata di verbali associati ai metadati di autenticità.
E ci limitiamo alle questioni più macroscopiche.
Così non solo Collegi Docenti, ma anche scrutini e Consigli di Classe sono a rischio.
Senza il rispetto di questi requisiti, ogni delibera diventa carta straccia. Il rischio concreto è la paralisi dell'operato scolastico: dai Collegi Docenti ai Consigli di Classe fino agli scrutini. Un’arma in più fornita a chiunque intenda contestare o ricorrere contro le decisioni della scuola.
Comprendiamo la frustrazione dei lavoratori stretti tra stipendi inadeguati e il peso di riunioni infinite o adempimenti burocratici inutili. Ma la risposta non può essere la resa alla tecnocrazia da remoto. La vera soluzione è restituire agli Organi Collegiali la loro vera funzione politica e didattica, rivendicando la centralità del lavoro educativo nei luoghi fisici della scuola.