NON È UNO SCHERZO: SIGLATO IL CONTRATTO SULLE UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI PROVVISORIE PER IL 2012-2013

Nazionale -

Il contratto, sebbene pronto da giugno, è stato siglato il 23 agosto, quando ormai ovunque erano uscite le graduatorie per le assegnazioni provvisorie. La Funzione Pubblica non voleva dare l'assenso al contratto (come era previsto, del resto) in quanto nella preintesa figurava il ritorno di alcune prerogative di contrattazione RSU, precedentemente messe in discussione dalla Lege Brunetta.

In questo modo, tutti coloro che si sono dovuti avvalere di queste procedure lo hanno dovuto fare alla cieca, senza una normativa di riferimento.

Si tratta di un Contratto che affronta un tema molto delicato, specie quest'anno, sia perchè in gioco c'è tutta la partita delle utilizzazioni per le migliaia di docenti dichiarate in esubero, sia perchè quest'anno scatta il “confino” di 5 anni senza poter chiedere trasferimento o assegnazione provvisoria per quanti siano stati immessi in ruolo con decorrenza dal 1 settembre 2011.

Alla fine il Contratto non contiene le garanzie richieste per il ritorno delle materie di contrattazione in mano alle RSU (in particolare ci si riferiva all'assegnazione del personale ai plessi). I sindacati collaborazionisti hanno però firmato e hanno giustificato la firma “postuma” con la necessità di avere un contratto anziché, come lo scorso anno, un'Ordinanza Ministeriale unilaterale. Questa motivazione non si regge in piedi. Intanto, avere un contratto a operazioni ormai concluse non serve a nulla e poi, un'Ordinanza Ministeriale illegittima può essere impugnata dinanzi al tribunale amministrativo, mentre per un Contratto iniquo i giochi si complicano. Dicono comunque che approvano il contenuto del Contrattocosì com'è (e allora perchè non firmarlo a giugno?), nonostante ribadisca il “confino” per 5 anni dei neo immessi in ruolo. Durante tutta l'estate siamo stati sommersi da richieste d'aiuto di lavoratrici e lavoratori con gravi problemi dovuti alla necessità, ad esempio, di assistere figli, genitori anziani, coniugi invalidi, ma a questi colleghi il Contratto siglato a fine agosto non dà risposte.

I collaborazionisti dicono poi che, sebbene il Contratto non contenga le garanzie richieste, hanno firmato solo dopo che il MIUR ha accettato di emanare una dichiarazione congiunta che fa salve tutte le materie di contrattazione previste dal contratto nazionale di lavoro (compreso i criteri di assegnazione ai plessi). Poveri ingenui! Quando a settembre si apriranno i contenziosi nelle scuole tra RSU e dirigenti che si rifiutano di affrontare la contrattazione sugli argomenti cassati dalla Brunetta, in sede giudiziaria una dichiarazione congiunta MIUR-sindacati non varrà il prezzo della carta su cui è scritta, ma farà fede solo il Contratto del 23 agosto.

C'è poi un ultimo capitolo della tormentata contraddizione dei collaborazionisti: la richiesta di dare seguito all'accordo del 3 maggio! Ricordate? Sbandierarono quell'accordo come la panacea di tutti i mali perchè ribadiva un generico ruolo delle RSU e concedeva ai sindacati di cogestire il licenziamento dei lavoratori in esubero. Lo stesso accordo prevedeva però una “riorganizzazione” della pubblica amministrazione, con accettazione totale della Spending review e la firma dei collaborazionisti ha significato un placet che ha spianato la strada ai provvedimenti di quest'estate e a quelli che verranno nei prossimi mesi: la fine dello Stato sciale in questo paese.


In sintesi, vorremmo limitarci a dire che la vicenda del Contratto su utilizzazioni e assegnazioni provvisorie sancisce la semplice inutilità dell'azione di Cisl, Uil, Cgil, Snals e Gilda. Purtroppo invece, come spiegato, le loro azioni comportano, ancora una volta, danni per i lavoratori.


L'ultima riflessione riguarda il MIUR che, come tutto il governo Monti, continua a dare prova di incapacità ed inefficienza e ad approfittare della complessità del sistema scuola per “prendere per la gola” i lavoratori e continuare a perseguire i propri poco edificanti scopi di precarizzazione e svendita della scuola pubblica. E' ora di mandarli a casa!


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