USB Scuola intervista Anouk, attivista CGT dell'organizzazione "Autonomia di classe"
In questa fase di fortissima mobilitazione nelle scuole francesi, mobilitazione che anche in Italia inizia ad accendersi, USB Scuola ha intervistato Anouk, insegnante e militante CGT dell’organizzazione "Autonomia di classe".
Pubblichiamo la sua intervista che evidenzia come la situazione sia molto simile in Francia e in Italia e rispondiamo chiaramente all’appello finale: la mobilitazione in Italia c’è e si manifesterà con molta chiarezza il 30 ottobre!
*1. Come e perché è iniziata questa nuova ondata di mobilitazione? Era prevista o meno?*
Questa nuova ondata di mobilitazione è iniziata in una scuola della periferia parigina (Paul Éluard), particolarmente colpita dalla mancanza di risorse. Si è allargata molto rapidamente a numerosi istituti in tutta la Francia. No, non era prevista, ma ci troviamo in un contesto in cui sentiamo che molte persone sono pronte a lottare e a scendere in strada. La mobilitazione degli studenti delle superiori è iniziata nel contesto della diffusione di un appello a riprendere il movimento dei "gilet gialli" il 17 ottobre.
*2. Quali sono gli obiettivi degli studenti e dei professori? Qual è la situazione negli istituti scolastici per quanto riguarda organici, salari, risorsei e stato degli edifici? Quali sono i tagli al bilancio previsti per l'istruzione nazionale?*
Gli obiettivi degli studenti sono il miglioramento delle condizioni di insegnamento, in particolare il miglioramento degli edifici, il miglioramento degli orari distrutti dalla nuova riforma della maturità (baccalauréat), la sostituzione dei professori assenti, degli assistenti per l'inclusione (AESH), degli psicologi, ecc. Tuttavia, la mobilitazione è anche estremamente politica, con rivendicazioni a favore della Palestina, contro l'islamofobia, contro il razzismo e contro il Rassemblement National (RN). Non c'è stato necessariamente un taglio di bilancio previsto specificamente, ma un insieme di tagli di bilancio recenti.
*3. La lotta si allargherà ad altri settori o no?*
I sindacati hanno indetto uno sciopero per il 6 ottobre. Questo rappresenta un punto di appoggio per sperare in un allargamento ad altri settori; tuttavia, penso che questo sciopero sarà seguito essenzialmente dagli insegnanti e che sarà necessario un maggiore lavoro interprofessionale per garantire l'allargamento a nuovi settori.
*4. C'è anche un'opposizione all'economia di guerra e al fatto che il bilancio del settore difesa sarà l'unico a non essere tagliato?*
La questione del complesso militar-industriale era presente, ma mi sembra che non sia al centro del movimento, che si organizza maggiormente contro il degrado delle condizioni di insegnamento e contro il trattamento degli studenti dei quartieri popolari, e quindi contro il razzismo.
*5. Cosa possiamo fare qui in Italia, come lavoratori e lavoratrici, per sostenere la vostra lotta e mostrare solidarietà in modo concreto?*
Il modo migliore per sostenerci è costruire la mobilitazione in Italia nel settore dell'istruzione contro i tagli al bilancio, contro il razzismo e contro il fascismo. In Francia il movimento è pesantemente represso; più il sostegno sarà generalizzato, meno la repressione potrà essere feroce.