USB E I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO

In allegato foto di Villa San Giovanni (RC) di Aldo Valenti

Reggio Calabria -

Durante la manifestazione contro i tagli alla scuola di domenica 12 settembre, 600 lavoratori e attivisti dell’USB hanno bloccato per protesta l’accesso ai traghetti sul versante calabrese.

Anche dall’altra parte dello stretto, a conclusione di un folto corteo di alcune migliaia di lavoratori con la partecipazione di USB Pubblico Impiego, è stato bloccato l’imbarco dei traghetti.

E’ questo non più un gesto di disperazione individuale, come erano stati i casi dei lavoratori entrati in sciopero della fame, ma il segno della forza e della determinazione dei lavoratori della scuola che intendono difendere i propri posti di lavoro e la scuola pubblica.

La protesta chiaramente non intendeva colpire chi aveva necessità di utilizzare i traghetti. Siamo anzi consapevoli che solo connettendo tutte le lotte dei lavoratori otterremo dei risultati.

 


Il 13 settembre si svolgerà l’incontro tra il presidente della regione Calabria e i delegati dell’USB e dei precari che, forti delle mobilitazioni fin qui organizzate, rivendicheranno un intervento reale e serio della regione per affrontare l’emergenza dei tanti colleghi rimasti senza posto di lavoro.

 

Il prossimo passo sarà l’Assemblea Nazionale di tutti i precari, in programma per il 25 settembre a Roma.

 

In quella sede si elaborerà il percorso necessario per unire le diverse mobilitazioni nel segno di una piattaforma comune e chiara per contrastare la privatizzazione della scuola e ottenere l’assunzione di tutti i precari, senza se e senza ma.

 

 

 

 

 


13 settembre 2010 - Adnkronos

SCUOLA: PRESIDENTE REGIONE CALABRIA INCONTRA PRECARI,
A BREVE UN TAVOLO TECNICO

Reggio Calabria, 13 set. - (Adnkronos) - Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha ricevuto a palazzo Campanella i lavoratori precari della scuola rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori, informa una nota dell'ufficio stampa, con il governatore erano presenti il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, l'assessore regionale all'Istruzione Mario Caligiuri ed il Direttore generale dell'Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, Scopelliti ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, è stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato «Una scuola per la democrazia» si prevede l'occupazione di circa mille docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. Si tratta, spiegano dalla Regione, di nuovi interventi per migliorare la qualità dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilità di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attività scolastiche della regione potrà avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza.«La Regione - ha ricordato Scopelliti - ha destinato sette milioni di euro per queste iniziative progettuali». Nel corso dell'incontro è stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. «Siamo inoltre disponibili - ha concluso il presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi». Scopelliti si è detto inoltre disponibile a rappresentare, con il direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si è soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volontà dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Asca

CALABRIA/SCUOLA: SCOPELLITI, 7 MLN PER INIZIATIVE PROGETTUALI

(ASCA) - Catanzaro, 13 set - ''La Regione ha destinato 7 milioni di euro per iniziative progettuali nella scuola''. Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che ha ricevuto, a palazzo Campanella di Reggio Calabria, i lavoratori precari della scuola, rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - con il Governatore, erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico, l'Assessore regionale all'Istruzione, Mario Caligiuri ed il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico regionale, Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il Presidente ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, e' stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il Ministro Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato ''Una scuola per la democrazia'' si prevede l'occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualita' dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilita' di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attivita' scolastiche della Regione potra' avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. Nel corso dell'incontro e' stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. ''Siamo inoltre disponibili - ha concluso il Presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi''. Scopelliti si e' detto anche disponibile a rappresentare, con il Direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al Ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si e' soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volonta' dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Il Giornale di Calabria

Scopelliti dalla parte dei precari della scuola
Il presidente della Regione ha ricevuto a Palazzo Campanella i lavoratori rappresentati dai sindacati Rdb Usb

