Reggio Calabria. I precari della scuola con RdB sul fronte dello sciopero degli scrutini

Reggio Calabria -

Lunedì 24 maggio 2010: Assemblea a Polistena
di Giovanni Portas

 


Polistena, 24 maggio 2010. I precari della scuola di Reggio Calabria rappresentati dalla sigla sindacale RdB stanno indicendo, in questi giorni, assemblee sindacali nel territorio della provincia. Lunedì 24 maggio 2010, presso il Salone delle Feste del Comune di Polistena si è radunata una nutrita partecipazione di insegnati e personale ATA (circa 140) un’assemblea sindacale dove hanno fatto da relatori proprio i precari della scuola coinvolgendo i presenti in sala sulle questioni che stanno causando la distruzione della scuola statale. Si è parlato principalmente degli effetti devastanti dei tagli dovuti alla famigerata finanziaria 2008 Tremonti che ha inflitto alla scuola un cambiamento “epocale” in cui i precari sono stati gli obiettivi più sensibilmente penalizzati e l’accorpamento di edifici scolastici ha inevitabilmente creato “classi pollaio” da 30 ragazzi. Tagli per 8 miliardi di euro che purtroppo stanno causando il più grande licenziamento di massa della storia di lavoratori precari (150.000 in tre anni). Tutte premesse con le quali i presenti in sala hanno potuto dibattere esprimendo il proprio dissenso riguardo al fatto che non è più possibile stare ad assistere inermi senza far nulla. I precari della scuola, da settembre scorso, da quando si sono ritrovati nello Tsunami degli effetti dei primi tagli, attraverso forme di protesta e assemblee, comunicano i reali effetti della riforma Gelmini  denunciando le menzogne che il governo Berlusconi sta veicolando alla popolazione italiana avvalendosi di una vera e propria dittatura e di un controllo mediatico dei mezzi di informazione che priva di fatto la realtà della riforma. Relatori della giornata il prof. Fortunato Sorbara (54 anni di età e 25 di precariato), prof. Rosario Mandaglio (giovane precario) e il prof. Giovanni Portas (giovane precario), hanno esposto l’importanza di restare uniti e reagire manifestando il proprio dissenso con lo sciopero degli scrutini, proclamato per il 7 e 8 giugno prossimi. Merito del supporto sindacale di RdB è stato possibile indirlo “breve” per consentire ai docenti di scioperare solo per uno scrutinio e, dunque, alternarsi nei due giorni consentiti per legge, con una trattenuta pari all’effettiva durata dello scrutinio “bloccato” (a 17,50 euro l’ora). Questa modalità si aggiunge a quella prevista dall’indizione dei Cobas ovvero l’astensione dal lavoro per l’intera giornata. Dissentire è necessario considerata drammatica situazione. Lo sciopero è un diritto di ogni lavoratore come sancito dalla legge 146/90 che da un lato reprime gli scioperi prolungati ad oltranza, come avvenuto in passato, e dall’altro lo regolamenta ma non lo vieta. Il mondo della scuola non sta accettando tutto questo “epocale” cambiamento fatto di classi pollaio, licenziamenti di massa e mobilità del personale di ruolo perchè provoca un abbassamento dell’offerta formativa e smantellando una istituzione decennale. Altri argomenti esposti alla riflessione dei presenti sono state le cosiddette intenzioni del governo riguardo il futuro del sistema scolastico che si prevederà regionalizzato sia nella gestione del patrimonio edilizio che del personale. Infatti, componenti dell’attuale governo, hanno già presentato il terzo DDL sulla scuola, a capo Aprea seguito dal Cota-Pittone e per ultimo il DDL Goisis i quali tutti sono per la regionalizzazione del sistema scolastico e del reclutamento dei lavoratori. Fino ad oggi (un sistema trentennale), si attingevano, insegnati e ATA, da graduatorie provinciali per contratti a tempo determinati (settembre – giugno) e di tanto in tanto c’era la possibilità di entrare di ruolo nella scuola in base ai pensionamenti annuali. Oggi, dopo i tagli inflitti, non si intende risolvere il precariato e hanno creato situazioni tampone come il “salva-precari” smascherato per l’incostituzionalità della forma, purtroppo diventato legge 134/2009. Hanno obbligato, con forme di ricatto legalizzato, i precari inclusi nel salva-precari a sottoscrivere contratti di disponibilità alle supplenze brevi senza però garantire nessun reddito minimo, semmai il terrore di essere esclusi dalle graduatorie prioritarie qualora non dovessero rendersi disponibili anche per pochi giorni. Inizialmente questi provvedimenti sembravano una man forte contro assenteismo nei posti di lavoro, ma a distanza di mesi ci si rende conto che ci hanno inserito in un sistema di precarizzazione interinalizzata e se la crisi economica, che tra l’altro a penalizzato principalmente i lavoratori, altro non è che l’inizio di uno stravolgimento delle prossime forme di contratto lavorativo. Infatti, la sensazione e che l’agognato posto fisso possiamo scordarcelo. Per essere ottimisti, usufruiremo di contratti triennali concorsualizzati e discriminanti nel senso che per come si vorrebbe gestire la scuola, bisognerà controllare il dilagare di corruzione e raccomandazionismo nelle assunzioni. Chi sembra dettare legge sulla futura scuola e proprio la Lega che, oltre a spingere l’idea del federalismo scolastico, impone anche un percorso obbligato di formazione dei futuri docenti e del loro reclutamento attraverso albi regionali con ingresso da concorsi regionali. Obbligo di residenza sempre regionale e contratti di lavoro regionali. Questo marcherebbe il divario sud-nord. Sempre in assemblea si è parlato di altre proposte di legge che, invece vedrebbe i prossimi insegnanti stabilizzati sulla base del fabbisogno regionale. Insomma tante cose nel calderone delle proposte ma nel concreto rimangono i tagli e i licenziamenti. Riguardo lo sciopero degli scrutini, in sede d’assemblea si sono esposti tutti i dettagli per poter aderire e soprattutto le motivazioni per manifestare il dissenso. Scioperare è un diritto. Questa azione ha un altissimo valore politico e allo stesso tempo simbolico dal momento che quando i lavoratori della scuola scioperano, a differenza dei lavoratori delle fabbriche, non bloccano la produzione. Lo sciopero è ancora un’arma in mano ai lavoratori e lo sciopero degli scrutini è la forma più radicale che si possa praticare in ambito scolastico. Il 3 e 4 febbraio scorsi a Genova i lavoratori della scuola sono riusciti per due giorni a rimandare lo svolgimento degli scrutini per merito di uno sciopero provinciale indetto dai COBAS e questo anche in altre città là dove era stato previsto. Secondo la legge, nessun lavoratore che sciopera può essere sostituito, nessun lavoratore che sciopera può essere perseguito in alcun modo. Gli unici sindacati che hanno accolto le richieste dei precari sono stati Cobas ed Rdb Scuola (quest’ultimo ha proclamato lo sciopero breve) e hanno deciso che docenti ed ATA sciopereranno per l’intera giornata o solamente per un’ora, senza svolgere gli scrutini né alcuna altra attività. Il 7-8 giugno nelle regioni Emilia-Romagna, Calabria e nella Provincia di Trento; 10-11 giugno nelle regioni Marche, Puglia e Veneto; 11-12 giugno per le regioni Sardegna e Umbria; 14-15 giugno per tutte le altre regioni e per la Provincia di Bolzano.

