REGGIO EMILIA: GLI ISCRITTI AI PAS SI RIBELLANO - GIOVEDI' 27 FEBBRAIO USB MANIFESTERA' CON I PRECARI ALL'UFFICIO SCOLASTICO

Nazionale -

ENNESIMO SFRUTTAMENTO DEL PRECARIATO!

OLTRE AL DANNO PURE LA BEFFA!

Il precariato nella scuola statale, tra ferie non pagate, stipendi in ritardo e continui corsi a pagamento, si conferma uno dei fenomeni più stabili della pubblica amministrazione, nel segno costante dello sfruttamento e dell'umiliazione della dignità umana e professionale di centinaia di migliaia di persone.

Il sangue dei precari della scuola italiana risulta essere particolarmente dolce per tutta una serie di bande di affaristi che sulla pelle di questi lavoratori hanno costruito e continuano a costruire fortune faraoniche. Basti pensare alle Università statali che in questi anni hanno tenuto SSIS, SOS, TFA, PAS etc., alle presunte Università telematiche che danno punti, agli studi di avvocati che nascono come funghi sulle microvertenze dei singoli precari spesso costretti a farsi ricorso tra loro, ai sindacati di Stato e di regime che al posto di lottare per la stabilizzazionedi tutti i precari della scuola e contro i continui percorsi abilitanti (sempre più costosi e sempre meno utili per i precari) ed i nuovi concorsi organizzano, dietro pagamento, i soliti corsi di formazione al test di ammissione!

Nonostante l'ennesimo sacrificio economico estorto ai precari attraverso i PAS (dai 2000 ai 3000 euro per frequentare un corso) gli atenei -col silenzio assenso del MIUR -sono intenzionati ad organizzare i corsi senza tenere minimamente conto dei tempi di lavoro e del pendolarismo di questi docenti, a quanto pare, ignorato al pari del fatto che molti diessi svolgono anche il servizio in più istituti. Si arriva persino a supporre che un lavoratore possa attraversare mezza regione Emilia Romagna in meno di un'ora.

Non solo il baronato accademico continua a lucrare sulla pelle dei precari in cambio di una formazione spesso lontana anni luce della realtà scolastica, ma lo fa anche con arroganza, insinuando nei docenti –nel silenzio anche delle varie periferie amministrative del MIUR - il dubbio amletico di scegliere fra l'attuale lavoro precario e la possibilità di frequentare un corso, comunque non risolutivo per la loro condizione lavorativa ed esistenziale.

Chiediamo pertanto all'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna:

.di sollecitare al MIUR un intervento sugli atenei per un orario delle lezioni compatibile con quello di servizio dei docenti. Le lezioni non possono cominciare alle 14! Devono partire almeno un'ora dopo!

.di verificare se tutte le università abbiano previsto la parte di attività di studio, ivi comprese le attività in modalitàe-learning,come prevede il Decreto Dipartimentale n. 45/13.

.un atteggiamento di maggiore comprensione da parte dei dirigenti scolastici verso questi lavoratori durante gli impegni pomeridiani.

PRESIDIO GIOVEDI’27 FEBBRAIO 2014 ALLE ORE 15.00

DAVANTI ALLA SEDE DELL’UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE,

VIA MAZZINI 6 - REGGIO EMILIA

 

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