USB SCUOLA VERSO L'ASSEMBLEA NAZIONALE 7-8 MAGGIO 2016

 

Negli ultimi anni la scuola italiana è stata attraversata da processi di ristrutturazione che hanno mutato natura e obiettivi dei processi formativi, spesso in linea con le direttive europee sull'istruzione; ridotto numericamente i suoi lavoratori a fronte di un aumento percentuale del numero degli alunni per classe; precarizzato le condizioni di lavoro di ATA e insegnanti; introdotto malsane idee di valutazione; costretto a sacrifici sempre più consistenti le famiglie degli studenti per l'aumento dei costi dell'istruzione, anche attraverso l'uso improprio della richiesta di contributi volontari che attualmente finanziano e diversificano pericolosamente da istituto a istituto l'offerta formativa; reintrodotto o acuito diversi elementi di dichiarata e aperta giustificazione della disuguaglianza sociale.
Se i sindacati complici e i loro subordinati satelliti si autoproclamano opposizione allo smantellamento della Pubblica Istruzione c'è ben poco, dunque, da stare allegri. Ogni lavoratore della scuola dovrebbe far suo il consiglio del poeta che, di fronte al disastro generale, apostrofava il lettore dicendogli "non aspettarti nessuna risposta oltre la tua". Rispetto al punto cui è giunta la scuola e la società italiana non c'è possibilità di ripristino. Indietro non si torna. È necessario farla finita con il fatalismo e la metafisica di chi, davanti ai suoi malesseri o a quelli dell'umanità, pensa che tutto è perso, che c'è sempre qualcun altro che deve muoversi prima di noi.
"Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua" significa prendere coscienza dei problemi e delle proprie effettive necessità, studiare con metodo scientifico la possibilità di raggiungere i propri obiettivi, verificare i risultati non sulla base di ciò che l'avversario vuol fare apparire, ma sulla base degli interessi della propria classe. Questo richiede di definire un Noi, un soggetto plurale organizzato che non delega più agli altri ma costruisce lo strumento di cui ha bisogno: un sindacato di massa. La crescita della nostra organizzazione è passata attraverso l'acquisizione di tante delle migliori energie che le lotte della scuola di questi anni hanno proposto sulla scena della politica sindacale. Speriamo che altri ancora si uniranno a questo progetto, definito ma aperto al confronto, democratico. Un tentativo di costruzione dell'unica cosa che manca oggi: un grande sindacato di classe e di massa che costruisca una vera alternativa coerente, libera e indipendente in difesa della scuola italiana e dei suoi lavoratori.
Avviamo, perciò, insieme il percorso verso l'assemblea nazionale della USB Scuola: primo passaggio di questo ambizioso, ma allo stesso tempo non rinviabile progetto.

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