 

Sintesi sui tagli. Oggi, nella scuola pubblica si sono accorpati edifici, si sottraggono fondi per pagare supplenti, non si considera la messa in sicurezza e la manutenzione dell’edilizia, si riduce l’orario di apprendimento e le cattedre di sostegno, si elimina la compresenza e il modulo nella scuola primaria. Infatti sette mila alunni in più, nel 2009/2010 hanno trovato posto in 1.700 classi in meno nella primaria, dove sono avvenuti i primi tagli di 12.500 posti eliminati per lasciare la figura del maestro unico. Nella scuola media sono sparite 18.000 cattedre e 10.00 nelle superiori. In Calabria lo scorso hanno sono stati tagliati circa 3.800 posti tra docenti e ATA (49.000 in tutta Italia). Nel prossimo anno scolastico sempre in Calabria saranno sacrificate ancora oltre 1.800 cattedre e 800 posti ATA (46.000 in tutta Italia), già sono stati chiusi 80 plessi scolastici calabresi su 300 nel territorio nazionale. In ogni città si sono formati gruppi di precari che portano avanti proteste da quando la mannaia della ministra Gelmini si è abbattuta sul mondo della scuola. Proprio da Reggio Calabria, la città che ha abilitato la Gelmini nel 2001 al concorso di avvocato, che un gruppo di precari ( cpsrc.wordpress.com ) mantiene il dissenso con continue forme di protesta per sensibilizzare anche la loro stessa città. Il mondo della scuola e la società non deve stare più a guardare e subire, dovrà mobilitarsi. E' necessario reagire per non far avanzare liberismo e logica di mercato. Politici dovranno fare opposizione ferrea e i sindacati collaborazionisti devono smetterla di inciuciarsi con i vari governi sulla pelle dei lavoratori e unirsi nella lotta “vera” per costruire un rapporto di solidarietà di massa.

 

Nasce l’USB. Un evento storico nel sindacalismo di base, ha visto il 23 maggio 2010 a Roma, la nascita della sigla sindacale USB (Unione Sindacale di Base) nella quale 644 delegati, in rappresentanza di 250.000 iscritti a RdB, SdL, Snater, Or.S.A. e Slai Cobas ed a consistenti realtà categoriali e territoriali provenienti dalla CUB, hanno generato un’organizzazione generale, indipendente e conflittuale per una alternativa concreta ai sindacati concertativi storici. USB, si legge nella premessa, avrà una struttura confederale articolata sul territorio nazionale e rappresenterà principalmente il settore pubblico e il settore privato, come già avvenuto in molti paesi europei come la Germania e la Grecia. Il sindacalismo di base amplificherà le lotte e i diritti dei precari.

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