NESSUN PATTO SOCIALE, tanto meno europeo, CON CHI CI AFFAMA

Nazionale -

 

USB rinvia lo sciopero della Scuola, il 10 novembre in corteo per le città

 

La legge 146/90 ancora una volta strumento

contro la libertà di sciopero

 

 

 

L'Unione Sindacale di Base -Scuola è costretta a rinviare lo sciopero generale della Scuola proclamato per il 16 novembre contro la Legge di Stabilità e contro la politica del Governo Monti espressione della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea.

La legge 146/90 prevede che la scuola sia un “servizio pubblico essenziale” (oibò!!) e la proclamazione di 2 scioperi a novembre (quello del 24 della Cisl,Uil, Snals, Gilda con l'aggiunta di Cobas e Cgil che dopo ne hanno proclamato un altro il 14) ha di fatto bloccato la possibilità di esercitare il diritto costituzionale di sciopero a tutti coloro che non condividono gli obiettivi dichiarati, e soprattutto quelli reali, di questi appuntamenti. La legge anti-sciopero è frutto del Patto Sociale (la famosa concertazione) tra Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo che ci è costato il 30% di salario, licenziamenti di massa, il massacro dei diritti civili e sindacali e il Debito Pubblico è cresciuto, con tutto il suo corollario di corruzione ed evasione fiscale. I nostri sacrifici sono stati e saranno inutili per “rimettere a posto i conti” e ancor di più dannosi e pericolosi per il nostro presente e per le generazioni future.

 

Oggi a reclamare un Patto Sociale Europeo, con la mobilitazione del 14 novembre, è la CES (Confederazione Sindacale Europea)

all'origine era la Cisl Internazionale, che grazie all'esclusione di altre organizzazioni, è l'unica che viene consultata dalla Commissione Europea, ne condivide Trattati e l'obiettivo di “controllo della spesa pubblica”, ne fanno parte Cgil,Cisl, Uil e tutti i sindacati ben “legati” ai rispettivi governi nazionali.

Cosa c'entra la CES con la necessità di fare uno sciopero vero della Scuola?

Non c'entra proprio nulla, anzi.

La scelta della “Cisl nazionale” dello sciopero del 24 novembre ha già reso palese la loro reale necessità di trovare “nuovi spazi di contrattazione” per le loro poltrone quando, per l'ennesima volta e proprio con la modifica contrattuale delle 24 ore, il Governo rompe la concertazione. Nel frattempo il Patto Sociale nostrano si evolve con l'Accordo di produttività, previsto nella Legge di Stabilità: i soldi tagliati a scuola e sanità dirottati alle imprese mentre per i lavoratori è aumentato l'orario di lavoro- dalla concertazione stanno passando al collaborazionismo. Con questi signori si possono riconquistare gli scatti di anzianità?

 

Siamo davanti alla strumentalizzazione della categoria per fini diversi e contrari agli interessi immediati e di prospettiva che i lavoratori stanno tentando di conquistare.

 


E' così che si costruisce l'unità dei lavoratori?

Confondere il momento della lotta della Scuola in Italia, con la data della “Cisl Internazionale” prepara un'altra sconfitta ben più sonora che in passato, a meno che non si voglia spacciare il ritiro momentaneo delle 24 ore come una vittoria. Il 27 ottobre, invece, con la grande manifestazione di Roma lo abbiamo dimostrato: smascherando gli oppositori di comodo si costruisce un grande movimento di massa, presente e radicato nei posti di lavoro e nelle nostre città. Era possibile già da subito avere un'alternativa vera, anche nella Scuola. USB è dentro il movimento delle scuole e lavorerà per l'unità delle forze estranee alla concertazione e al collaborazionismo.


 

Per questi motivi non aderiamo agli scioperi della CES

né a quello “internazionale” del 14 né a quello “nazionale” del 24 novembre.

 

 

Sosterremo le mobilitazioni della scuola, a partire da Sabato 10 novembre saremo in piazza con i coordinamenti delle scuole con cortei cittadini per segnare la prima tappa della settimana di blocco delle attività aggiuntive, della settimana in cui avremo respirato il solo “Profumo di didattica” che resta della Scuola sotto i colpi del Governo Monti e il 14 se ci saranno momenti di mobilitazione locali o delle scuole convocati su parole d’ordine condivisibili la USB non farà mancare il proprio apporto, sapendo che oggi non bisogna cadere nell’errore classico dei movimenti degli ultimi anni di passare da una scadenza ad un’altra senza affrontare il nodo del progetto e del programma di lotta. 

 

USB PI- Scuola

 

 

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni