Sempre meno collaboratori scolastici, la scuola alla deriva

Nazionale -

Sono anni che USB Scuola denuncia la carenza di personale ATA nelle scuole. Un trend iniziato durante il ministero Gelmini che fra il 2008 ed il 2012 con la legge 133/2008 ha ridotto il personale non docente della scuola di ben 45.000 unità e continuato in questi anni con la sistematica riduzione degli organici ATA.
Oggi, la legge di bilancio del 2024 decreta il taglio di ulteriori 2174 collaboratori scolastici.  Ancora una volta a pagare il prezzo dei mancati investimenti sulla scuola sono i collaboratori scolastici che vedono aumentare esponenzialmente i carichi di lavoro senza registrare un aumento adeguato di salario. Ultimi nella scala dei livelli stipendiali (gli aumenti medi  contrattuali per il 2025/27 sono stati fra gli 85 e i 110 euro lordi), con salari che sono nettamente insufficienti a coprire le spese di una famiglia media, non essendo adeguati all'aumento dell'inflazione e di conseguenza del costo della vita.
Ma non saranno solo i lavoratori a pagare il prezzo di questa ulteriore riduzione di personale, pagheranno anche studenti e famiglie. Meno collaboratori scolastici vuol dire scuole meno sicure e minor vigilanza, proprio nel ciclo scolastico più delicato, in un momento di grandi fragilità educativa e di crescita per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Una figura non giudicante come per decenni è stata quella del "bidello" a volte può fare la differenza nel rapporto delicato con i giovani.
Scuole meno pulite e di conseguenza meno accoglienti. Numerose inchieste hanno sottolineato proprio in questi giorni la fatiscenza degli edifici scolastici, i numerosi crolli, gli interventi iniziati e mai finiti, la gestione di appalti dati poi a sub appalti e cosi via come se i fondi per le ristrutturazioni delle scuole altro non fossero che una mucca da mungere. In questa situazione strutturale se si va a ridurre ancora il personale per le pulizie la conseguenza sarà quella di avere scuole ai limiti del decoro, violando così anche il diritto degli studenti a vivere in ambienti puliti, dignitosi e, perché no, anche belli.
Ultimo, ma non ultimo per importanza, la violazione dei diritti all'assistenza degli alunni con disabilità. La figura di operatore scolastico che doveva garantire una assistenza più qualificata si è rivelata un grande bluff, una graduatoria morta da cui non si attinge personale in più per garantire il minimo agli alunni in difficoltà. Un problema già molto sentito nelle scuole superiori, che spesso hanno una assistenza ridotta all'osso, e nelle quali una riduzione del personale dovrebbe mettere in allarme anche le famiglie.
USB scuola chiede:
•    Un nuovo decreto che riveda la legge di bilancio.
•    Un piano assunzionale per il personale ATA che veda unificato l'organico di fatto con l'organico di diritto.
•    Il rispetto dei parametri  per la stabilizzazione dei precari come afferma la sentenza della Corte di giustizia europea, eliminando quell'abuso dei contratti precari che è stato fino ad ora fatto nei confronti dei lavoratori precari.
•    Aumenti salariali dignitosi che portino gli stipendi almeno a 1500 euro di base.
•    Buoni pasto a fronte di un allungamento degli orari di apertura delle scuole tutti gli ordini e gradi.
Costruiamo un percorso di lotta per rivendicare i nostri diritti!
Solo uniti si vince!