REGGIO CALABRIA - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha ricevuto a palazzo Campanella a Reggio Calabria i lavoratori precari della scuola rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori - informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale - con il Governatore, erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, l’Assessore regionale all’Istruzione Mario Caligiuri ed il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il Presidente ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, è stata la prima regione d’Italia a sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Ministro Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato "Una scuola per la democrazia" si prevede l’occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualità dell’istruzione attraverso l’impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell’anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilità di stipulare lo stesso contratto per l’anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attività scolastiche della Regione potrà avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. "La Regione - ha ricordato Scopelliti - ha destinato 7 milioni di euro per queste iniziative progettuali". Nel corso dell’incontro è stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. "Siamo inoltre disponibili - ha concluso il Presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi". Scopelliti si è detto inoltre disponibile a rappresentare, con il Direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al Ministro Gelmini. Al termine della riunione l’assessore Mario Caligiuri si è soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volontà dell’ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Quotidiani locali rete Repubblica

Precari in rivolta, Stretto bloccato
In 4mila fermano navi e treni. Oggi in classe tra le proteste in 9 regioni Il ministro conferma: in otto anni saranno assorbite 220mila persone «Il caso Adro? Sindaco estremista»
di MARIA ROSA TOMASELLO

MESSINA - «Vogliamo una sola disoccupata, Gelmini licenziata». Accompagnata da slogan contro il ministro dell’Istruzione, al ritmo di urla e fischietti, la rabbia dei precari della scuola ha paralizzato ieri i collegamenti sullo Stretto di Messina. Quattromila sulla sponda siciliana (2500 secondo la questura), trecento sul fronte calabrese, a Villa San Giovanni, hanno bloccato traghetti e circolazione stradale e ferroviaria per l’intera mattina, sciogliendo i blocchi poco dopo le 16, con 25 manifestanti denunciati dalla polizia dopo alcuni momenti di tensione. «La grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese» hanno detto, chiedendo il ritiro della legge Gelmini che cancella 130 mila posti tra docenti e personale Ata.
Dopo essersi radunati attorno alle 11 nel centro di Messina, sorvegliati da un numero imponente di agenti, i manifestanti si sono diretti verso gli imbarchi delle Ferrovie delle Stato e, dopo aver superato il cordone della polizia, hanno raggiunto una delle sei invasature della stazione marittima, impedendo alla nave «Riace» di salpare. Solo dopo le 13, i precari hanno lasciato il molo, per dirigersi verso la stazione, dove hanno bloccato per un’ora e mezza il transito dei treni, bloccando due convogli provenienti da Torino. Sulla sponda opposta, i colleghi arrivati da Puglia, Basilicata e Campania si sono mossi in corteo nell’area degli imbarcaderi, interrompendo temporaneamente con un sit-in la circolazione delle auto dirette e provenienti dalla Salerno-Reggio Calabra. «Lo scorso anno 20 mila preari sono rimasti senza contratto, altri 25 mila quest’anno: chiediamo la riapertura del turn-over» hanno detto i rappresentanti della Cgl-Flc, che assieme a Cobas, sindacato Rdb ed esponenti dell’opposizione hanno sfilato assieme agli insegnanti in lotta.
Ai manifestanti ha replicato il ministro Mariastella Gelmini: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno» ha detto, confermando che nell’arco di otto anni, grazie ai pensionamenti (21 mila l’anno) e a nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato.
Ieri, intanto, Gelmini ha preso le distanze dall’iniziativa del sindado leghista Oscar Lancini, che ha fatto del nuovo polo scolastico di Adro, in provincia di Brescia, un tempio della Lega, tappezzando banchi e pareti del simbolo celtico del «sole delle Alpi»: «Un estremismo che non condivido» ha detto.
Studenti e precari si preparano oggi a nuove proteste. Nel giorno in cui si torna a scuola in nove regioni (Calabria, Friuli, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta, oltre a Bolzano), Rete degli studenti e Unione degli studenti annunciano azioni in tutta Italia: in programma sit-in e flash mob (eventi in cui gruppi di persone si riuniscono e mettono in atto una performance). Nel pomeriggio è prevista una grande manifestazione a Roma davanti al ministero dell’Istruzione.


