USB SCUOLA: SOTTOSCRIVONO LA POVERTÀ CONTRATTUALE E POI CI RACCONTANO LE FAVOLE

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Leggiamo dal Corriere della Sera un articolo sul carovita al nord Italia e le rinunce ai ruoli con dichiarazioni dei sindacati firmatari che fan pensare di leggere il corriere dei piccoli.

La situazione descritta è drammaticamente reale. I costi degli alloggi al nord, in Lombardia e a Milano in modo particolare, sono al limite dell’inarrivabile. Basta dare uno sguardo ai siti specializzati. La barzelletta arriva con le proposte degli esponenti degli stessi sindacati che hanno firmato il rinnovo contrattuale con 40 euro di aumento medio: indennità e agevolazioni fiscali per chi arriva da fuori (Anief) e strumenti di welfare (UIL).

Queste risposte sono chiara propaganda da parte delle organizzazioni da cui arrivano.

Non vi è alcuna riflessione sulle reali retribuzioni del personale docente e ATA, sempre più immiserite; sulle speculazioni edilizie e finanziare a monte del caro-casa in città come Milano, Firenze o Roma; sulla necessità di investimenti sul salario, nelle prime righe che assicurano continuità retributiva e pensionistica, e non affidamento al welfare aggiuntivo, che di per sé contiene vincoli e una frammentazione della busta paga che non risolve il problema strutturale della povertà stipendiale.

Il caro-alloggi, il caro-spesa, il caro-benzina, il carovita in generale riguardano il personale docente che si sposta, ma anche quello residente stabilmente. Non si può pensare di differenziare il salario sulla base del luogo di residenza, le gabbie salariali sono inaccettabili in ogni definizione.

Un intervento strutturale e sfaccettato, che coinvolge tutta la struttura dello Stato, centrale e periferica, dal Ministero dell’Economia agli Enti Locali, interventi per garantire la dignità del lavoro e dei lavoratori e delle lavoratrici, investimenti consistenti per la scuola e per il personale della scuola, solamente in questo modo possiamo garantire che i ruoli non vengano rifiutati e che la scuola torni ad essere il luogo di crescita culturale ed emancipazione sociale che ha il dovere di essere.

Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori di distaccarsi dai sindacati che hanno firmato l’ultimo CCNL esultando per questi “aumenti” e di tornare a rivendicare i propri diritti.

USB Scuola continuerà a perseguire questo cammino di lotta!