Mobilità: ancora troppi colleghi in esilio al Nord, subito intervento sugli organici.

Nazionale -

La mobilità 2019/2020 ha nuovamente deluso le grandi attese dei docenti esiliati, costretti ancora una volta a restare al Nord Italia a causa della legge 107 e di un contratto sulla mobilità che negli anni futuri li penalizzerà ancora di più, con aliquote sempre più basse.
USB scuola ha sempre messo al centro della propria iniziativa sindacale la questione dei docenti esiliati, auspicando in tutti gli incontri istituzionali la necessità di un intervento sull’organico di fatto, con un forte investimento da parte di Miur e Mef per la definitiva trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto.
USB sostiene le manifestazioni del 5 Luglio in tutta la penisola italiana, nella convinzione che la scuola pubblica statale necessiti finalmente di un organico stabile con cui garantire al sud Italia sempre più tempo pieno e docenti stabili, e non il gioco annuale delle assegnazioni provvisorie che poi garantisce ad una parte degli esiliati di tornare per un anno, e che la guerra tra docenti di ruolo e precari sia solo funzionale alle politiche di devastazione della scuola pubblica statale.
In questi giorni abbiamo sentito le corporazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil esprimersi a favore degli esiliati, dopo aver loro stessi firmato un contratto sulla mobilità che penalizza proprio sugli esiliati, a testimoniare che ormai il loro sport preferito è prendere in giro i lavoratori della scuola.
USB auspica che questo governo, nei prossimi mesi, metta fine a questo triste lascito del governo di Renzi, ritornando finalmente ad investire nella scuola pubblica statale e nella stabilita lavorativa dei docenti.

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