L'USB CONTRO LA CHIAMATA DIRETTA DEI DOCENTI DA PARTE DEI DIRIGENTI

Nazionale -

SOSTENIAMO LA LOTTA DEI PRECARI DELLA LOMBARDIA PER FERMARE IL PROGETTO DI LEGGE FORMIGONI: IL 27 MARZO PRESIDIO PRESSO LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO

 

La chiamata diretta da parte dei presidi è uno dei principali obiettivi del lungo percorso di destrutturazione della scuola pubblica che ha preso le mosse con il varo dell’autonomia scolastica e che trova sostenitori in tutti gli schieramenti politici presenti in parlamento. Dietro le solite frasi retoriche sul merito, mal si cela un progetto di scuola privatizzata, nella quale gli insegnanti debbano essere ricattabili, docili, assolutamente non sindacalizzati e, soprattutto, super controllati nei contenuti del loro insegnamento e, di conseguenza, nello spirito critico sviluppato dagli studenti.

E’ evidente quindi l’importanza della lotta dei colleghi lombardi contro il progetto di Legge voluto da Formigoni e già approvato dalla Giunta regionale lombarda (nel cui organigramma figura come assessore Valentina Aprea, paladina della chiamata diretta), ma non ancora dal Consiglio regionale.

Non sfugge a nessuno poi il respiro nazionale della vertenza, tanto più che il ministro Profumo, ha salutato più volte queste “sperimentazioni” nel reclutamento dei docenti. Insomma, se passa in Lombardia ci sarà una reazione a catena in ogni regione. Ricordate i bonus alle famiglie che iscrivevano i bambini alle scuole private?   

Sono chiari anche i punti di incostituzionalità del progetto di Legge, ma sarebbe illusorio pensare di fermare questo attacco sul piano dei cavilli giuridici. L’unica strada concreta è quella di una forte mobilitazione, senza distinguo di sorta, che veda il sostegno dei lavoratori della scuola in tutto il paese.

Di seguito inseriamo l’appello diffuso dal Coordinamento 3 ottobre, per la costruzione di presidi in diverse città italiane (in contemporanea alla manifestazione di Milano del 27 marzo) e per l’avvio di una mobilitazione che culmini con una grande manifestazione nazionale a Milano in aprile.

 

 MARTEDI 27 MARZO

giornata di mobilitazione generale contro la chiamata diretta e i progetti di regionalizzazione e privatizzazione della scuola pubblica e statale.

 

Per il completo ritiro dei tagli della Legge 133 e lo sblocco in tutta Italia delle assunzioni a tempo indeterminato di tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

 

A Milano dalle 17 alle 20,30

PRESIDIO REGIONALE SOTTO IL PIRELLONE

(nel piazzale sotto il Pirellone di fronte piazza Duca d'Aosta MM Stazione Centrale)

 

APPELLO PER COSTRUIRE UNA FORTE MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO LA CHIAMATA DIRETTA DEL PdL FORMIGONI, CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA, PER L'ASSUNZIONE DI TUTTI I LAVORATORI PRECARI DELLA SCUOLA, IN DIFESA DI UNA SCUOLA STATALE, LAICA E DI TUTTI

 

La Scuola Pubblica Statale Italiana versa ormai da tempo in condizioni gravissime a causa delle politiche scolastiche dissennate degli ultimi dieci anni e in modo particolare dell'ultimo governo Berlusconi che, con motivazioni puramente ideologiche e rispondenti a logiche di carattere economico-aziendalista ha tagliato circa 150.000 posti di lavoro tra docenti ed Ata e circa 8 miliardi di finanziamenti.
Cambiato il governo la situazione è sempre la stessa, anzi il ministro Profumo, ben lontano dal proporre un necessario rifinanziamento e il ritiro dei tagli, prosegue sulla stessa linea di distruzione della Scuola Statale.
Il neoministro intende infatti mettere in discussione i diritti acquisiti dai precari presenti nelle graduatorie ad esaurimento e di quanti lavorano nella scuola da anni ventilando un fantomatico concorso per una manciata di posti. Inoltre nel “decreto Semplificazioni” è stata potenziata l’autonomia scolastica attraverso la creazione di reti territoriali di scuole e “organico dell'autonomia”. Questi provvedimenti sono perfettamente in sintonia con il progetto di Legge Aprea e prefigurano la chiamata diretta dei presidi, primo passo verso la completa aziendalizzazione della scuola pubblica.
In questo panorama disastroso Formigoni intende assumere il ruolo di battistrada, come risulta evidente dall'approvazione da parte della Giunta regionale della Lombardia della Proposta di Legge “Misure per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione” per modificare l'attuale legge regionale n.19/6. L'art. 8 di tale proposta di legge prevede espressamente che “a partire dall’anno scolastico 2012/2013, le istituzioni scolastiche statali possano organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali” e che sia “ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, che costituiscono parte integrante del bando di concorso di ciascun istituto scolastico”.
Come lavoratori della scuola troviamo assolutamente inaccettabile la proposta di legge della Giunta Formigoni e l'avvallo dato a questo progetto dal ministro Profumo che si è detto disponibile a “sperimentare nuovi modelli di reclutamento”. Tali “Misure per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione” non sono in realtà altro che un modo assolutamente incostituzionale per introdurre la chiamata diretta nelle scuole lombarde ed esautorare il sistema di reclutamento nazionale basato sulle graduatorie provinciali (uniche a garantire trasparenza e merito), limitare la libertà d'insegnamento dei docenti asservendoli a un non ben specificato “progetto e patto per lo sviluppo professionale”, nonché ai Dirigenti scolastici dei singoli istituti che avrebbero diritto di “vita e di morte” sui docenti neoassunti sempre più precarizzati. Sarebbe inoltre fortissimo il rischio di un aumento dei fenomeni di clientelismo e nepotismo di cui sono maestri il governatore lombardo e il movimento di cui è uno dei massimi esponenti, come ben sa qualsiasi cittadino lombardo.

 

Per questi motivi ESPRIMIAMO UN NODECISO :

- a qualsiasi progetto di REGIONALIZZAZIONE e AZIENDALIZZAZIONE del sistema d'istruzione della Lombardia e in qualsiasi altra parte d'Italia;
- ad un sistema di reclutamento dei docenti basato sulla CHIAMATA DIRETTA (o concorsi locali) da parte dei singoli istituti;
- al nuovo concorso nazionale finché tutti i lavoratori precari non verranno assunti;
- ai tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica.

PRETENDIAMO:

- IL RITIRO IMMEDIATO dell'art. 8 del PDLFORMIGONI.
- L’immediato SBLOCCO del TURN OVER e L'ASSUNZIONE di TUTTI i precari.
- L’utilizzo delle GRADUATORIE AD ESAURIMENO come UNICO SISTEMA DI RECLUTAMENTO
- Un serio piano di RIFINANZIAMENTO che restituisca le risorse tagliate dalla finanziaria 133 del 2008.

FACCIAMO quindi APPELLO alla società civile tutta, lavoratori, studenti, genitori, cittadini, associazioni, partiti politici affinché aderiscano a questo appello e facciano propria la lotta per la DIFESA della SCUOLA PUBBLICA che deve rimanere STATALE, LAICA, NAZIONALE, BENE COMUNE di tutti e per tutti!

 

CHIEDIAMO a TUTTI i sindacati di utilizzare tutti gli strumenti che hanno a disposizione, compreso lo sciopero, per opporsi al progetto di legge della Giunta Formigioni e a qualsiasi tentativo di attuare la chiamata diretta e la regionalizzazione dell'istruzione.

CHIEDIAMO a TUTTE le forze politiche di opposizione presenti nei Consigli regionali e nel Parlamento di promuovere interpellanze e mozioni contrarie a questa iniziativa di legge INCOSTITUZIONALE e lesiva dei principi di un’Istruzione pubblica, laica e statale.

Promuove:

Coordinamento Lavoratori Scuola Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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