13 settembre 2010 - Il Giornale di Vicenza/Brescia Oggi/L'Arena

SCUOLA. Docenti e Ata manifestano a Messina contro i tagli. Nove regioni tornano in classe
I precari sullo Stretto bloccano i traghetti
Solidarietà da sindacati e opposizioni che chiedono il ritiro del ddl
La Gelmini ribadisce: «L’unica soluzione è il numero programmato»

MESSINA - Mentre gli studenti di nove regioni da oggi tornano in classe, molti dei loro insegnanti e del personale non docente hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l’insistenza di Dario Franceschini, e ieri era di nuovo lì, tra i quattromila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini.
Dall’altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani («Vogliamo una sola disoccupata, Gelmini sei licenziata»), che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un’ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma le forze di polizia hanno denunciato 25 precari e ne stanno identificando altri.
I manifestanti si sono dati appuntamento per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane: «Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall’anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell’opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
«Per risolvere il problema dei 220mila precari», ha detto il ministro Maria Stella Gelmini, «l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno», confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti (circa 21mila l’anno), «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro, si sono assegnati posti di attesa». Ma ha ammesso che questo provocherà problemi all’ingresso dei giovani.
Sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l’intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti». Solidarietà ai precari è arrivata dal presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia: «Siamo di fronte alla mortificazione di tante ottime professionalità», e da Sergio D’Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera: «La scure colpisce i più deboli, demolendo l’offerta formativa e ipotecando il futuro di tanti ragazzi».


13 settembre 2010 - Il Gazzettino

I precari bloccano lo stretto di Messina

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l'insistenza di Dario Francechini, e oggi era di nuovo lì, tra i 4 mila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini. Dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma all'insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari.
Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l'hanno presa bene; ma tra loro c'era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti. Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane.
A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie». Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero - ha detto - significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


13 settembre 2010 - Il Piccolo

MANIFESTAZIONI SIA A MESSINA SIA A VILLA SAN GIOVANNI
RENDONO DIFFICILE IL RIENTRO DEI VACANZIERI
L’ira dei precari, lo Stretto bloccato per ore
Proteste contro la Gelmini che risponde a distanza: «La scuola assorbirà tutti nell’arco di 8 anni»

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l’insistenza di Dario Franceschini, e ieri era di nuovo lì, tra i 4 mila (2500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini.
Dall’altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un’ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti, con disagi per i vacanzieri, all’insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari e in queste ore ne stanno identificando altri.
Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l’hanno presa bene; ma tra loro c’era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti.
Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un’altra iniziativa da organizzare per sabato a Palermo.
A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell’opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno», confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti (circa 21 mila l’anno) e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perchè questa modalità si è dimostrata non valida: anzichè assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie».
Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all’ingresso dei giovani: «Programmare il numero significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l’intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


13 settembre 2010 - Il Giornale

GIORNATA NERA NELLO STRETTO
I prof disoccupati fermano treni e traghetti
Migliaia di manifestanti hanno assediato i moli a Messina e Villa San Giovanni e la stazione del capoluogo siciliano. Momenti di tensione e 25 denunciati. Il governo: «Saranno riassorbiti, ma gradualmente»
di Natale Bruno

