Non ci vuole un Draghi per capire che la scuola senza investimenti seri sarà sempre nel caos!

Nazionale -

Le vacanze di Natale si sono concluse. In conferenza stampa Il primo ministro Draghi insieme con il ministro Bianchi ha rassicurato chi ha voluto crederci del fatto che la scuola ha riaperto senza difficoltà.

La realtà è ben diversa.

Il livello dei contagi da Covid è molto alto e numerosissimi sono gli studenti, i docenti e il personale ATA in isolamento. Non si riesce a sostituire il personale con i supplenti, anche e soprattutto perché per chiamare un sostituto nella scuola, il docente deve assentarsi 10 giorni almeno. Inoltre, il sistema sanitario allo stremo non riesce a produrre le documentazioni di guarigione nei tempi corretti, aggiungendo difficoltà alle difficoltà. Le mascherine FFP2 vengono fornite con il contagocce al personale che provvede ad acquistarle a proprie spese, cercando di reperirle a prezzo calmierato e vivendo la stessa odissea della prima ondata, quando anche le mascherine chirurgiche erano introvabili.

Nelle scuole di secondo grado in particolare, la verifica di chi può stare in classe e chi deve andare in DaD viene addossata ai docenti coordinatori di classe, o peggio a “quelli della prima ora”, quando invece si tratta di una mansione di grande delicatezza e alta responsabilità per la quale non è stata prevista una formazione specifica sul trattamento dei dati sanitari dei minorenni, né tantomeno una compensazione economica. Nelle scuole primarie e di I grado regna il caos sulle mense e i distanziamenti necessari e quasi impossibili da tenere, visti gli spazi.

In tutto questo si inseriscono le ordinanze regionali e comunali più caotiche: fino a domenica sera in Sicilia non si capiva se lunedì mattina le scuole sarebbero state aperte o chiuse (vedi https://sicilia.usb.it/leggi-notizia/apro-non-apro-la-scuola-siciliana-nel-caos-2311.html ) e ovunque in Italia l’unica soluzione ai problemi sembra la DaD per tutti, come se la didattica a distanza non abbia già creato abbastanza problemi sociali, psicologici e di apprendimento in questi due anni.

USB Scuola ribadisce che la situazione che stiamo vivendo è frutto esclusivo dell’inerzia dei governi che negli ultimi due anni non hanno fatto nulla per adeguare gli edifici scolastici alle reali necessità (anche pre-pandemia); per assumere personale docente e ATA riducendo in questo modo il numero di alunni nelle classi; per migliorare e rafforzare i mezzi di trasporto pubblico (a Milano ad esempio l’azienda di trasporti ha ulteriormente ridotto le corse a causa dei contagi tra il personale, trasformando i mezzi in circolazione in carri bestiame); per risollevare il sistema sanitario nazionale che si ritrova con operatori ormai allo stremo.

USB Scuola chiede al governo provvedimenti immediati e immediatamente finanziati per:

•             fornire gratuitamente mascherine FFP2 a tutto il personale della scuola e agli studenti,

•             rinnovare i contratti di tutti i cosiddetti “supplenti covid”, docenti e ATA, fino al 30 giugno, restituendo dignità al lavoro e ai lavoratori,

•             dotare tutte le aule di tutte le scuole di impianti di rilevazione della qualità dell’aria al fine di ridurre i disagi e assicurare la salubrità degli ambienti di studio e di lavoro,

•             reperire nuovi spazi in previsione di un piano di edilizia scolastica adeguato e risolutivo dei problemi strutturali che da decenni affliggono il luogo in cui studenti e lavoratori trascorrono la maggior parte della loro giornata e che, anche prima del 2020, rischiava costantemente di cader loro sulla testa (come purtroppo avvenuto troppo spesso),

•             assumere immediatamente tutti i docenti precari con almeno tre annualità di servizio e predisporre un piano assunzionale che metta fine all’annoso ed indecoroso (per lo Stato) precariato di almeno 150.000 lavoratrici e lavoratori ogni anno,

•             aumentare i contingenti attuali di almeno 30.000 unità di personale ATA con assunzioni straordinarie immediate per far fronte alle necessità emergenziali e strutturali.

USB Scuola continua a battersi perché la scuola sia un luogo di lavoro, di formazione e di cultura sicuro e garantito. Per farlo, sempre meglio, invitiamo a candidarsi con USB Scuola alle prossime elezioni RSU compilando il form a questo link https://scuola.usb.it/rsu-2022-scuola-domanda-di-autocandidatura.html per iniziare un percorso comune sempre più condiviso