COSTRUIAMO lo SCIOPERO GENERALE e GENERALIZZATO tra FEBBRAIO e MARZO

Aumentano i carichi di lavoro, fanno della precarietà un modello di vita, cancellano la democrazia e aumentano i pericoli di guerra: per chi lavora nessun progetto per una vita degna di essere vissuta.

E' ora di prendere l'iniziativa, farci artefici del presente e del futuro

Nazionale -

Fiat, scuole, ospedali, trasporti ecc.. non c'è settore che non sia colpito dall'ingordigia e dall'arroganza di imprenditori svelti a prendere dalle risorse del pubblico e lesti a fuggire all'estero quando sentono l'affare altrove. Nulla funziona più come dovrebbe.

Chi dirige, nel pubblico e nel privato, è solo preso dalla propria posizione e per mantenerla è disposto a tutto.

Sono decenni che i vari governi di tutti i colori ci impongono sacrifici: allora per salvare lo Stato, oggi, per salvare le Banche e continuare a finanziare le guerre.

Tutti i nostri sacrifici non sono serviti a nulla tanto è che ce ne impongono ancora: l’ultima finanziaria avrà su docenti, ATA e su tutta la scuola conseguenze per decenni. A scuola, ci obbligano a lavorare di più e per più tempo con stipendi che si abbassano, ci sottraggono quote della liquidazione e fanno sparire le nostre pensioni, mentre si chiudono le porte ai giovani, condannandoli al precariato.

Ci tolgono il diritto di parola e di espressione con minacce disciplinari, ci impongono classi stracolme e ogni sorta di sacrificio in nome della “responsabilità” verso alunni e famiglie. E le loro “responsabilità”? Dovremmo tacere per ottenere i finti premi di Brunetta/Gelmini?

Non si può più dare fiducia a chi si sta arricchendo sulle nostre spalle, non si può più delegare chi in cambio della gestione dei fondi pensione, degli enti bilaterali, di progetti e progettini ha venduto la nostra dignità, non si può più far finta di nulla davanti chi alza la bandiera dei lavoratori per poi gettarla nel fango.

E' tanto tempo che ognuno tenta di rispondere da solo a questo continuo assalto.


LA CRISI È GENERALE E STRUTTURALE

LA NOSTRA RISPOSTA DEVE ESSERE GENERALE

E CHIARA NEGLI OBIETTIVI.

Il 28 gennaio i metalmeccanici della Fiom, dei Cobas e dell'USB sono in sciopero contro l'accordo firmato da CISL, UIL e da Marchionne, è uno sciopero di categoria da sostenere nelle piazze e da difendere, dobbiamo impedire che la “dottrina” Marchionne passi e si estenda ovunque. Il 26 lo sciopero tocca ai lavoratori del trasporto locale, anche lì tagli e aumenti dei prezzi, anche gli studenti hanno fatto sentire la loro voce: tutto il paese è attraversato dalle mobilitazioni e dagli scioperi di categorie o di singoli posti di lavoro. Il 28 gennaio non può essere il punto d’arrivo di una mobilitazione che sta rinascendo, ma deve essere il punto di partenza per la costruzione di un grande sciopero generale.

E' giunto il momento, infatti, di aprire una fase di confronto serio e serrato su come ritrovare la nostra unità: non per agitazioni dove nessuno sa cosa succederà il giorno dopo, che non portano a nulla e danno forza a fazioni sindacali e politiche la cui funzione è quella di annacquarne parole d'ordine ed efficacia.


L'autonomia e l'indipendenza dei lavoratori sono

l'obiettivo da raggiungere per tornare a vincere.


Noi della scuola ricordiamo, ad esempio, lo sciopero del 30 ottobre 2008: la categoria fu chiamata dalla CGIL in piazza contro i piani della Gelmini. Fu uno sciopero “unitario” con CISL,UIL, SNALS e UGL. Lo stesso giorno, questi ultimi, firmarono uno dei peggiori accordi per il contratto del pubblico impiego: uniti in piazza per poi finire al tavolo a firmare l'ennesima coltellata alle spalle proprio dei lavoratori della scuola!

Noi dei sindacati di base ben conosciamo le conseguenze dell'applicazione degli accordi del 1993 (voluti da CGIL,CISL,UIL) le stesse che oggi si stanno abbattendo sulla FIOM. La democrazia va riconquistata a partire dal confronto tra i lavoratori e anche tra le organizzazioni sindacali non asservite, su date e percorsi di lotta e, soprattutto, sugli obiettivi. Questo è il primo antidoto alla sfiducia e alla rassegnazione seminata a piene mani tra i lavoratori.

Abbiamo bisogno di uno sciopero generale che sia un momento importante della lotta che stiamo conducendo, non un fuoco di paglia. Lo sciopero è uno strumento di lotta fondamentale che serve e funziona specialmente se diventa lo sciopero del movimento di massa e di popolo che, partendo dai problemi del lavoro, ponga come centrali la questione sociale, il reddito, il salario, la buona occupazione, la casa, i beni comuni, la democrazia e la rappresentanza sindacale.

L'USB promuove confronti nei luoghi di lavoro e nei territori insieme a tutte le forze sindacali e ai movimenti.

per la COSTRUZIONE di un FORTE e VERO SCIOPERO GENERALE tra FEBBRAIO e MARZO