Riuscite le manifestazioni di Modena e Reggio Calabria la lotta non si ferma. Assemblee il 22 marzo a Benevento e il 24 marzo a Roma

Nazionale -

I precari gridano a gran voce "No alla distruzione della Scuola Statale"
e si organizzano per lo sciopero degli scrutini. La Solidarietà dei ricercatori dell'ISPRA

Il 18 marzo a Modena i precari assediano il provveditorato
http://precariscuolamodena.wordpress.com

il 20 marzo a Reggio Calabria i precari in Assemblea in piazza
http://cpsrc.wordpress.com

 

 

la solidarietà è contagiosa

il messaggio dell'ISPRA (allegato)

il messaggio dei reggini ai colleghi di Modena e di Benevento (allegato)

 

 

 

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21 marzo 2010 - Reggio Tv

Nuova protesta in piazza per i precari della scuola
di Mario Meliadò
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Reggio Calabria. Dal Comitato precari della scuola di Reggio a qualche collega di Catania (presente almeno nello spirito, diciamo così), dagli esponenti del Partito comunista dei lavoratori – presenti in segno di solidarietà e vicinanza – ai massimi vertici regionali e nazionali di Rdb-Cub: poche persone, ieri davanti al Teatro comunale "Cilea", a lottare però per le rivendicazioni di migliaia di docenti espulsi dal Pianeta Lavoro in tutt’Italia. E con un pregiudizio particolarmente grave dei livelli occupazionali nel nostro territorio provinciale e regionale. Tra i presenti, anche Barbara Battista, del coordinamento nazionale Rdb-Cub: <Non è vero che i soldi non ci sono! – ha protestato l’aggueritissima sindacalista –, anzi proprio su questo punto sarebbe di peculiare interesse ‘scoprire’ dove sono finiti e come vengono effettivamente utilizzati i fiumi di denaro accantonati a livello statale per la formazione… e, le assicuro!, sono molti, molti soldi>. In tanti, comunque, con slogan e cori (anche urlati al megafono), vignette satiriche e striscioni, hanno evidenziato l’assoluta <assurdità>, nella loro opinione, di una serie di provvedimenti volti in sostanza <non a razionalizzare, ma a chiudere la Scuola>. E da più parti è stato sottolineato come il dimensionamento scolastico abbia in realtà <avuto inizio fin dai tempi in cui ministro di settore era Luigi Berlinguer>, ma pure che <questa è solo l’ennesima dimostrazione contro il Governo, indipendentemente dal suo colore politico: ne abbiamo fatte tante, contro governanti purtroppo d’ogni partito e coalizione… e abbiamo la netta impressione che questa non sarà l’ultima>.


21 marzo 2010 - Il Quotidiano

Manifestazione di protesta a piazza Italia del comitato dei precari della scuola
No alla svendita della cultura
«Dopo vent’anni di lavoro e in età avanzata ci ritroviamo senza futuro»
di FABIANO POLIMENI

Reggio Calabria - PIÙ che una riforma epocale, si potrebbe parlare di svendita epocale. Svendita della cultura, della formazione, degli investimenti nel sapere. Per gridare forte l'insostenibilità della propria condizione, ieri i precari della scuola calabresi e siciliani, si sono ritrovati in piazza. Una piazza che ha voluto comunicare come sia a rischio il futuro della società, ancor prima della loro condizione di lavoratori precari. La manifestazione organizzata dal Comitato Spontaneo Precari della Scuola, insieme al sindacato di base RdB Scuola, ha lanciato un allarme e delle proposte. Giovanni Portas traccia l'identikit del precario, delle situazioni più gravi: «Parliamo di persone di mezza età, con 20 anni di precariato alle spalle, di sacrifici, spesso persone del sud costrette a partire per fare qualche supplenza. Oggi non hanno soluzione, perché il salva precari non copre tutti». Di fronte ad un ministero sordo alle richieste del mondo dei precari della scuola, la realtà che si prospetta è cruda e allarmante, «si preclude la didattica, è di questo che parliamo: non tutti riusciranno a seguire le lezioni con la concentrazione di trenta e più alunni in una classe dove prima erano in venti; abbiamo realtà dove il tradizionale orario di scuola è saltato, ragazzi che cambiano classe per mancanza di insegnanti» conclude Portas. Se a Reggio, per il momento, si manifestano i propri diritti in piazza, in altre realtà si è pensato di occupare il provveditorato agli studi per una maggiore incisività della protesta. Per evitare un'istruzione di serie A e di serie B, la proposta concreta dei manifestanti è in sé semplice, come sostiene Barbara Battista, giunta da Roma in rappresentanza del coordinamento nazionale del sindacato RdB Scuola. «E’ molto semplice, a fronte dei dati del Ministero che parlano di 300 mila insegnanti in pensione tra il 2005 e il 2013, chiediamo di assumere tutti i precari che sono dentro. Un ruolo anche da parte della Regione Calabria, proponiamo di avere accesso agli atti per capire dove vanno a finire i fondi europei, che vengano usati per fare contratti statali ai precari». La protesta veemente è quella di chi si ritiene una risorsa valida, che «vuole uscire dal precariato perché non diventi questa una situazione stabilizzata, realtà alla quale ci vogliono costringere». Se c'è chi confida ancora in una soluzione da parte del ministero, Pino Siclari appare pessimista, «in questo quadro politico la situazione dei precari è irrisolvibile. Per di più con il rischio che anche chi oggi è stabile, diventi precario. In una campagna elettorale di promesse di lavoro, nessuno è qui a manifestare al fianco di questa gente». La svendita è iniziata. Ricerca, università e cultura sul banco delle merci.



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