Suicidio di una studentessa a Catania: quello che e' accaduto a Claudia non è né una fatalità, né un caso limite, né un caso privato
Il bullismo non è un problema scolastico. Il bullismo è un problema che riguarda anche la scuola come riguarda tantissimi aspetti e luoghi di questa societa' di stampo neoliberalista.
Il bullismo, in tutte le sue sfaccettature, dalle scuole alle fabbriche, dai luoghi pubblici ai condomini, si nutre di vittime e di complici, di denunce e di omissioni.
Quindi, quello che è accaduto a Catania, a Claudia non è né una fatalità, né un caso limite, né un caso privato.
Claudia, una studentessa che frequentava il quarto ginnasio presso il Liceo Cutelli, si è tolta la vita buttandosi dal 7° piano della sua abitazione perché - come denunciano le studentesse e gli studenti scesi oggi in piazza - "vittima di bullismo e di mancanza di ascolto...e non è morta solo per un suo dolore privato, ma per un sistema che ogni giorno le ha tolto l’aria. Il sistema scolastico ritiene che i nostri problemi siano fatti individuali, personali, da affrontare singolarmente con uno psicologo privato, a pagamento. Ha fatto propria la logica che ci vuole tutti vincenti, dritti, anche se tu ti stai spezzando dentro. I problemi e le debolezze sono considerati come una vergona che ti devi tenere dentro".
Invece di ascoltare, di avviare l'educazione sessuo-affettiva, di rendere la scuola pubblica inclusiva, aperta al territorio, la scuola del merito di Valditara avanza progetti che mirano solo al controllo disciplinare, al credere-obbedire-studiare, a fare della scuola un'azienda e "un luogo dove devi annullare te stesso perché altrimenti diventa una fabbrica che produce infelicità".
La scuola è anche un luogo dove dovrebbe essere attivo il "Contesto Normativo e Scolastico (2025-2026)" che obbliga le scuole a prevenire e monitorare atti di bullismo; segnalare episodi ai referenti bullismo/cyberbullismo della scuola (docenti, dirigenti, personale ATA), e l'omissione può comportare sanzioni per il personale scolastico.
La scuola pubblica non è un'azienda, non è una caserma.
Occorre invece ascolto diretto, avvio dell' educazione sessuo-affettiva.
Rendere la scuola pubblica inclusiva e aperta al territorio.
USB Scuola Catania