USB Scuola: il precariato non è lavoro, è sfruttamento!

Anche quest’anno amare vacanze di Natale per tantissimi precari della scuola che non hanno ancora visto retribuire il lavoro svolto da settembre. I più fortunati hanno ricevuto lo stipendio di ottobre, ma non si vedono gli emolumenti di novembre, dicembre e, tantomeno, la tredicesima.

La manovra economica del governo prevede aumenti di tutte le tariffe, i mezzi pubblici sono sempre più costosi, il prezzo del carburante è alle stelle, ma gli stipendi degli insegnanti (che ribadiamo sono ancora i più bassi in Europa) non si vedono proprio. E, naturalmente, parliamo dei docenti che vivono le situazioni più difficili: contratti temporanei tante volte rinnovati di mese in mese, spesso in comuni distanti dal proprio domicilio con notevoli costi per gli spostamenti.

Le segreterie delle scuole hanno registrato i contratti, l’INPS ne conferma la registrazione (infatti l’indennità di disoccupazione è stata regolarmente fermata) ma il MEF ormai non risponde neanche più al telefono!

Era davvero da moltissimo tempo che non accadevano più situazioni tanto vergognose, ma negli ultimi anni questi ritardi sono diventati routine, costringendo i precari della scuola a fare i salti mortali per mantenere se stessi, la propria famiglia e la propria dignità.

Il MIUR assicura un’emissione speciale per sanare i debiti con i lavoratori per il 18 gennaio (doveva essere il 13 dicembre, poi il 9 gennaio, aspettiamo il prossimo rinvio?). Nel frattempo migliaia di insegnanti hanno lavorato con onestà, hanno pagato le tasse e le bollette, hanno trascorso i periodi festivi tirando la cinghia per l’ennesima volta.

USB Scuola chiede un incontro urgente al MIUR per comprendere quali passi si stanno compiendo per sanare definitivamente questa mostruosa aberrazione che di anno in anno diventa sempre meno tollerabile.

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