Messina - Avevano anticipato che avrebbero bloccato l'isola e per un giorno ci sono riusciti. Giunti a Messina e a Villa San Giovanni per protestare contro i tagli del governo, migliaia di precari hanno parzialmente sbarrato i traghetti, impedendo il traffico sullo Stretto, poi hanno lasciato il molo, e si sono diretti verso la stazione ferroviaria paralizzando il traffico dei treni.
Sul piede di guerra i precari della scuola: ieri in 4 mila, 2 mila e 500 per la questura, hanno manifestato con forza contro i tagli dei posti di lavoro previsti nel ddl Gelmini. Insegnanti e personale Ata, provenienti da tutte le province della Sicilia, si sono dati appuntamento in piazza Cairoli, nel centro di Messina. Un’analoga manifestazione al di là dello Stretto, a Villa San Giovanni dove si sono ritrovati i precari calabri.
Numerosi gli striscioni contro la politica dei tagli del governo: i professori senza lavoro hanno indossato t-shirt con scritto «Né farabutti, né fannulloni, sono lavoratori». In piazza i cori hanno ripetuto «Vogliamo un solo licenziato: ministro Gelmini disoccupato ». Una precaria di 25 anni, Claudia Urzì, del coordinamento di Catania, ha spiegato che «quello di oggi è un ponte umano che unisce le giuste rivendicazioni dei lavo-- ratori, contro quel ponte degli sprechi che dovrebbe unire Sicilia e Calabria».
A mezzogiorno la protesta in piazza ha sfiorato la massima tensione quando un migliaio di manifestanti sul molo delle Fs all’imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per la Calabria impedendo alle navi di salpare o attraccare. La polizia ha tentato di farsi largo per mollare le cime del traghetto «Riace » e consentire che salpasse per Villa San Giovanni, ma i precari hanno impedito l'operazione radunandosi attorno al pilone dove era agganciata la cima. Una donna colta da un leggero malore è stata soccorsa dall'ambulanza. Dopo un tira e molla i prof hanno accettato di lasciare il molo ma si sono diretti alla stazione ferroviaria dove hanno bloccato la partenza di due treni, entrambi provenienti da Torino. Alla fine la polizia ha denunciato 25 manifestanti per reati contro l'ordine pubblico, altri sono in corso di identificazione.
Analoga manifestazione di protesta, ma più contenuta nei toni, si è tenuta sull'altra sponda dello Stretto. A Villa San Giovanni il massimo nervosismo si è registrato tra sindacalisti: alcuni rappresentanti della Rdb hanno accusato la Cgil di avere abbandonato i precari. Un sindacalista della Rdb ha pure strappato una bandiera Cgil. L'intervento dei carabinieri ha evitato che la lite degenerasse.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari -ha dettol’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno », confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l’anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».


13 settembre 2010 - L'Eco di Bergamo

L'ira dei precari blocca lo Stretto di Messina

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto di Messina per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, l'insegnante precaria che lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo le insistenze di Dario Franceschini, ieri era di nuovo in piazza. Era una dei quattromila – 2.500 secondo la questura – manifestanti a Messina per protestare contro i tagli previsti dal disegno di legge del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
Dall'altra parte dello Stretto, sulla sponda calabrese, a Villa San Giovanni, un gruppo di trecento precari – arrivati da Puglia, Basilicata e Campania – faceva eco agli slogan dei loro colleghi siciliani. I manifestanti sul Continente avevano occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza, e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Ferrovie dello Stato.
La giornata di protesta, fortunatamente, non ha visto accadere incidenti, ma è trascorsa all'insegna della tensione con le Forze dell'ordine, che comunque hanno denunciato 25 precari e ne stanno identificando altri. Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo – «Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata» – si è ben presto capito che la loro intenzione era quella di dirigersi alla stazione marittima, dove inscenare il pezzo forte della manifestazione. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace», che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, si è verificato per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo, non l'hanno presa bene. Tuttavia tra i passeggeri c'è stato anche qualcuno che, allargando le braccia, ha mostrato una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti.
Il gruppo si è sciolto dopo le 15, ma prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per sabato 18 settembre a Palermo. Nel capoluogo siciliano Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane, «mentre – ha sottolineato prima di andare via – la gente era al mare. Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall'anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata ieri hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb. Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari – ha affermato – l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di otto anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno, e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti settantamila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie».
Il ministro ha inoltre ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero – ha affermato – significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


12 settembre 2010 - Ansa

SCUOLA: PRECARI SU SPONDE STRETTO BLOCCANO TRENI E NAVI
25 MANIFESTANTI DENUNCIATI. GELMINI, PIANO PLURIENNALE ASSUNZIONI

(ANSA) - MESSINA, 12 SET - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l'insistenza di Dario Francechini, e oggi era di nuovo lì, tra i 4 mila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini. Dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma all'insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari e in queste ore ne stanno identificando altri. Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati. Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l'hanno presa bene; ma tra loro c'era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti. Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane, «mentre la gente era a mare - ha detto prima di andare via -. Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall'anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata, oggi hanno sfilato cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb. Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perchè questa modalità si è dimostrata non valida: anzichè assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie». Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero - ha detto - significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti». Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».

