Rinnovare il Contratto Nazionale per dare una risposta seria al personale inidoneo all'insegnamento

Nazionale -

In allegato la tabella provincia per provincia, delle domande presentate e dei posti accantonati.

 

 

 

Dalle “sedi staccate” del Ministero dell'Istruzione, Cgil, CISL e UIL, apprendiamo che le domande di passaggio di profilo professionale da docente ad Ata, del personale dichiarato permanentemente inidonei sono 527 quelle registrate online e forse altre 30 in cartaceo.


527 domande in tutta Italia significa che solo circa il 10% del personale è caduto nella trappola del Ministero e del Governo.


Esprimiamo la nostra soddisfazione per questo che è un primo risultato della campagna di informazione che è stata attivata prontamente dalla associazione CONBS, dai docenti interessati e stavolta diciamolo anche da alcuni sindacati!


Ora la battaglia deve continuare e dobbiamo con coraggio tenere l'obiettivo ben chiaro: l'abolizione dell'art.19!


PER IL PERSONALE DOCENTE:

è necessario sviluppare una proposta completa che vada al confronto con il Miur e con il Governo.


Dobbiamo vedere il problema dell'inidoneità all'insegnamento non solo nell'ottica della risoluzione del problema degli attuali 5 mila, ma pensare anche alle conseguenze che questi provvedimenti ingiusti e vigliacchi avranno sul personale tutto. Cosa farà il personale che avendo problemi di salute (fisici e/o psichici) avrà davanti solo la possibilità di finire a fare l'ATA o l'impiegato in qualche Ministero con la paga e la pensione tagliata rinunciando alla valorizzazione dei propri studi? Potrebbe decidere di rimanere al suo posto con gravi ripercussioni su di lui e sulla scuola.

Un po' quello che succede a chi non ha la possibilità economica di curarsi o ai ragazzi diversamente abili che senza il sostegno non possono andare a scuola.


Un docente dichiarato inidoneo all'insegnamento permanentemente deve avere la possibilità di accedere:


  1. ad un profilo professionale che mantenga il suo status di docente, con funzioni diverse come bibliotecario/a;

  2. qualora ne avesse i requisiti, al profilo Ata;

  3. alla mobilità inteministeriale.

La scelta non può essere un obbligo né frutto di di “tranello” ma una scelta consapevole sulla base della conoscenza delle effettive prospettive sul piano economico, della mansione e anche della sede in cui andrà a svolgere il suo nuovo compito.

L'inquadramento deve essere corrispondente al titolo di studio e all'anzianità di servizio, eventuali scostamenti salariali devono essere inglobati nello stipendio base.

Tutta la carriera precedente deve essere riconosciuta all'atto del passaggio e non “temporizzata”: tecnica che impedisce ai lavoratori di avere la ricostruzione di carriera sull'effettivo servizio.

Anche per l'immediato sono inaccettabili proposte sulla mobilità interministeriale che non prevedano, ad esempio, che il passaggio ad un altro ministero può avvenire solo se richiesto, solo se è disponibile la sede indicata dal lavoratore.

Al lavoratore che presentasse problemi tali da dichiararne l'inidoneità deve essere riconosciuto il diritto costituzionale alla difesa della Salute, contro qualsiasi discriminazione, con l'eventuale riconoscimento delle malattie professionali.



PER IL PERSONALE ATA:


I posti accantonati devono tornare TUTTI nella disponibilità del personale nelle graduatorie e che può accedere al ruolo.


L'accantonamento dei posti è una pratica che fa scempio di qualsiasi criterio di correttezza da parte dell'Amministrazione che “promette” un certo numero di posti e in realtà né usa una grande percentuale per “sanare” altri problemi a cui fino a quel momento non ha dato risposta.

Proprio come il caso dei docenti inidonei, o quello dei posti accantonati per i passaggio di profilo dei collaboratori scolastici.

L'unico effetto concreto e cercato, è che riesce a scatenare la guerra tra i lavoratori.


I posti devono tornare TUTTI anche i 527(forse +30) al personale ATA per il semplice motivo che ai docenti che hanno fatto domanda non è stata data l'opportunità di scegliere, e se quei 527 già svolgevano le stesse mansioni, l'accantonamento dei posti è un ulteriore taglio, maldestramente “coperto”, al personale ATA e soprattutto alle funzioni essenziali per la vita della scuola che questo svolge.


Prosegue l'azione dell'USB che continua la sua pressione al Miur per un incontro, a partire dalla mobilità interministeriale, e sta organizzando i ricorsi per il personale docente e per gli ATA che hanno subito un grave danno da questi provvedimenti.


Il 7 ottobre Sciopero Generale della Scuola



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