SOLIDARIETÀ A GIORGIO CREMASCHI: LA LIBERTÀ DI CRITICA NON SI QUERELA

Nazionale -

USB Scuola esprime la propria piena solidarietà a Giorgio Cremaschi, oggetto di una denuncia penale e di un’azione civile promosse dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in relazione alle sue dichiarazioni sulle politiche del Ministero nei confronti degli studenti palestinesi.

Le parole di Cremaschi esprimono una posizione che USB Scuola condivide e che abbiamo assunto pubblicamente da tempo: la scuola italiana non può diventare luogo di schedatura, discriminazione o silenziamento del dissenso, né può essere sottratta al confronto politico e civile sulle responsabilità del governo italiano di fronte a quanto accade in Palestina.

Per questo consideriamo particolarmente grave che la risposta del ministro a una critica politica sia il ricorso agli strumenti giudiziari, con una denuncia penale e una richiesta di risarcimento.

Non è soltanto Giorgio Cremaschi a essere chiamato in causa. È il diritto di criticare pubblicamente l’operato di un ministro, di contestarne le politiche e di organizzare il dissenso che viene messo sotto pressione.

USB Scuola non si farà intimidire.

Siamo stati tra le organizzazioni che hanno denunciato la gravità della richiesta del Ministero di rilevare la presenza degli studenti palestinesi nelle scuole italiane. Abbiamo contestato allora, e contestiamo oggi, ogni tentativo di introdurre nella scuola distinzioni fondate sulla nazionalità o sull’origine degli studenti.

Allo stesso modo, contestiamo il nuovo limite del 30% agli studenti con cittadinanza non italiana previsto dal decreto scuola. Non si combattono le disuguaglianze separando gli studenti sulla base della cittadinanza. Si investe nella scuola pubblica, negli organici, nella mediazione linguistica, nel diritto allo studio e nella qualità dell’istruzione.

Queste misure si inseriscono, a nostro giudizio, in una trasformazione della scuola che restringe gli spazi di partecipazione e di dissenso e introduce una concezione sempre più gerarchica, selettiva e discriminatoria dell’istruzione pubblica.

USB Scuola rivendica il diritto di contestare apertamente le politiche del Ministero, di denunciare ogni forma di discriminazione e di schierarsi contro la guerra, contro il genocidio a Gaza e per il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo. La critica all’azione di governo è un diritto, il dissenso non è un reato, la solidarietà alla Palestina non si denuncia.

Per questo siamo al fianco di Giorgio Cremaschi.

Non ci intimidiscono le denunce e le richieste di risarcimento. Continueremo a prendere parola, a mobilitarci e a portare nelle scuole e nelle piazze la nostra opposizione alle politiche discriminatorie e autoritarie del Ministero Valditara.

USB Scuola