SCUOLA: PRECARI SUD; TENSIONE SINDACALISTI A MANIFESTAZIONE
LA RAPPRESENTANZA DI BASE ACCUSA LA CGIL DI SCARSO IMPEGNO

(ANSA) - VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA), 12 SET - Diverbi e momenti di tensione tra sindacalisti hanno caratterizzato la manifestazione dei precari della scuola che sta per cominciare a Villa San Giovanni, in concomitanza con l'analoga iniziativa prevista a Messina. Al momento, sono alcune centinaia le persone già presenti nel piazzale della stazione ferroviaria dove avrà luogo la mobilitazione, ma la Cgil Flc scuola è in attesa di delegazioni provenienti da Campania, Puglia e da Matera. All'iniziativa hanno aderito anche politici e varie associazioni. Nell'attesa, alcuni sindacalisti dela Rdb hanno accusato la Cgil di avere abbandonato i problemi della scuola e dei precari. «Siete male informati sulla nostra posizione sui precari» è stata la risposta della Cgil. Momenti di tensione ci sono stati quando un sindacalista della Rdb ha strappato una bandiera della Cgil. Sono subito intervenuti i carabinieri che hanno evitato ulteriori problemi. La situazione è subito tornata tranquilla, con i rappresentanti delle due organizzazioni sindacali che stanno divisi, sui lati opposti della piazza.


12 settembre 2010 - TG Com

Precari bloccano Stretto Messina
Scuola, disagi in mare per qualche ora

Diverse centinaia di precari della scuola hanno bloccato per qualche ora, fermi sul molo delle Fs all'imbarcadero di Messina, alcuni dei canali di collegamento da e per Villa San Giovanni, occupando le invasature. Anche i precari sulla sponda calabrese dello Stretto, a Villa San Giovanni, hanno fermato il viale che dagli imbarcaderi conduce verso l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, con conseguente, ma temporanea, paralisi del traffico. A Villa San Giovanni i manifestanti si sono mossi in corteo percorrendo viale Italia, che si trova all'uscita degli imbarcarderi e conduce verso la A3, quindi, giunti a metà, si sono fermati e seduti per terra. Prima della partenza del corteo c'è stato anche un chiarimento tra i rappresentanti sindacali della Rdb e della Cgil che hanno così ricomposto le incomprensioni che si erano registrate all'inizio della manifestazione. In un'assemblea improvvisata, i rappresentanti calabresi della Rdb hanno poi sostenuto che "la lotta comincia a dare i primi risultati. Lunedì incontreremo l'assessore regionale alla Pubblica istruzione. Ai politici, poi, diciamo basta con le passarelle e al ministro Maroni diciamo che la legalità passa anche dall'istruzione". "Non vogliamo - hanno aggiunto i sindacalisti - l'elemosina dei progetti regionali perché non servono. Occorrono investimenti per la scuola e per i docenti". Elisabetta Bambello, della Cgil Flc comprensoriale di Reggio Calabria, e Gemma Sorbonà, della Cgil precari, hanno sottolineato come lo scorso anno "20mila precari sono rimasti senza contratto ai quali se ne aggiungeranno altri 25mila quest'anno. Chiediamo quindi la riapertura del turn over". "Tendiamo la mano - hanno aggiunto le sindacaliste - all'altra sponda dello Stretto. Calabria e Sicilia sono le regioni più colpite dai tagli della Gelmini". Volantini in cui sono spiegate le ragioni della protesta sono stati poi consegnati agli automobilisti in coda. A fine mattinata i precari hanno poi lasciato il molo, dirigendosi verso la stazione ferroviaria. Secondo la Questura, che valuta in 2.500 il numero dei manifestanti, mentre gli organizzatori parlano di oltre 4mila, il blocco ha interessato una sola invasatura: le altre cinque, da cui partono e attraccano le navi della Fs, hanno funzionato regolarmente, così come i collegamenti operati dalle società private. Alcuni manifestanti hanno poi improvvisato un sit-in su un binario senza traffico della stazione ferroviaria di Messina e hanno bloccato due treni, entrambi provenienti da Torino, uno diretto a Siracusa e l'altro a Palermo. Nel pomeriggio i precari hanno poi abbandonato anche la stazione ferroviaria e il traffico è ripreso regolarmente.


12 settembre 2010 - Sicilia Informazioni

Precari della scuola in piazza a Reggio e Messina. Bloccati gli imbarcaderi

Sono ocirca un migliaio della scuola che stanno manifestando a Messina contro i tagli dei posti di lavoro previsti nel ddl Gelmini. Insegnanti e personale Ata, provenienti da tutte le province della Sicilia, sono concentrati in piazza Cairoli, dove continuano ad arrivare manifestanti. Presenti anche alcuni rappresentanti di altre regioni: Basilicata Campania e Puglia, mentre dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, si sta svolgendo un'analoga manifestazione di precari calabresi, ma non solo. Numerosi gli striscioni che inneggiano contro la politica dei tagli del governo. Alcuni manifestanti indossano t-shirt con scritto "Né farabutti, né fannulloni, sono lavoratori", e i cori ripetono "Vogliamo un solo licenziato: ministro Gelmini disoccupato". Numerose le bandiere della Cgil. Una precaria di 25 anni, Claudia Urzì, del coordinamento di Catania, spiega che "quello di oggi è un ponte umano che unisce le giuste rivendicazioni dei lavoratori, contro quel ponte degli sprechi che dovrebbe unire Sicilia e Calabria". Massiccia la presenza delle forze dell'ordine. Tensione a Messina tra manifestanti e polizia. Le forze dell'ordine hanno creato un cordone per impedire ai precari, giunti alla stazione ferroviaria, di dirigersi verso gli imbarcaderi. Ma alcuni manifestanti sono riusciti ad aggirare il blocco, imboccando un accesso alternativo, dal lato dei binari, e sono arrivati davanti a un traghetto, dove però sono stati fermati dalla polizia prima di poter salire sulla nave. Un migliaio, dei circa quattromila manifestanti, adesso si trova all'invasatura degli imbarcaderi Fs, davanti alla nave "Riace". I manifestanti si sono seduti sul molo e hanno di fronte uno spesso cordone di polizia. Il migliaio di precari della scuola, che staziona sul molo delle Fs all'imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per Villa San Giovanni, occupando tutte le invasature. Le navi non possono salpare né attraccare. Anche i precari radunati sulla sponda calabrese dello Stretto, a Villa San Giovanni, stanno bloccando il viale che dagli imbarcaderi conduce verso l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, con conseguente paralisi del traffico. A Villa San Giovanni i manifestanti si sono mossi in corteo percorrendo viale Italia, che si trova all'uscita degli imbarcarderi e conduce verso la A3, quindi, giunti a metà, si sono fermati e seduti per terra. Il blocco, secondo quanto è stato riferito, dovrebbe essere temporaneo. Prima della partenza del corteo c'é stato anche un chiarimento tra i rappresentanti sindacali della Rdb e della Cgil che hanno così ricomposto le incomprensioni che si erano registrate all'inizio della manifestazione. Nel corso di un'assemblea improvvisata, i rappresentanti calabresi della Rdb hanno poi sostenuto che "la lotta comincia a dare i primi risultati. Domani incontreremo l'assessore regionale alla pubblica istruzione. Ai politici, poi, diciamo basta con le passarelle ed al ministro Maroni diciamo che la legalità passa anche dall'istruzione". "Non vogliamo - hanno aggiunto i sindacalisti - l'elemosina dei progetti regionali perché non servono. Occorrono investimenti per la scuola e per i docenti". Elisabetta Bambello, della Cgil Flc comprensoriale di Reggio Calabria, e Gemma Sorbonà, della Cgil precari, hanno sottolineato come lo scorso anno "20 mila precari sono rimasti senza contratto ai quali se ne aggiungeranno altri 25 mila quest'anno. Chiediamo quindi la riapertura del turn over". "Tendiamo la mano - hanno aggiunto le sindacaliste - all'altra sponda dello Stretto. Calabria e Sicilia sono le regioni più colpite dai tagli della Gelmini". Volantini in cui sono spiegate le ragioni della protesta, vengono consegnati agli automobilisti in coda.


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