USB Scuola - Schedatura studenti palestinesi. Altro che “stessa natura” con la rilevazione degli ucraini: il Ministro Valditara mistifica i fatti. Schedare studenti palestinesi non è accoglienza, è discriminazione!
USB Scuola respinge con forza la risposta del Ministro dell’Istruzione Valditara, che tenta di giustificare la recente richiesta di rilevazione degli studenti palestinesi equiparandola alle misure adottate in passato per gli studenti ucraini. Alleghiamo le due circolari in modo che ciascuno possa leggere e comprendere le differenze sostanziali tra le due disposizioni.
La giustificazione del Ministro si fonda su un paragone artificioso e politicamente scorretto, utile solo a coprire un atto che nulla ha a che vedere con l’inclusione e molto con una pericolosa deriva discriminatoria.
La rilevazione degli studenti ucraini avvenne infatti in un contesto radicalmente diverso: un’emergenza umanitaria riconosciuta a livello internazionale, accompagnata da piani straordinari di accoglienza, risorse dedicate, strumenti didattici, supporto linguistico e misure di integrazione esplicite. In quel caso, la raccolta di informazioni serviva a garantire diritti, non a isolare soggetti.
Oggi, invece, il Ministero chiede alle scuole di identificare e contare studenti palestinesi senza alcun progetto educativo dichiarato, senza risorse aggiuntive, senza un quadro normativo trasparente e senza tutele chiare.
Questa non è accoglienza: è selezione su base nazionale, in un contesto politico nazionale e internazionale segnato da guerre diffuse, da un genocidio ancora in corso in Palestina, da repressione e criminalizzazione della solidarietà.
Il tentativo di normalizzare questa operazione attraverso il richiamo al passato è una mistificazione grave.
La scuola pubblica statale non può essere trasformata in uno strumento di schedatura indiretta, né può essere piegata a logiche di controllo che nulla hanno a che fare con la didattica, l’inclusione e la tutela dei minori.
L’inclusione non passa dalla classificazione degli studenti per origine nazionale, ma dal rafforzamento dei diritti, dall’autonomia educativa delle scuole e da politiche di accoglienza universali, non selettive.
Per questo chiediamo il ritiro immediato della nota ministeriale e denunciamo una gestione della scuola sempre più subordinata a logiche securitarie e politiche, lontane dai principi costituzionali di uguaglianza e libertà di insegnamento.
La scuola deve restare uno spazio di emancipazione, non un luogo di etichettatura.
Su questo non arretreremo e saremo in presidio insieme alle studentesse e agli studenti di OSA il 19 gennaio alle ore 17.00 a Roma presso l’USR del Lazio in via Frangipane 41.