Palermo:Report sull'incontro con il Senatore Mario Pittoni - 1 Aprile 2011

Palermo -

Report “Tavola rotonda” con il Senatore Mario Pittoni – 1 Aprile 2011

 

“Per portare chiarezza su nuove ipotesi di reclutamento dei docenti nelle scuole secondarie e fornire materiali di conoscenza ai docenti interessati”, l' Assessorato per l'Istruzione e la Formazione Professionale della Regione Sicilia ha organizzato, ieri, una “tavola rotonda” presso l’ Istituto Alberghiero “P. Borsellino” di Palermo.

Presenti il Sen. Mario Pittoni (Lega Nord), il Sen. Ferrara (Pdl), il Dott. Bocchieri (segreteria tecnica del  ministro), il Dott. Giuseppe Italia (vicario del vacante posto del D. G. dell’USR Sicilia), l’on.Tonino Russo (PD), l’on. Alessandra Siragusa (PD), il sen. Giovanni Pistorio (MPA).

La platea, composta da diversi rappresentanti sindacali (per l'USB scuola Palermo: Luigi Del Prete, Rita Todaro e Loredana Puccio), movimentisti e precari della scuola, ha assistito sconcertata, polemica e irrisoria all’illustrazione di una proposta che, se trasformata in legge, decreterebbe la fine di qualunque tipo di reclutamento equo per il personale della scuola.

L’obiettivo dell’incontro, infatti, era quello di illustrare i contenuti dell’ormai nota proposta di legge sulla creazione di “albi regionali”, portata avanti negli ultimi anni dal senatore leghista Mario Pittoni e secondo il quale risulta essere osteggiata dai precari del Sud a causa della dis-informazione dei quotidiani. In effetti il senatore ha dimostrato di avere perfettamente ragione: l’ipotesi da egli illustrata, nata dalla: "disomogeneità culturale presente sul territorio italiano" (antropologia Lombrosiana),  assume caratteristiche peggiori di quanto si possa pensare.

In sintesi si ipotizza la creazione di “albi regionali” (uno per ogni regione) divisi in due “settori”, denominati “A” e “B”.

Nel canale “A” confluirebbero, d’ufficio, tutti gli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.

Nel canale “B” confluirebbero, invece, i nuovi abilitati, tanto cari alla Lega Nord e al Governo tutto che ritiene che le proprie proposte di formazione e reclutamento degli insegnanti siano le migliori esistenti e portate avanti “negli ultimi 150 anni”.

Naturalmente, d’ufficio, tutti gli iscritti del canale “A” verrebbero inseriti nella regione di appartenenza della propria provincia di riferimento (non in base a criteri residenziali o domiciliari, ma in base alla scelta della prima attuale provincia delle GaE).

Gli iscritti al canale “A”, però, potrebbero decidere di iscriversi anche in quello “B” (viceversa non sarà possibile). Come?

- il 20% del punteggio degli iscritti nel canale “A”, sarebbe riportato in quello “B”;

- il restante 80% sarebbe il prodotto di un test d’accesso (naturalmente si potrebbe pure totalizzare un punteggio basso nel test, o non superarlo affatto e quindi non riportare il 100% del punteggio che si ha nel canale “A” in quello “B”).

Secondo il verde senatore questo “doppio canale” aumenterebbe le possibilità dei “meritevoli” di trovare un lavoro: in realtà, sappiamo tutti molto bene che i posti disponibili restano quelli che sono, al netto dei tagli, quindi non comprendiamo dove si trovi questo “aumento di possibilità lavorative”.

I posti “realmente disponibili” sarebbero equamente distribuiti nella misura del 50% per il canale “A” e per il 50% per il canale “B”, ma il democratico e liberale senatore si è dimostrato particolarmente propenso ad incoraggiare il pubblico presente in sala, sottolineando che, per gli anni che trascorrerebbero dall’approvazione della proposta alle nuove forme di formazione dei futuri abilitati, i posti andrebbero assegnati per intero al personale del canale “A”.

Qualcuno potrebbe pensare che una volta inseriti in uno, o in tutti e due, di questi canali, il contratto a tempo indeterminato sarebbe assicurato. E invece no. Anche se il senatore ha riferito che gli inserimenti nel famoso canale “B” sarebbero subordinati al reale numero di posti disponibili, il tempo indeterminato scatterebbe solo dopo un periodo iniziale “di prova”, di almeno 3 anni, e previo superamento di un ulteriore concorso!

Il senatore, paradossalmente venuto “per portare chiarezza su nuove ipotesi di reclutamento dei docenti nelle scuole secondarie”, ha glissato numerose domande provenienti dai precari che, giustamente arrabbiati, hanno alzato il tono della discussione, perché sentitisi presi in giro.

Al di là delle “future” forme di formazione e reclutamento, ovviamente, ai precari preme conoscere quali saranno le modalità di aggiornamento delle graduatorie che a breve verranno riaperte. Su questo punto il senatore non ha risposto, anche se pressato da incalzanti domande. Così la stessa domanda è stata posta al Dott. Bocchieri, facente parte della segreteria tecnica del ministro. La risposta fornita è stata che anche se la Corte Costituzionale, che ha cassato l’intero articolo in cui si parlava sì delle code, ma anche del pettine, risulta apertamente “a favore del pettine”, il ministero ha interpellato l’Avvocatura di Stato per capire come muoversi (l’orientamento del ministero pare essere quello di “non riapertura” delle GaE se non ai fini dell’aggiornamento del punteggio) giacché ci ritroviamo, paradossalmente, nella stessa situazione del 2007: aggiornamento in un’unica provincia (la prima, naturalmente) senza possibilità di trasferimenti. Se l’Avvocatura di Stato darà loro parere favorevole, verosimilmente, il prossimo decreto riguardante le GaE riguarderà solo l’aggiornamento del punteggio.

Tralasciamo il resoconto delle polemiche sorte con il sen. Giovanni Pistorio (MPA) che, secondo quanto da egli stesso affermato, non conosceva neanche l’ordine del giorno della tavola rotonda e omettiamo anche il penoso racconto del  Sen. Ferrara (Pdl) che, avendo un figlio ingegnere e dottorando in Francia, ha svolto alcune “ricerche” e si è reso conto che gli amici francesi pagano meglio i ricercatori e spendono meno in istruzione ed evitiamo anche di riportare gli sgradevolissimi commenti del senatore Pittoni riguardo alle presunte valutazioni “generose” che i professori meridionali attribuiscono ai propri studenti rispetto ai docenti del Nord, maggiormente “severi”.



Al personale della scuola SI DEVONO risposte chiare ed inequivocabili, adesso! Garantire i punteggi acquisiti e smetterla con i venditori di fumo!