Tagli e dimensionamento scolastico. Il Governo commissaria quattro Regioni.
Il Governo italiano ha deciso di commissariare quattro Regioni per la mancata approvazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica in vista dell’anno scolastico 2026/2027. La Toscana, l'Emilia-Romagna, l'Umbria e la Sardegna. Si tratta di una scelta fondata sui rigidi criteri del PNRR e sulla riduzione delle autonomie scolastiche.
Il commissariamento rappresenta un atto grave e autoritario che conferma una gestione della scuola pubblica statale ridotta a problema contabile, piegata a logiche puramente numeriche ed economiciste.
USB Scuola denuncia con forza le responsabilità del Governo, ma respinge ogni tentativo del Partito Democratico di presentarsi come semplice vittima di questo processo. La responsabilità del Governo è evidente: il commissariamento cancella il confronto democratico, svuota le autonomie scolastiche e territoriali e impone dall’alto politiche di riduzione e accorpamento che colpiscono scuole, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, famiglie, in particolare nei territori più fragili e svantaggiati. Ma il Partito Democratico non può chiamarsi fuori dalla realtà. Le politiche di dimensionamento, razionalizzazione e riduzione della spesa per l’istruzione non nascono oggi né sono una esclusiva dell’attuale Governo. Quando ha governato il Paese e molte Regioni del Paese, il cosiddetto campo largo ha costruito e legittimato l’impianto politico che oggi produce questi effetti: una visione aziendalistica della scuola, fondata su parametri numerici, accorpamenti ed efficientamento della spesa; riforme che hanno progressivamente indebolito la scuola pubblica statale, riducendo organici, autonomie reali e presenza nei territori; pieno allineamento alle politiche europee di austerità che hanno trasformato l’istruzione da diritto universale a costo da contenere. Mai si è vista una reale opposizione alla logica dei tagli, spesso giustificati come inevitabili o tecnici.
Le Regioni governate dal PD e dal campo largo hanno quindi una responsabilità politica diretta: negli anni hanno scelto di muoversi dentro lo stesso quadro che oggi dichiarano di contrastare, limitandosi a una contrapposizione formale e giuridica al Governo.
Noi vogliamo stare dalla parte della scuola pubblica statale come istuzione finalizzata alla crescita e all'emancipazione dei giovani. Ribadiamo pertanto che oggi la responsabilità politica immediata dello sfacelo che osserviamo quotidianamente ricade sul Governo Meloni e sul Ministro Valditara, protagonisti di una vera offensiva contro la scuola pubblica statale: una concezione autoritaria e centralista dell’istruzione, dimostrata dall’uso del commissariamento come strumento politico, una visione ideologica e reazionaria della scuola, una gestione ragionieristica e punitiva caratterizzata da tagli, accorpamenti e disinteresse per le condizioni di lavoro di docenti e ATA.
Il commissariamento non è un atto tecnico, ma una scelta politica precisa.
USB Scuola si opporrà con determinazione a queste politiche.
Non accetteremo commissariamenti, tagli e imposizioni dall’alto.
Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia e il futuro del Paese.